Omicidio Lorena Quaranta: l’omicida l’ha accoltellata alla pancia, poi strangolata

Omicidio Lorena Quaranta: l’omicida l’ha accoltellata alla pancia, poi strangolata

Le prime indiscrezioni sull'omicidio Lorena Quaranta: l'omicida l'ha accoltellata alla pancia, poi strangolata ed ha aspettato prima di chiamare i soccorsi

Dopo il tragico omicidio di alcuni giorni fa a Roma, si è registrato un ennesimo caso di femminicidio. È accaduto a Furci Siculo, nel Messinese. La vittima del femminicidio è una studentessa della facoltà di Medicina di Messina, Lorena Quaranta, 27 anni originaria di Favara, provincia di Agrigento.

Omicidio Lorena Quaranta: la confessione del femminicida

Lorena Quaranta futuro medico, a Luglio avrebbe conseguito la laurea. Fidanzata da 3 anni e da 6 mesi, conviveva con il suo compagno, Antonio De Pace, studente di odontoiatria e infermiere, calabrese di Vibo Valentia. A compiere il tragico e triste episodio è stato proprio lui a seguito di una probabile lite. I due si sono conosciuti al Policlinico di Messina dove la ragazza svolgeva il tirocinio in medicina e sarebbe voluta diventare pediatra.

A dare l’allarme è stato proprio lui, minacciando anche di tagliarsi le vene con un coltello. Purtroppo una volta arrivati i soccorsi, per Lorena Quaranta non c’era più speranza. I soccorritori non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso della giovane mentre lui, il femminicida, è stato portato in ospedale dove è stato medicato e poi arrestato.

Secondo le prime indiscrezioni dell’autopsia fatta sul corpo di Lorena, la ragazza sarebbe stata ferita alla pancia con un lungo coltello da cucina prima di essere strangolata. L’assassino ha confessato che prima di chiamare i carabinieri avrebbe vagato per diverso tempo nell’appartamento. Magari, se avesse chiamato con tempestività i soccorsi, questi avrebbero potuto salvare la vita di Lorena.

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Omicidio Lorena Quaranta: le sue ultime parole su Facebook

Lorena Quaranta, la giovane studentessa di medicina assassinata il 31 Marzo scorso a Furci Siculo, nel Messinese, in questi giorni di emergenza sanitaria, vedendo combattere intensamente e costantemente i suoi colleghi, su Facebook raccontava il sogno di diventare presto una di loro. Era una giovane piena di sogni, di passione e grinta. In uno dei suoi post su Facebook scriveva: “Ora più che mai bisogna dimostrare Responsabilità e amore per la vita. Abbiate Rispetto di voi stessi, delle vostre Famiglie e del vostro Paese. E ricordatevi di coloro che sono quotidianamente in Corsia per curare i nostri malati. Rimaniamo uniti, ognuno nella propria casa. Evitiamo che il prossimo malato possa essere un nostro caro o noi stessi”. Lei, così come tutte le donne assassinate dai propri compagni, non meritava questo destino crudele.

È un momento particolarmente duro per molte donne che si trovano a vivere un periodo di convivenza forzata ed è quindi per loro un vero inferno restare a casa. Bisogna ricordare loro che possono denunciare, possono chiedere aiuto e non rimanere indifferenti davanti a gesti di violenza domestica.

Lorena Quaranta è l’ennesima vittima di femminicidio in Italia. Purtroppo i numeri continuano ad aumentare e le vittime sono sempre di più. Vogliamo ricordare, quindi, che è sempre attivo il 1522, il numero nazionale dei centri antiviolenza e stalking.

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