Violenza sulle donne: scarsi fondi per i Centri Antiviolenza

Violenza sulle donne: scarsi fondi per i Centri Antiviolenza

Violenza sulle donne: sempre più casi, poche le denunce, e i Centri Antiviolenza lamentano la mancanza di fondi.

Violenza sulle donne: scarsi fondi per i Centri Antiviolenza – La violenza sulle donne è un argomento purtroppo sempre comune, non si raffredda o si supera col passare dei giorni ma piuttosto lascia una ferita profonda celata dietro le coscienze. L’unica accoglienza per le donne vittime di violenza è data dai Centri Antiviolenza che però, quotidianamente, lamentano lo scarseggiare dei fondi. Le Regioni amministrano i fondi in maniera autonoma aumentando il rischio che vengano indirizzati presso strutture non del tutto competenti, mentre i Centri Antiviolenza forti e stabili lasciano intravedere la possibilità di unire le forze per fare in modo che le donne abbiano un punto di riferimento solido senza paura di non trovare la giusta accoglienza. Contro la violenza sulle donne, oltre ai finanziamenti pubblici, urge la richiesta di finanziamenti privati da parte dei cittadini che non possono e non devono restare insensibili al grido d’aiuto delle donne vittime di violenza.

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Tanti casi, poche denunce – Negli ultimi anni sono tanti i casi di violenza sulle donne riscontrati ma, anche se i Centri Antiviolenza accolgono più donne, sembra che ce ne siamo molte altre che ancora non denunciano il proprio malfattore. Perché? Per chi non è mai fortunatamente stata protagonista di una violenza sembra assurdo concedere il beneficio del dubbio nel prendere la decisione di querela. Certo, si ritiene che possa prender piede la paura di ritorsioni fisiche, sociali, economiche e psicologiche, ma non sempre si riesce a venire incontro a queste donne maltrattate col giusto spirito e col ponderato criticismo. Specie se si tratta di violenza in ambiente domestico da parte del marito, del fidanzato, del padre e via dicendo.

Donne vittime di violenza – È possibile che una donna vittima di violenza veda paradossalmente nel suo aguzzino, col quale ha un forte legame affettivo, proprio colui in grado di prendersi cura della sua persona psichica. Sembra quasi una ‘protezione’ a rischio, e lo è.  La maggior parte delle donne che si ritrova ad avere un uomo, la cui indole dissoluta ed estrema ha già fatto sottilmente pressione nel corso della relazione, tende a sentirsi sola e incompresa dal resto del mondo, ed è qui che scatta la psicologia inversa di ritenere il proprio aguzzino l’unica spalla protettiva nei confronti della realtà esterna. L’uomo viene così visto come una personalità forte e invincibile che, alternando momenti di rabbia ingiustificata a quelli di dolcezza subdola, viene concepita dalla donna come una deformata dimostrazione d’amore, tinta senz’altro da una ben radicata fragilità femminile e vulnerabilità vista come insuperabile. Ma la violenza sulle donne non può e non deve essere giustificata (qui il racconto di chi ce l’ha fatta).

La sensibilizzazione per le donne – La sensibilizzazione deve avvenire in primis per le donne perché sono loro stesse le prime a dover capire il valore di cui sono intrise covando senza cautela o timore il concetto di dignità. È la donna a dover pretendere da se stessa maggiore rispetto, maggiore stima, maggiore intraprendenza, meno sottomissione, meno vulnerabilità. La sensibilizzazione per le donne è molto importante perché permette ad ogni vittima di essere artefice del proprio riscatto e, soprattutto, di dare fiducia e speranza alle tanto fragili figure femminili che ancora aspettano il cambiamento di un uomo violento che non cambierà mai.

COMMENTI

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    […] Ultimamente è emerso anche che i governi locali tendono a trascurare il contrasto alla violenza sulle donne, negando finanziamenti ai centri antiviolenza. […]