Tumore al seno, si riduce il rischio mortalità ma ci si ammala di più

Tumore al seno, si riduce il rischio mortalità ma ci si ammala di più

Il tumore al seno è molto diffuso nelle donne

Il tumore al seno è il tipo di tumore più diffuso  in tutto il mondo e colpisce una parte del corpo femminile molto delicata: il seno, una zona ricca di ghiandole. Il tumore al seno è costituito da una massa di tessuto anormale dove la crescita delle cellule maligne è veloce ed incontrollata. Questi tipi di cellule sono in grado di distaccarsi dal tessuto e di muoversi andando a colpire le zone circostanti e altri organi. Questa malattia si presenta indolore ma un campanello d’allarme molto importante è la presenza di eventuali noduli quando si effettua la palpazione del seno. L’autopalpazione infatti è un metodo che ogni donna dovrebbe effettuare ad ogni fine mestruazione proprio per accertarsi della non presenza di questi noduli. Ecco cosa bisogna sapere sull’autopalpazione del seno, leggi qui.

tumore al seno

Tumore al seno: cosa bisogna sapere – La probabilità di essere colpiti dal cancro al seno è di circa il 13%, questa probabilità può aumentare o diminuire a seconda dell’individuo in quanto ogni individuo è influenzato da diversi fattori “personali” come il materiale genetico/ereditario, lo stile di vita, l’ambiente in cui vive e la storia riproduttiva. I fattori di rischio comuni tra le donne sono invece: l’età, in quanto la malattia si manifesta nelle donne da 50 anni in su; una donna che ha già avuto il cancro al seno ha maggiori probabilità che si ripresenti nell’altro seno; il rischio aumenta se in famiglia mamma o sorella sono state già colpite dal tumore al seno;  per le donne che presentano anomalie alle mammelle;  donne che hanno una particolare storia mestruale e riproduttiva per esempio che hanno avuto la loro prima gravidanza in età adulta, quelle che hanno avuto la loro prima mestruazione prima dei 12 anni, quelle che vanno in meno pausa dopo i 55 anni e quelle che non hanno mai avuto figli. Altro fattore molto importante è la mancata attività fisica in quanto è sempre più evidente che svolgere attività fisica è importante per ridurre il rischio di ammalarsi.

Tumore al seno: aumentano i malati diminuisce la mortalità – Il tumore al seno rappresenta la malattia più frequente fra le donne nel mondo e oggi rispetto a prima fa meno paura in quanto con la diagnosi precoce e con i farmaci sempre più efficaci la mortalità è scesa del 30% ma allo stesso tempo la percentuale di casi di cancro al seno è aumentata del 27%. Durante la IV edizione del Meeting on New Drugs in Breast Cancer svolta a Roma al Regina Elena si è parlato proprio di queste percentuali. Secondo il presidente del Convegno, il professor Francesco Cognetti è sbagliato ormai parlare di tumore al seno al singolare in quanto ogni malato di cancro al seno presenta determinate e singolari caratteristiche e con ciò vuol dire che per superare la malattia sono necessarie delle terapie personalizzate.  «È ormai improprio parlare di tumore del seno: si deve utilizzare il plurale, perché le differenze biologiche sono tali da configurare vere e proprie patologie diverse. Il carcinoma della mammella è fra quelli che più hanno beneficiato della target therapy. Si stanno aprendo prospettive importanti anche grazie all’immuno-oncologia che ha già dimostrato di essere efficace nel melanoma, nel tumore del polmone e recentemente anche nel tumore renale, stimolando il sistema immunitario contro le cellule malate». Ecco cos’altro ha detto il professor Cognetti: «L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening, come suggerito dal “Piano nazionale prevenzione”. Se si interviene ai primissimi stadi, infatti, la sopravvivenza raggiunge il 98%».

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