Stefano Eleuteri: intervista esclusiva sui diritti sessuali

Stefano Eleuteri: intervista esclusiva sui diritti sessuali

Stefano Eleuteri è psicologo della salute, psicoterapeuta e consulente in sessuologia. Assegnista di ricerca presso Sapienza Università di Roma, si occupa da anni di ricerca e formazione nell’ambito della psicosessuologia, scrivendo articoli scientifici e divulgativi sul tema e partecipando come relatore ai principali congressi nazionali ed internazionali. E’ Vice-Chair della Youth Initiative Committee della WAS

Stefano Eleuteri: il Dott. Stefano Eleuteri è psicologo della salute, psicoterapeuta e consulente in sessuologia. Assegnista di ricerca presso Sapienza Università di Roma, si occupa da anni di ricerca e formazione nell’ambito della psicosessuologia, scrivendo articoli scientifici e divulgativi sul tema e partecipando come relatore ai principali congressi nazionali ed internazionali.  E’ Vice-Chair della Youth Initiative Committee della WAS (World Association for Sexual Health).

Stefano Eleuteri

Che cos’è la WAS e di cosa si occupa?

“La WAS, Associazione Mondiale per la Salute Sessuale, fondata nel 1978, ha come scopo la promozione della salute sessuale e dei diritti sessuali nel mondo. Per più di 30 anni, la WAS ha perseguito i suoi obiettivi all’interno di una ricerca multidisciplinare – basata scientificamente – nei campi della ricerca sessuologica, dell’educazione sessuale e della sessuologia clinica.” (dal sito www.worldsexology.org).

La WAS lavora per promuovere il riconoscimento della salute sessuale quale componente chiave della salute e del benessere globale in tutto il mondo, attraverso lo sviluppo, la promozione e il supporto della sessuologia e dei diritti sessuali per tutti.

L’associazione realizza ciò tramite il sostegno, la creazione di reti e l’agevolazione dello scambio di informazioni, di idee ed esperienze e l’attività di ricerca. Fornisce, inoltre, informazioni e linee guida sulla salute sessuale, i diritti, l’etica professionale e le pratiche correnti per i propri membri e tutte le persone interessate alla salute sessuale.

 

Quando si parla di diritti sessuali esattamente a cosa ci si riferisce?

I diritti sessuali sono parte essenziale dei diritti umani fondamentali e pertanto sono inalienabili e universali. La salute sessuale è una componente essenziale del diritto al godimento dei più elevati standard di salute e non può essere ottenuta o mantenuta senza diritti sessuali per tutti.

Nel glossario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) su Genere e Salute Riproduttiva (2002), i diritti sessuali, definiti come “diritti umani relativi alla salute sessuale”, vengono saldamente situati nella sfera dei diritti umani che sono già riconosciuti nei trattati e nelle convenzioni internazionali (OMS, 2002).

La definizione operativa conclude che “l’esercizio responsabile dei diritti umani richiede che tutte le persone rispettino i diritti degli altri” (OMS, 2002).

Come mai è stata sentita l’esigenza di una nuova dichiarazione dei diritti sessuali?

Il primo riferimento scientifico internazionale sull’argomento risale al 1997, in occasione del Congresso Mondiale di Sessuologia che si è tenuto a Valencia. Una revisione di tali diritti è stata poi effettuata nel 1999 ad Hong Kong dall’Assemblea Generale della WAS, riaffermata in seguito nel documento WAS Declaration: Sexual Health for the Millennium, pubblicato nel 2008, in cui veniva descritto lo stato dell’arte della sessualità nel mondo, delineando le proposte tecniche per riconoscere, promuovere, garantire e proteggere i diritti sessuali per tutti. Venivano dunque illustrati 11 differenti diritti sessuali, noti come “diritti universali umani basati sulla libertà, dignità ed uguaglianza di tutti gli esseri umani”.

Parallelamente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stava lavorando sulla definizione dei diritti sessuali, tramite una consultazione tecnica internazionale svoltasi a Ginevra nel 2002; rivista in seguito da un gruppo di esperti, l’OMS prospettò 10 diritti sessuali che racchiuderebbero “diritti umani che sono già riconosciuti in leggi nazionali, documenti internazionali sui diritti umani ed altri trattati”.

Più recentemente la WAS ha ritenuto opportuno promulgare una nuova dichiarazione dei diritti sessuali, più completa, rifacendosi in modo più esteso alla carta dei diritti umani ed implementando la lista.

