Una passione centenaria chiamata soap opera

Una passione centenaria chiamata soap opera

Una passione centenaria chiamata soap opera

Possono durare qualche anno o imperversare per più decadi (come nel caso di ‘Beautiful’, che ha raggiunto le 32 stagioni). Le soap opera sono per definizione l’Abc del relax declinato al primo pomeriggio, amatissime dalle donne ma capaci di intercettare un pubblico davvero trasversale. Possono dare dipendenza, è proprio vero, perché sono spesso in grado di trasmettere a livello emotivo le situazioni dei protagonisti consentendo di parteggiare e schierarsi da un lato o l’altro della trama. I personaggi fanno battere il cuore, prendono per mano lo spettatore e lo conducono alla scoperta del loro mondo: tra amori e sfortune, successi e insuccessi di lavoro ma anche con una quotidianità davvero iper reale. Le persone ne seguono anche più di una alla volta, ecco perché è utile restare aggiornati con le anticipazioni tv su igossip.it. La maggior lunghezza delle soap opera, che sono soprattutto di stampo americano, porta in certi casi a delle necessità strutturali particolari. Per cui, come nel caso del personaggio di Sally Spectra in ‘Beautiful’ (interpretato da Darlene Conley dal 1989 fino alla sua morte), è possibile un intreccio con la realtà che dona una dimensione ancora più concreta alla trama: la ‘vera’ scomparsa dell’attore modifica anche la storia, in un realismo extra (seppur inevitabile). E può inoltre accadere che uno stesso personaggio, nel corso del tempo, cambi volto e venga interpretato da attori distinti il che necessita di un’attenta attività di ‘recasting’.

L’origine del nome: un’invenzione degli anni ’20

Questo genere televisivo, la ‘soap opera’ (abbreviato anche solo in ‘soap’) ha una genesi che è davvero centenaria, poiché ha visto la luce negli anni ’20 del secolo scorso. Era un tempo in cui spopolava la radio negli Stati Uniti d’America così come un po’ dappertutto, naturalmente. E proprio negli Usa nacque la consuetudine di trasmettere i primi programmi dedicati a un pubblico prettamente femminile, fatti per essere di compagnia durante le lunghe giornate. Piacevano molto i radiodrammi a puntate con quel loro tipico essere fitti di intrighi, amori e colpi di scena: ogni giorno le persone si sintonizzavano per ascoltare la nuova puntata su una certa stazione. Ed ecco l’origine del nome: erano i grandi produttori di sapone che potevano avere interesse a intercettare questo target di pubblico ‘in rosa’ e così divennero gli sponsor principali di tali programmi. Che presero il nome, appunto, di ‘soap opera’ (dove soap si traduce letteralmente sapone). La Colgate-Palmolive, specialista dei prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, fu il primo sponsor ufficiale di una simile serie. Non solo, perché è verso la fine degli anni Trenta che ci fu un salto di qualità ulteriore: il successo di questi sceneggiati via radio era tale e tanto che le aziende dei saponi passarono da semplici sponsor a esserne in certi casi addirittura produttori. Così si diffuse l’espressione che ancora oggi conosciamo e che ha saputo attraversare le epoche.

La differenza tra soap opera e telenovela

A sfidare le soap opera nella corsa agli ascolti ci sono le altrettanto popolari ‘telenovelas’, nel nome però di alcune significative differenze. In entrambi i casi stiamo parlando del genere ‘melodramma’, ma mentre nelle soap opera i sentimenti dei personaggi fanno più che altro da sfondo a una storia più complessa e di stampo familiare, nelle telenovelas (dove i protagonisti sono spesso giovani donne) sono invece il vero fulcro della trama e vanno a condizionare il modo di agire dei vari soggetti, generalmente infelici e insoddisfatti. Le vicende narrate dalle telenovelas spesso si svolgono poi in epoche molto lontane, mentre le soap opera sono ambientate in tempi quasi esclusivamente moderni. I Paesi del mondo che si possono definire i maggiori produttori di ‘telenovelas’ sono sudamericani, in particolare Brasile, Venezuela e Argentina. Qui questo genere tv, che ha avuto origine a metà del Novecento, rappresenta un vero e proprio fenomeno di costume dal grande respiro anche commerciale. In questi racconti si fa un grande uso dei colpi di scena, che sono continui e travolgenti, inoltre piovono rivelazioni spesso incredibili e indizi capaci di tenere alto il ritmo e allo stesso tempo di suscitare curiosità e attenzione nello spettatore. Infine la soap è definita ‘serial aperto’, perché non arriva a una vera conclusione dal punto di vista narrativo. Diversamente dalla telenovela che, nelle ultime puntate, arriva al dunque e volge al termine (ed è detta ‘serial chiuso’).

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