Sindrome premestruale e insonnia

Sindrome premestruale e insonnia

Come dimostrato da studi scientifici, l’insonnia e altri disturbi del sonno possono considerarsi come sintomo della sindrome premestruale

Un buon sonno, si sa, è alla base del benessere fisico e psicologico di ciascuno di noi. Nonostante le differenze individuali circa la necessità di dormire, in media ogni persona è bene che trascorra almeno 7 ore per notte sotto le coperte per potersi garantire il giusto riposo. I problemi legati al sonno, infatti, portano a conseguenze dannose anche durante il giorno, come un’eccessiva stanchezza, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, diminuzione della vigilanza e scarso rendimento sul lavoro.

In generale, inoltre, le donne tendono ad avere un sonno meno sereno rispetto agli uomini. Talvolta l’insonnia e altri disturbi del sonno, come dimostrato da studi scientifici, possono considerarsi come sintomo di un’altra patologia, anch’essa molto diffusa tra le donne, ovvero quello della sindrome premestruale.

Proviamo ad analizzare la correlazione tra la sindrome premestruale e i disturbi del sonno.

Cos’è la sindrome premestruale

Questa sindrome, detta anche PMS (sindrome premestruale) o PMDD (Disturbo Disforico Premestruale) e che compare in genere la settimana precedente il ciclo mestruale, causa fluttuazioni ormonali che possono modificare i ritmi biologici del corpo.

Tra gli altri sintomi causati dallo sbalzo ormonale e annoverati pertanto nella PMS o PMDD troviamo crampi addominali, gonfiore alle ghiandole mammarie e al basso ventre, diarrea o costipazione, mal di testa o emicrania, aumento del senso di fame, stanchezza mentale e fisica, labilità umorale.

Capiamo meglio da cosa ha origine questo sbalzo ormonale. Il ciclo mestruale è diviso in due principali fasi: la fase follicolare (dal primo giorno delle mestruazioni fino all’ovulazione), in cui vengono prodotti ormoni come gli estrogeni e il progesterone, e quella luteale (da dopo l’ovulazione al primo giorno di ciclo, se l’ovulo non viene fecondato), in cui il livello di estrogeni e progesterone si abbassa, causando quindi lo sbalzo.

La correlazione tra la PMS e l’insonnia

Molte donne alla fine della fase lutea, per via dello sbalzo ormonale, hanno difficoltà ad addormentarsi e riposare in modo sereno, oppure dormono un numero eccessivo di ore a causa della stanchezza fisica e mentale. Con l’aumentare del progesterone, infatti, si innalza la temperatura corporea, rendendo il sonno più faticoso e meno continuativo, così come, durante la tarda fase lutea, si registra un calo della melatonina presente nell’organismo che, insieme agli altri sbalzi ormonali, può compromettere il normale ciclo del sonno, oltre che la sua struttura.

Infatti, analizzando il sonno di alcune donne con la sindrome premestruale, è stato scoperto che anche la fase REM subisce delle modifiche, grazie allo studio del movimento rapido degli occhi.

Non ultimo, ricordiamo come gli sbalzi umorali in generale portino ad uno stato di ansia, stress, irrequietezza e deflessione dell’umore che impediscono di addormentarsi in serenità e riposare tranquillamente. Anche la paura di poter macchiare il materasso nei giorni in cui il ciclo è abbondante aumenta il disagio e quindi la difficoltà a prendere sonno.

Alcuni consigli per un buon sonno

Per migliorare i problemi di sonno legati al ciclo mestruale, però, esistono delle raccomandazioni che si possono facilmente mettere in pratica:

  • Fare esercizio fisico: allenarsi durante il giorno aiuta a raggiungere un sonno più profondo la notte, ovvero il sonno in cui viene secretato l’ormone della crescita che è alla base dei processi di riparazione e rigenerazione cellulari;
  • Evitare l’alcol: il progesterone aumenta di dosaggio nell’ovulazione e nella fase luteale e questo può portare all’esacerbare gli effetti dell’alcol, portando ad un sonno frammentato;
  • Tenere un diario del sonno: può essere utile registrare i giorni del mese in cui si hanno difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni, per conoscersi sempre meglio;
  • Tenere costanti i ritmi del sonno (per esempio andare a letto e svegliarsi sempre agli stessi orari), evitare l’eccesso di caffeina, ridurre rumori e luci poco prima di coricarsi e sviluppare una routine rilassante;
  • In particolare nei giorni che precedono il ciclo mestruale, per gestire la PMS, si può inoltre fare attenzione ad avere una dieta sana, utilizzare tecniche di rilassamento e bere molta acqua per ridurre i sintomi generali, oltre all’utilizzo di integratori alimentari mirati.

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