Violenza sulle donne: legge del taglione, il caso indiano

Violenza sulle donne: legge del taglione, il caso indiano

Può la violenza innescare un adeguato cambiamento culturale?

New Delhi – È accaduto pochi giorni fa a New Delhi l’ennesimo episodio di violenza sulle donne che, tuttavia, questa volta ha avuto un esito inaspettato. Si è svolto in pieno giorno il tentativo di stupro sventato dalla folla. Un uomo di 40 anni stava cercando di violentare una giovane ragazza protetto dalla scarsa luminosità di uno dei numerosi vicoli di New Delhi, quando alcuni passanti si sono accorti della violenza in atto. L’India questa volta non ha voltato le spalle. L’uomo è stato raggiunto da una folla inferocita, inasprita dall’ennesimo caso di violenza sulle donne. È stato allontanato dalla ragazza e trascinato in una macelleria. La massa ha deciso di punire lo stupratore infliggendo una dura pena: nella macelleria l’uomo è stato immobilizzato e con una mannaia gli sono stati tagliati i genitali. Successivamente è stato lasciato per strada, insanguinato.

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Il cancro della violenza sulle donne – La violenza sulle donne in India è un cancro che, se possibile, è caratterizzato da un maggiore numero di casi e una maggiore frequenza rispetto ad altri paesi del Mondo. La violenza sulle donne, gli stupri sono estremamente frequenti in India, paese in cui la cultura dominante continua a considerare la donna come qualcosa di inferiore all’uomo. La donna deve adempiere a ciò che la cultura ha previsto per lei: essere una buona moglie, una “produttrice di bambini”. Una siffatta costruzione ideologico culturale spinge la società a considerare doveroso il “controllo” sulla donna. E’ compito doveroso della componente maschile della famiglia il sorvegliare le donne e far sì che queste si comportino in modo consono. Un tale atteggiamento si pone come perfetto precedente affinché si sviluppino determinati rapporti di forza che sfocino, poi, nei drammi di cui sempre più spesso veniamo informati. Quello di alcuni giorni fa si pone su una scia copiosa di stupri e violenze che ha anche e soprattutto un’origine culturale: pensiamo anche al caso di Surendra Bind che è stata bruciata viva perché si è rifiutata di cedere al tentativo di stupro. Di scappare ad un disegno ben preciso.

Violenza chiama violenza? Quando si tira in ballo la cultura molto spesso le reazioni sono dure, si erige un muro. Si preferisce evitare di considerare un problema come la violenza sulle donne come qualcosa determinato da un fattore culturale; questo, forse, perché il binomio “violenza-cultura” intaccherebbe l’immagine di un paese. La cultura, viceversa, è il sostrato fertile sul quale poggiano gli individui di una società; è, infatti, anche la cultura che direziona uno specifico modo di “vedere il mondo”. Ecco che una determinata considerazione della donna comporta da parte della componente maschile della società azioni connaturate ai principi di “sottomissione e diritto”. Il recente caso di New Delhi ha portato però un fattore nuovo: la reazione della folla ha impedito lo stupro e punito l’uomo. La legge del taglione è scattata come forma di risposta alla violenza. La violenza ha chiamato altra violenza. Ma è questa la strada da intraprendere per invertire le tendenze culturali e dare una nuova svolta alla società? Si dovrebbe invece concorre a livello strutturale ad una profonda revisione del logiche culturali. Occorrerebbe invertire le tendenze creando consapevolezza. Un cambiamento qualitativo oltre che quantitativo: non dovrebbe essere quindi la “paura dell’evirazione” a spingere gli uomini a non commettere violenza sulle donne, quanto piuttosto una nuova visione dei rapporti uomo-donna e donna-società. Si dovrebbe partire a livello scolastico e familiare affinché la cultura revisionata e modificata attecchisca alle basi e vada ad affermarsi nella società crescendo con le nuove generazioni. La rivoluzione dovrebbe partire dal basso, secondo logiche pensate e non affidate all’istinto brutale della reazione violenta.

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    […] in India – In questo ultimo anno le violenze hanno colpito ragazze o bambine delle ultime caste, bersagli vulnerabili che non ricevono […]