Passaporto, cambiano i costi di emissione

Passaporto, cambiano i costi di emissione

I costi di emissione del passaporto sono cambiati. Un emendamento del 30 maggio scorso abolisce l'acquisto della marca da bollo annuale.

L’emendamento – E’ tempo di vacanze e di viaggi, sono molti gli italiani che opteranno per un soggiorno all’estero, magari in un Paese fuori dall’Unione Europea. Chi si appresta a richiedere il passaporto è bene che sappia che, di recente, sono cambiati i costi di emissione. A stabilirlo, l’emendamento riguardante il decreto Irpef, presentato dal senatore Giorgio Tonini, approvato il 30 maggio scordo ed in vigore ufficialmente dal 25 giugno.

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Cosa cambia – L’emendamento prevede una sostanziale modifica dei costi di emissione. Il passaporto era soggetto ad una tassa, pagata attraverso l’acquisto della marca da bollo di 40,29 euro, a cui si aggiungeva il pagamento del costo effettivo, materiale, del documento, di 42,50 euro e un’ulteriore marca da bollo (40,29 euro) annuale, per i viaggi su suolo extraeuropeo. La modifica dell’emendamento prevede la soppressione dell’acquisto annuale della marca da bollo, ma al tempo stesso aumenta gli altri costi. Le spese sono da sostenere esclusivamente per il rilascio, senza sborsare un euro in più fino alla scadenza del documento in questione.  Ricapitolando, la spesa per il passaporto sarà interamente relativa alla fase iniziale e più dispendiosa rispetto a prima: 116 euro (73,50 + 42.50). L’unico nodo resta la possibilità di ridefinire il costo ogni due anni.

Le parole del senaore Tonini – “In analogia a quanto fanno i nostri maggiori partner internazionali, ho proposto di riformare il meccanismo di tassazione del passaporto, unificando tutti i tributi attualmente previsti in un’unica tassa pagata al momento dell’emissione (73,50 euro più il costo del libretto, lasciato invariato a 42,50 euro)” ha affermato il senatore Tonini . “L’emendamento è dunque neutro per le casse dello Stato. Non comporta né aumento né riduzione di entrate. Mi sembra invece vantaggioso per i cittadini. Con questo nuovo sistema, il cittadino che userà il passaporto una volta sola pagherà un po’ di più, è vero. Ma tutti coloro che lo useranno anche solo due volte, pagheranno di meno. E soprattutto non dovranno preoccuparsi di pagare il ‘balzello’ annuale, che per gli italiani residenti all’Estero significa dover andare in consolato, spesso in una città diversa da quella di residenza, sobbarcarsi il viaggio, le file e contribuire, loro malgrado, a ingolfare inutilmente uffici già oberati di lavoro” ha aggiunto. 

Curiosità – I passaporti dei vari Paesi hanno diverse caratteristiche, in base allo Stato, il possessore ha maggiore possibilità di movimento. Gli europei e gli statunitensi hanno la possibilità di entrare in molte nazioni senza dover richiedere un visto. I Paesi con maggiori restrizioni sono Iraq e Afghanistan: con i passaporti rilasciati in questi Stati si può entrare liberamente in 31 e 28 nazioni rispettivamente. I possessori di passaporto finlandese, svedese o del Regno Unito hanno accesso a 173 Paesi senza bisogno del visto. Il passaporto italiano, insieme a quelli olandese e belga danno libero accesso a 171 nazioni.

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