Il Nano Egidio si fa in tre al Teatro Studio Uno di Roma

Il Nano Egidio si fa in tre al Teatro Studio Uno di Roma

Ancora una settimana per vedere il nuovo spettacolo di Nano Egidio, che ha concluso Una Prematura Retrospettiva - La Trilogia includendo i due lavori precedenti. Il collettivo romano utilizzando un linguaggio simil-popolare apporta un importante intervento di sovrapposizione di segni, con l'utilizzo del fumetto e del teatro d'animazione trovano la giusta commistione.

Surgelami della Compagnia Habitas
Polar al Teatro Studio Uno di Roma
Capinera di Giovanni Verga con Rosy Bonfiglio

 

Il Teatro Studio Uno presenta nel mese di marzo Una Prematura Retrospettiva – La trilogia di Nano Egidio. Per accogliere la nuova creazione, nata della fantasia dell’originale collettivo romano, Nano Egidio Contro il Male di Vivere Spesso Incontrato, che debutta in anteprima, dopo una residenza all’interno della struttura polivalente del teatro, viene raccordata con le precedenti puntate: Nano Egidio una Storia Vera/Season One, e Batman Blues. Tuttavia avviamo un ordine mentale (laddove qualsiasi genere di assetto volutamente mentale ce ne fosse in questo nonsense sconfinato) dal primo Episodio ove si narra della curiosa collaborazione che nasce fra Nano Egidio – dapprima nano generico fra nani, accreditati e famosi, poi assurto a nano da giardino e da teatro, con tutti gli annessi oneri e onori – e Batman. Chissà chi ci ha guadagnato in questa incauta promozione. Lo spettatore sicuramente. Mica stupido questo Nano Egidio, tutt’altro, in fondo è l’unico che è riuscito ad accaparrarsi le attenzioni di Biancaneve, ribattezzata in seguito Bagascia/Neve, poiché la ragazzaccia intrattiene relazioni peccaminose anche con altri nani, e in particolare con Nano Dotto, oramai divenuto chirurgo di chiara fama, la cui assistente è una Dottoressa Nuda che occhieggia sia ai contorsionismi del fumetto porno che a un certo tipo di teatro vicino ad Emma Dante (per evolvere la sua ricerca in reading letterari o in teatro vernacolare: la vendetta della sperimentazione?). Infine quest’amicizia, fra i due incauti supereroi così diversi/così simili, nasce sulle orme di una disgrazia occorsa a Nano Egidio, che tanto onesto non è, e investigando investigando Batman unisce la propria solitudine a quella di quel piccolo e furbo ometto. Sterminare il male è il loro suggello, ciò che li unisce. Tali e tanti sono i personaggi che affollano questa misteriosa peripezia che è difficile redigerli tutti, bensì non si possono tralasciare i Romanzi Criminali capeggiati da un filosofante Fabio Fly, al secolo Fabio Volo, il tuttologo/scrittore cine/televisivo.

Ed ecco che in Batman Blues, la seconda parte della trilogia assistiamo a un prequel/sequel alternato da un lungo flashback di ascendenza edipica. Scopriamo nientepopodimeno che Batman è figlio adottivo di Dotto e della sua fidanzata, con la quale però Batman inconsapevolmente ha soggiaciuto. Un incastro addirittura con risvolti drammatici e tragici se non fosse che l’intrigo si fa ancora più curioso e coinvolgente con la terza seduta presso Nano Egidio e i fidi suoi amici. E si giunge all’ultimo tassello della trilogia quando Nano Egidio incontrerà quel sottile mal di vivere. Divenuto oramai il Presidente del Mondo della Fantasia deve vedersela solo con emendamenti a piacimento e la gioia di poter sognar, tanto: basta solo un po’ di fantasia e di bontà. Dall’altra parte Batman a seguito di una conversione è diventato prete. Purtroppo malauguratamente Dio muore, (la Regia muore?) chi sia stato non si sa: Marx, Nietzsche, Guccini? Forse un cittadino extracomunitario, fatto sta che la sua Parola è scivolata via dal breviario del buon Padre Bat. Un Forum delle Religioni dovrà eleggere un nuovo Dio. Ed è in questo tragico momento che The President fa di nuovo la sua comparsa, non era morto come ci era sembrato di capire nelle precedenti stagioni. Il Male di vivere rappresentato da un Missilone pronunciato alla pugliese, pronto a sodomizzare chiunque, è sempre in agguato.

E così si chiude la saga di Nano Egidio e dei suoi complici, con un po’ di amarezza, e in tono minore e bene fanno gli artefici di questo incantesimo, siam già in attesa della quarta, della quinta sessione per una pentalogia, e via di seguito… La differenza sta tutta fra fiaba e favola, la fiaba ha una funzione di racconto, di affabulazione, di attrazione mentre la favola permette a colui che racconta e a chi ascolta di comunicare un intenzione, un messaggio, una stoltezza e Nano Egidio si pone proprio in mezzo operando un azione mutevole di semiologia teatrale, attraverso la funzione del gioco, del racconto- con un uso sapiente del linguaggio dei media – esprime lo stato attuale dell’uomo contemporaneo sempre in bilico fra oblio e concretezza. I tre interscambiabili, sovrapponibili, dissolventi interpreti e con loro gli imprevedibili pupazzi, muppet, maschere, oggetti vari di trash quotidiano, sono e adorabili nella bravura, nell’auto/divertimento. L’intuizione del gruppo è proprio questa. I tre genial-partecip-attori non mostrano solo il loro lavoro, ma se ne appagano divertendosi con il pubblico. Una formula di teatro all’antica italiana da ripristinare per ridare valore originale al racconto, puro. E mentre spazi storici romani chiudono nella disattenzione generale, d’istituzioni e pubblico, la nostra solidarietà tutta va alla riapertura dei Grandi Magazzini Mas, mi permetto anche di suggerire a qualche produttore/distributore coraggioso, intraprendente di sponsorizzare, adottare, sostenere il Nano Egidio, ne vedrebbe delle belle.

 

Nano Egidio. Una storia vera (season one)

Batman Blues

Nano Egidio Contro il Male di Vivere Spesso Incontrato

drammaturgia Marco Ceccotti

con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti

regia e produzione Nano Egidio

Teatro Studio Uno, Roma fino al 26 Marzo