Un Kamikaze al Teatro dell’Orologio di Roma

Un Kamikaze al Teatro dell’Orologio di Roma

Kamikaze Number Five di Giuseppe Massa messo in scena da Giuseppe Isgrò per conto della compagnia Phoebe Zeitgeist è uno spettacolo/olocausto da non perdere assolutamente, in scena al Teatro dell'Orologio di Roma.

Federica Bosco, Il peso specifico dell’amore: l’analisi razionale dell’amore
Kristen Stewart e Nicholas Hoult per Equals: amore fantascientifico di Doremus
Vacanze romane compie 60 anni: le curiosità e il film con Audrey Hepburn

Domenica 6 dicembre nell’articolo di fondo del Corriere della Sera a firma di Antonio Polito, il giornalista napoletano si interrogava sulle giustificate paure degli occidentali rispetto ai recenti attacchi degli integralisti dell’Isis e scriveva: ‘La nostra cultura, i nostri intellettuali, i nostri media, hanno da tempo perso interesse alla verità’. Di contro sembrava gli rispondesse in seconda pagina e nello stesso giorno il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in un intervista affermava: ‘Non dimentichiamo che gli attentati sono stati ideati nelle periferie delle città europee: occorre una risposta anche in casa nostra. Ecco perché servono scuole e teatri, non solo bombe e missili. È per questo che ogni euro speso in sicurezza l’Italia investirà un euro in cultura‘.

12341625_937459662975901_6492359486219811326_n

Ma ecco che fra tutto questo gran parlare si frappone appunto la grande responsabilità civile del teatro, di quegli uomini di cultura di cui parla Polito, ruolo che fin da quando è nato, come forte esigenza di rappresentazione di sé stessi fra i popoli, il teatro ha sempre assolto egregiamente. E difatti pare non a caso di scena al Teatro dell’Orologio, Kamikaze number five. Un piccolo spettacolo potente, esplosivo, quasi miracoloso, su testo poetico e visionario di Giuseppe Massa, che ricorda nella scrittura e per certi temi trattati la drammaturgia cara ad Antonio Tarantino, e la regia del ben emergente Giuseppe Isgrò per conto della compagnia Phoebe Zeitgeist che racconta proprio di un giovane terrorista sucida vittima del ricordo di una violenza subita da suo padre perpetrata da parte di altri kamikaze e che lo diventa anche lui evidentemente per effetto transfert. La cronaca che viene esposta è un continuo rovesciamento di situazioni, una continua sovrapposizione di momenti, proprio come un pensiero della mente che viene e va, frastagliato e altalenante, nelle ultime ore, negli ultimi minuti prima di un attacco. Almeno così come un maiale/spettatore può percepirlo. Lo spettacolo racconta appunto ciò che accade nel cervello di un uomo che ha deciso di farsi esplodere volontariamente in mezzo alla folla.

La forza e il coraggio di quest’atto estremo sta proprio nell’interpretazione possente e gigantesca di Woody Neri, sguardo in bilico fra allucinazione e tenerezza, l’uomo spogliato di tutto si espone, si immola, si offre in tutta la sua energia. Recita con tutto il corpo, è tutto un vibrare contestualmente a quanto dice ed esprime con verità e immedesimazione – a quanto vive quasi per la prima volta – senza nessun pudore o inibizione su di palco nudo della Sala Gassman, da fondo senza risparmiarsi a tutte le sue corde espressive incarnando appieno la barzelletta di quel kamikaze a teatro dove ritrova dei maiali che vogliono rilassarsi e divertirsi e invece si ritrovano a fare i conti con una realtà ingombrante. I ruoli son ben distribuiti, le parti e le controparti sono nei rispettivi luoghi di azione. E a guidarlo passo passo, movimento per movimento, è l’accurata e intelligente regia che lo riveste e lo accompagna amorevolmente di una scenografia acustica incessante e sempre presente in cui spesso si fonde in un unico suono voce/battito/musica, con un buon utilizzo sapiente e creativo del microfono. Finalmente dopo tanto abuso dell’uso di microfono a teatro, non c’è spettacolo se non c’è microfono, qui Isgrò fa sua una certa lezione di Carmelo Bene e va oltre nella tecnologia, il microfono dialoga quasi con se stesso, non è uno strumento per amplificare è un tutt’uno con il corpo, la voce dell’attore. Ma Giuseppe Isgrò interviene anche drasticamente sul testo, proprio perché nulla venga tralasciato, in accordo con Francesca Marianna Consonni, sua drammaturga, fossilizza in ogni minimo passaggio, esalta ogni piccola parola, cesella ogni singolo battito del cuore.

KAMIKAZE NUMBER FIVE

di Giuseppe Massa

con Woody Neri

regia Giuseppe Isgrò

dramaturg Francesca Marianna Consonni

suono Giovanni Isgrò

produzione Phoebe Zeitgeist e Vanaclù

in coproduzione con Progetto Goldstein, Associazione Teatrale Pistoiese,

La Corte Ospitale Rubiera, Spazio OFF Trento

Teatro dell’Orologio – Sala Gassman fino al 20 dicembre