Nymphomaniac: censura in Turchia per Lars von Trier

Nymphomaniac: censura in Turchia per Lars von Trier

Nymphomaniac censura in Turchia

Nymphomaniac è la storia poetica e selvaggia del viaggio erotico di una donna dalla nascita fino ai 50 anni, raccontata dalla protagonista, la ninfomane Joe. È questa la sinossi ufficiale dell’ultimo controverso, scandaloso e amorale lavoro di Lars von Trier: film che ancora prima di sfiorare i cinema ha ricevuto commenti di ogni colore e forma. Aggettivi o accuse che purtroppo in molti Paesi non hanno distinzioni e per i quali le scene di sesso esplicito nei film equivalgono spesso a censura garantita. Era successo al recente La vita di Adele “condannato” all’assoluta interdizione dallo stato dell’Idaho e oggi accade in Turchia dove la proiezione di Nymphomaniac sarà vietata.

NymphomaniacA deciderlo è stata la Commissione censura del Ministero della Cultura, sollecitata dalle autorità turche che non hanno apprezzato il film. La comunità non sembra comunque darsi per vinta e un messaggio su twitter del regista Nuri Bilge Ceylan rivolto al premier Erdogan ha espresso a gran voce il disappunto comune: <<Condanno fermamente il divieto a Nymphomaniac – ha scritto – poteva essere solo vietato ai minori>>. Persino Yamac Okur, un responsabile della stessa Commissione, ha ammesso che nel film ci sono molte scene licenziose, ma sarebbe stato sufficiente diffondere la pellicola <<con un limite di età, lasciando agli spettatori la libertà di andarla a vedere o meno>>.

Nynphomaniac-stacy-martinIn realtà così era stato deciso a una prima consultazione, l’uscita di Nymphomaniac era infatti prevista per il prossimo 14 marzo vietata ai minori di 18 anni, in un secondo momento invece la maggioranza della Commissione ha deciso di bloccare le proiezioni a causa delle eccessive scene di nudo e dei rapporti sessuali espliciti.

Tuttavia il viral marketing dei mesi precedenti, le locandine pruriginose, i video di un minuto estrapolati dagli 8 capitoli del film che ormai girano in rete hanno smosso acque che non sembrano calmarsi. Così ad esempio è stato in Romania dove si stava provvedendo alla censura, per poi ottenere il via libera nelle sale grazie alle numerose proteste del mondo della cultura.
L’Italia forse non sarebbe stata da meno, ma a salvare la distribuzione nei nostri cinema ci ha pensato la Good Films di Ginevra e Lapo Elkann (nella versione soft di 4 ore come nel resto del mondo). La versione hardcore di 5 ore e 30 è stata presentata dal regista alla Berlinale 2014.

COMMENTI

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    Angelo 1 anno ago

    Bha, siamo alla frutta