Thordis e Tom: violenza sessuale, riconciliazione e messaggi educativi

Thordis e Tom: violenza sessuale, riconciliazione e messaggi educativi

Una violenza sessuale raccontata dai protagonisti per trasmettere un insegnamento al mondo. Thordis e Tom ne parlano in una conferenza.

Una storia di violenza sessuale da cui si ha molto da imparare per la forza, il coraggio e l’insegnamento che si può trarre dai protagonisti di questa incredibile vicenda.

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La vicenda

La storia di Thordis Eva e Tom Stanger è unica nel suo genere. Lei islandese, lui australiano, si conobbero nel 1996 a Reykjavik, dove lui si era recato per uno scambio universitario. I due, allora teenager, erano una coppia di innamorati, quando una sera, dopo una festa, qualcosa di terribile accadde. “Ho deciso di provare il rum quella sera” racconta Thordis nel corso di una conferenza TED, a fianco di Tom, che si era gentilmente offerto di accompagnarla a casa. “La gratitudine che sentivo verso di lui è diventata orrore. Quando stava sopra di me e mi spogliava, il mio corpo non aveva abbastanza forze per ribellarsi e il dolore era accecante. Decisi di concentrarmi sul ticchettio delle lancette della sveglia e da qual giorno so che ci sono 7200 secondi in 2 ore”.

Dopo la violenza sessuale

Tom è stato l’autore di questo orribile gesto nei confronti della sua stessa ragazza. Poco dopo, il periodo di studio in Islanda terminò e il giovane fece ritorno nella sua Australia. “Trascorsi settimane a piangere e quanto accaduto non coincideva con l’idea di stupro di cui si parlava in tv. Il fatto che fosse accaduto nella mia stessa camera e che l’autore non fosse un pazzo, ma il mio fidanzato, mi fece pensare che, in qualche modo, era colpa mia. Sono cresciuta in un mondo in cui la violenza sessuale sulle ragazze avviene per una ragione, per colpa loro, si per la gonna troppo corta, il sorriso troppo smagliante o l’alito che sa di alcol” racconta severamente Thordis.

Gli anni a seguire

Le conseguenze di quella terribile notte sono rimaste dentro di lei per lungo tempo, irrisolte. “A 25 anni ho avuto un crollo nervoso. Il mio io era sepolto sotto un pesantissimo silenzio che mi isolava da tutti quelli a cui tenevo. Un giorno, dopo una lite, mi trovavo in un bar e ho chiesto una penna. Avevo sempre con me un quaderno per cogliere qualunque momento di ispirazione. Avevo bisogno di liberarmi, nei momenti di silenzio continuavo a contare i secondi. Quel giorno migliaia di parole fluirono dalla mia penna e scrissi una lettera, indirizzata a Tom. Scrissi le parole ‘Voglio trovare il perdono’ e mi sorpresi io stessa. Era ciò di cui avevo bisogno per liberarmi, lui meritava il mio perdono e io meritavo pace. Mi aspettavo ogni tipo di risposta negativa, ma ricevetti l’ultima cosa a cui pensavo: una lettera di confessione, colma di un pentimento disarmante. Anche lui era imprigionato nel silenzio”.

L’incontro e il racconto di Tom

Iniziò così una corrispondenza durata ben otto anni tra i due. Dopo lettere, parole, spiegazioni, scuse, chiarimenti e un confronto a lungo atteso, Thordis decise di prendere coraggio e di proporgli un incontro di persona per affrontare il passato una volta per tutte. I due scelsero Cape Town, in Sudafrica, come sede per il loro appuntamento. Per sette giorni raccontarono ognuno la propria versione, ciò che avevano affrontato a livello interiore, intimamente, riaffrontando il passato insieme. “Ho ricordi vaghi dei giorni seguenti. Non riuscivo a dire cosa fosse successo. Nella mia testa non valutavo la parola stupro per come avrei dovuto. Si trattava di un rifiuto della mia coscienza di quegli atti, accettare la realtà era proibito. Ripetevo ogni azione commessa quella notte e mi convincevo fosse sesso e non stupro, ma era una bugia. Quando ho finalmente realizzato e accettato ciò che avevo fatto, non potevo stare fermo a far nulla. Mi sono rifiutato di restare statico. Ho pensato a chi fossi, uno studente, un surfer, un bravo figlio e fratello. Non pensavo di averlo dentro, qualcosa doveva essere successo in me” racconta scosso Tom nel corso della conferenza.

L’iniziativa

I due scelgono, dopo questa incredibile esperienza, di diffondere la loro storia, raccontarla al mondo. “Qualcosa di costruttivo può nascere dalle rovine” afferma Thordis, riflettendo sull’immenso potere della sua storia e sul grande insegnamento che può dare al mondo. “E’ il momento di smettere di trattare la violenza sessuale come un problema femminile! Immaginate quanto dolore e sofferenze possiamo evitare se parlassimo tutti insieme di questo tema” ha aggiunto la donna, lamentando la sola presenza di un pubblico femminile nel corso dei dibattiti e delle conferenze sulla violenza sessuale a cui è invitata. La loro storia deve essere raccontata, presa ad esempio per contrastare l’orrore della violenza sessuale. Thordis e Tom sono due adulti oggi, ciascuno con la propria vita, ma uniti per sempre da una storia d’orrore personale, saggiamente trasformata in qualcosa di positivo per la comunità. Attraverso le loro parole impariamo diverse lezioni importanti, che ci aiutano a riflettere affinché, di fronte a certi problemi, non si resti in silenzio.

Il video:

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    […] è pronta ad aiutare solo in caso in cui si ha a che fare con situazioni legate al razzismo o al sessismo, ma non in situazioni nelle quali le strade di queste due problematica si incrociano”. La […]