In cosa si differenzia la nuova dichiarazione dalla precedente?

La nuova dichiarazione dei diritti sessuali presentata dalla World Association for Sexual Health, risulta essere più incentrata sui diritti umani rispetto alla precedente. Inoltre la WAS aveva definito 11 diritti sessuali fino al Marzo del 2014, data in cui ha presentato questa nuova e più completa Dichiarazione, arrivando a contemplare 16 diritti e riconoscendoli come essenziali per raggiungere il miglior standard di salute sessuale. I diritti ora contemplati sono i seguenti: diritto alla eguaglianza ed alla non discriminazione; diritto alla vita, libertà e sicurezza della persona; diritto all’autonomia ed all’integrità corporea; ad essere liberi dalla tortura e da trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti; diritto ad essere liberi da tutte le forme di violenza e di coercizione; alla privacy; al miglior standard raggiungibile di salute inclusa la salute sessuale, con la possibilità di esperienze sessuali piacevoli, soddisfacenti e sane; diritto a godere i benefici del progresso scientifico e della sua applicazione; all’informazione; all’educazione e quindi ad una educazione sessuale integrata; ad intraprendere e dissolvere matrimoni ed altre forme similari di relazione basate sull’uguaglianza e sul libero e pieno consenso; diritto a decidere se avere figli, quanti averne ed eventualmente quando, e di avere le informazioni necessarie ed i mezzi per farlo; diritto alla libertà di pensiero, opinione ed espressione; alla libertà di associazione ed alla riunione pacifica; alla partecipazione alla vita pubblica e politica; diritto ad avere accesso alla giustizia, alle azioni giudiziarie e all’eventuale risarcimento.

Qual è il proposito che la WAS si è proposta con la dichiarazione dei diritti sessuali?

La promozione della salute sessuale della WAS, partita con l’enunciazione dei diritti sessuali, ha risposto alla necessità di presentare diritti sessuali chiaramente stabiliti per far fronte a violazioni da più parti segnalate e documentate, con conseguenze sulla salute, sul benessere e sulla vita stessa di uomini, donne e bambini.

Fondamentale è stato il riconoscimento che il conseguimento dei diritti umani è legato al conseguimento dei diritti sessuali, e che la promozione dello sviluppo umano coinvolge necessariamente la sessualità e la salute sessuale (Strategia della Salute Riproduttiva, OMS, 2004). Si guarda dunque ai diritti sessuali, come a tutti i diritti umani, per il loro potenziale di liberazione. Le organizzazioni governative, non governative e multilaterali devono continuare a fornire e ampliare approcci alla salute sessuale basati sui diritti. Allo stesso tempo, è necessario lavorare ancora per sviluppare un concetto dei diritti sessuali più ampio.

In futuro ci aspettano altre novità nel panorama della sessuologia mondiale? Puoi anticiparci qualcosa?

Tra le molte cose in pentola posso anticipare che si sta delineando un nuovo campo di studi e dibattito per quanto concerne la recente teoria delle configurazioni sessuali, che riguarda la revisione dell’orientamento sessuale.

L’orientamento sessuale descrive l’oggetto del desiderio sessuale di un individuo. Sebbene sia utile distinguere se un soggetto sia omosessuale, bisessuale o eterosessuale, un recente lavoro mette in discussione questo modo di “etichettare” i comportamenti sessuali, proponendo un approccio innovativo.

La teoria delle configurazioni sessuali parte dall’idea che la sessualità ha alla base tre costrutti principali: genere/sesso del partner, numero di partner e asse erotismo-affetto. Queste componenti possono essere separate o interconnesse in modo complesso e bidirezionale e ci danno sicuramente maggiori informazioni per teorizzare i comportamenti sessuali. L’obiettivo è di creare una teoria che sia il più possibile priva di valori: creare un valore nella sessualità come in tutti gli altri aspetti significa identificare sempre un termine di paragone “migliore” ed uno “peggiore”. L’obiettivo della Teoria delle Configurazioni Sessuali è dunque quello di consentire la mappatura delle sessualità in modo complesso in base al genere, all’identità, al numero di partner sessuali e ad infinite altre variabili. Tale metodo sembra dunque un approccio utile alle minoranze per sentirsi incluse e a chiunque di rappresentare la propria sessualità nell’arco della vita in modo dinamico e non giudicante.

Ringraziamo il dottor Stefano Eleuteri per la disponibilità e professionalità mostrata nel rispondere alle nostre domande.

 

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