Una Stanza Tutta Per Lei, drammaturgie/percettibilità del terzo millennio al femminile

Una Stanza Tutta Per Lei, drammaturgie/percettibilità del terzo millennio al femminile

Una Stanza Tutta per Lei rassegna di declinazione femminile che il terzetto Daniele Salvo, Melania Giglio e Marioletta Bideri per il secondo anno consecutivo prosegue al Teatro Brancaccino di Roma nella ricerca ardua di un linguaggio femminile che sia da faro alle spaesate dinamiche di un universo maschile allo sbando.

 

Orazio nella prima Epistola dice: Dimidium facti, qui coepit, habet ed aveva ragione. Se la massima la si applica a Una Stanza Tutta per Lei, rassegna ideata e diretta da Daniele Salvo e Melania Giglio e prodotta dalla Bis Tremila di Marioletta Bideri al Teatro Brancaccino di Roma per immaginare un femminile del terzo millennio allora diventa perfetta. La mia curiosità e attenzione è stata rivolta a uno spettacolo che ha debuttato al Teatro Elfo Puccini di Milano e che vede protagonista Cinzia Spanò, anche autrice del testo che si fa dirigere per l’occasione da Rosario Tedesco. Trattasi di La Moglie. Viaggio alla scoperta di un segreto in scena dal 30 Marzo al 2 Aprile che è proprio situato nel cuore dell’affresco femminino. Un racconto teatrale, uno sguardo appassionato, un atto di dolore, liberamente ispirato alla figura di Laura Capon, moglie del fisico Enrico Fermi. Donna colta e intelligente, ebrea scampa durante il governo di Mussolini, in America grazie all’interessamento di suo marito, dalla sua amata e bramata Roma.

Dal Nobel del marito nel 1938 direttamente agli Stati Uniti, un salto nel vuoto che la donna percepisce come un grande gesto d’amore. In realtà dietro quella traversata c’è un progetto molto più grande, e che la donna cercherà di giustificare, di raccontare, di mondare tutta la vita. Affascinata più che dai numeri – anche se sposa innamorata un grande fisico – dalle parole; e dunque un’abbondanza ininterrotta di voci, di domande, di descrizioni, di riflessioni che non lasciano tregua allo spettatore. Lo spettacolo abbraccia il periodo americano, in quel lontano 1942, in cui un gruppo di fisici si ritrovò a Los Alamos, in New Mexico, durante la Seconda Guerra Mondiale per lo studio e la realizzazione del cosiddetto Progetto Manhattan e che portò alla concretizzazione della prima bomba atomica. La donna cerca con tutte le sue forze – con amore – di cercare di capire a cosa suo marito sta lavorando. Un segreto che la tiene in sospeso per tutto quel tempo e che è taciuto a tutto il gruppo delle altre moglie degli scienziati. Un segreto purtroppo di cui ancora il mondo sta cercando di ricucirne le ferite. E attraverso l’aiuto della favola di Amore e Psiche la protagonista e l’autrice si domandano se è mai possibile che l’amore possa giustificare un occultamento di una verità così tragica e discussa.

Entrambi provenienti dalle fila Latelliane, interprete e regista, si allontanano dalla stilizzazione del regista napoletano consapevolmente per seguire altre linee più conformi ad un realismo che proviene direttamente dalla memoria, dal ricordo, dall’emozione. Realismo dettato da sofferenza fatta di singulti e rimembranze. Stazioni di un percorso obbligatorio che impone la vita prendono corpo di volta in volta coperti da un sottile velo che è quella patina incolore che ammanta i ricordi. Ricordi che affiorano con sofferenza e trasporto. E il vapore che fuoriesce da una teiera che versa del thé diventa sabbia dorata di un deserto dell’anima. L’attrice fasciata di un vestito senza epoca che l’affratella alle eroine della tragedia greca eleva questa moglie, questa donna ad un personaggio universale. La rassegna prosegue con Maria Paiato che in quattro serate dal 6 al 9 Aprile leggerà alcune pagine de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Federica Bern dal 20 al 23 Aprile con Il Viaggio di Felicia. Ladyvette con Lescano, Le Dive dello swing di Giorgio Serafini Prosperi dal 27 al 30 Aprile. Athina Cenci diretta da Marco Mattolini con La Donna Gigante di Lidia Ravera dal 4 al 7 Maggio ed infine dall’11 al 14 Maggio L’alba Che Verrà 16 attrici racconteranno la possibile riscrittura femminile di un terzo millennio.

UNA STANZA TUTTA PER LEI direzione artistica di Daniele Salvo

con la collaborazione di Marioletta Bideri e Melania Giglio

produzione Bis Tremila

Teatro Brancaccino, Roma dal 9 marzo al 14 maggio

 

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