Nozze gay: il Delaware dice “si”

Nozze gay: il Delaware dice “si”

Salgono a undici gli stati USA in cui sono ammesse le nozze gay. Il Senato del Delaware ha approvato il testo di legge che equipara i matrimoni gay a quelli eterosessuali. Domani si vota in Minnesota, mentre a fine giugno la Corte Suprema dovrà decidere sul DOMA. Se verrà abolito, si faranno grossi passi in avanti per il riconoscimento, a livello federale, delle nozze gay.

Salgono a undici gli stati USA che hanno legalizzato le nozze gay. Ieri, infatti, il Senato del Delaware, stato orientale degli Stati Uniti, ha approvato con 12 voti favorevoli e 9 contrari, le nozze tra persone dello stesso sesso. A partire dal prossimo 1 luglio, potranno essere celebrati i matrimoni gay nello stato, che si aggiunge agli altri 10 che hanno approvato questo tipo di unioni: Connecticut, Maine, Massachussets, New Hampshire, Vermont, New York, Iowa, Maryland, Rhode Island e Washington. E domani se ne potrebbe aggiungere un altro, il Minnesota, chiamato ad esprimere un voto sulla questione, mentre in Illinois il Senato ha approvato il disegno di legge, ma deve ancora decidere una data per il voto alla Camera.

Nozze gay

Il testo della legge – Il disegno di legge in Delaware era già stato approvato dalla Camera dei rappresentanti ad aprile con 23 si e 18 no. Subito dopo il voto al Senato, il governatore democratico Jack Markell ha espresso la sua soddisfazione e ha immediatamente firmato il testo. “Penso che sia la cosa giusta per il Delaware”, ha affermato Markell, aggiungendo che “è stato necessario un lavoro di squadra incredibile”. Stando al testo della legge approvata, dopo il primo luglio non verrà più siglata alcuna unione civile e quelle in vigore saranno automaticamente convertite in matrimoni. Le nozze gay celebrate in Delaware, inoltre, saranno considerate come matrimoni a tutti gli effetti. Sempre nella legge viene specificato che i religiosi non sono obbligati a celebrare nozze gay se queste vanno contro il loro credo, mentre, in base ad un’altra norma in vigore, è vietata la discriminazione in base all’orientamento sessuale ai datori di lavoro che negano alle coppie gay servizi e diritti legati al matrimonio.

Il DOMA – A fine giugno, invece, la Corte Suprema degli USA è chiamata a pronunciarsi sui matrimoni gay in riferimento a due ricorsi accolti lo scorso dicembre, uno dei quali riguarda l’ammissibilità costituzionale del DOMA, il Defence Of Marriage Act, una legge varata nel 1996 dall’amministrazione Clinton che afferma la “supremazia” del matrimonio eterosessuale per tutti gli stati federati, ma che è in netta contraddizione con la legislazione degli undici stati che hanno approvato le unioni omosessuali. Se il DOMA venisse abolito, ci sarebbero ulteriori passi in avanti per il riconoscimento a livello federale, e, quindi, su tutto il territorio USA, dei matrimoni gay.

Oltre gli USA – Al di fuori degli USA, sono 14 i Paesi in cui le unioni tra persone dello stesso sesso sono riconosciute e salvaguardate dalla legge. L’ultimo Stato che ha legalizzato le nozze gay è stata la Francia. A fine aprile, infatti, il Senato francese, con 179 voti favorevoli e 157 contrari, ha detto “si” alle nozze gay e all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Le nozze in Francia potranno essere celebrate già nella prossima estate. Sempre ad aprile, voti favorevoli sono stati espressi anche dall’Uruguay e dalla Nuova Zelanda.

Augusto D’Amante

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