Precariato: L’Italia è un paese per vecchi. Lettera di una giovane disillusa

Precariato: L’Italia è un paese per vecchi. Lettera di una giovane disillusa

L’Italia è un Paese per vecchi. Il nostro Belpaese è oramai un mondo disincantato per giovani disillusi

L’Italia è un Paese per vecchi. Il nostro Belpaese è oramai un mondo disincantato per giovani disillusi. Se hai vent’anni adesso è un problema. L’unica possibilità che si prospetta davanti agli occhi di un ventenne o di una ventenne, sembra essere quella di allontanarsi da questo Paese, un Paese che sta ‘uccidendo’ i giovani.

no_paese_giovaniIl futuro che non c’è – La vita dei nostri genitori, dei nostri nonni era meno degradante. È questa la triste realtà. Nel passato si è data ai giovani la possibilità di sognare il proprio futuro: di avere dei sogni, delle aspettative, degli obiettivi. Cosa si offre invece alla gioventù attuale? Tanti giovani preparati, brillanti, con mille idee. Purtroppo, molto spesso, le loro brillanti idee sono destinate a rimanere tali, appunto, idee. A questi non viene data più possibilità alcuna. Quello che la società attuale ha creato sono ragazzi/e che hanno paura di credere nel futuro, perché il futuro si sottrae loro.  Tuttavia sperano ancora. Studiano e portano avanti quel che amano, con la speranza che un giorno qualcuno si accorga di loro, e allora sì che tutti i sacrifici fatti avranno un senso. Ma quando arriverà quel giorno?

Mondo precario, mondo liquido – Il mondo della politica è sempre più lontano da loro; tanti, troppi politici parlano di ‘giovani’, di ‘possibilità’, di ‘lavoro’, di ‘futuro’. Ma nel concreto, cosa si fa per i giovani? Allora le nuove leve continuano a studiare, a specializzarsi, a portare avanti costosissimi master. Ma a quale scopo? Sembra che il tutto non sia mai abbastanza. Allora arrivano i dubbi, le domande, le insicurezze, la rabbia. “Non è un paese per vecchi”, il celebre film dei fratelli Coen, adesso fa sorridere, perché il nostro, ora, è solo un paese per vecchi. Si ha timore anche di amare e sognare una vita insieme alla persona amata. Le problematiche sono tante, per questo i figli oggi arrivano molto tardi, se arrivano. D’altronde, come si può pensare a dei figli se non si ha nella propria vita un lavoro, delle certezze. Ecco, abbiamo di fronte un mondo precario, o un “mondo liquido”, per citare la definizione coniata dal sociologo polacco  Zygmunt Bauman. Senza più sicurezza, con una libertà fragile. Come afferma Bauman: “Sicurezza senza libertà è schiavitù, libertà senza sicurezza è il Kaos”.

Elena Lanzilotti

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    […] in cerca di esperienza, ecco i nuovi schiavi del 2013.
 Un esercito di neo laureati, carichi di speranze di inserimento nel mondo del lavoro, che arranca in una pozza stagnante con […]