Muro del Pianto, Gerusalemme: cinque donne arrestate perché pregavano

Muro del Pianto, Gerusalemme: cinque donne arrestate perché pregavano

Pregare con un talled, uno scialle che gli ultraortodossi ritengono possa essere indossato solo dagli uomini in preghiera, per le donne, equivale al compiere un reato e così la polizia israeliana ne ha fermate ben cinque al Muro del pianto di Gerusalemme

Pregare con un talled, uno scialle che gli ultraortodossi ritengono possa essere indossato solo dagli uomini in preghiera, per le donne, equivale al compiere un reato e così la polizia israeliana ne ha fermate ben cinque al Muro del pianto di Gerusalemme. Insomma alle donne è proibito pregare come gli uomini e, a seconda del proprio genere, si devono adottare modi diversi. Le preghiere, però, almeno nel loro contenuto, non sono universali? Non si prega tutti allo stesso modo? Allora perché se a livello spirituale conta più il contenuto che la forma si fanno distinzioni?

muro del piantoIl fatto – Da quanto si apprende dalle parole del portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, nei giorni scorsi ben 120 donne erano riuscite a raggiungere il luogo sacro per una preghiera e fra queste, ben cinque, sono state arrestate semplicemente perché indossavano il già citato scialle. Le esponenti del Women of the Wall, che chiedono solamente parità di diritti, hanno infranto la legge israeliana e ne hanno pagato le conseguenze rischiando, prima dell’intervento della polizia, anche che un ultraortodosso bruciasse i loro libri di preghiera. Ragionare, però, ora, sulla condizione femminile a Gerusalemme, con in testa usi e costumi che appartengono solo a noi sarebbe riduttivo e sbagliato, ma, rimane il fatto, che tale arresto solleva comunque un polverone di polemiche perché nel gesto delle persone in questione non si ravvisa alcun tipo di reato e, addirittura, si condivide il gesto di ribellione che sottolinea la volontà di avere una parità nei diritti.  Il dibattito, però, ha una natura alquanto complessa e problematica e in molti esperti fanno notare come questo gesto, che quindi condannano, possa in qualche moda far saltare il dialogo che si era aperto sull’eventualità della creazione di una nuova sezione al Muro del pianto, in cui uomini e donne avrebbero potuto pregare insieme. Altri esperti, invece, ritengono che quanto accaduto possa semplicemente accelerare i tempi per la costruzione di una sezione apposita dove uomini e donne possano “mischiare” le loro preghiere in totale serenità visto che, sempre secondo questi pareri, Israele avrebbe aperto un varco alle idee degli ebrei più moderati.

La situazione ad oggi – Ebbene oggi come oggi, infatti, di fronte all’ultimo residuo del Tempio di Gerusalemme, uomini e donne pregano in due settori separati seguendo le regole ortodosse, ma, se da un lato, gli ultraortodossi non vorrebbero mai che i due settori si mischiassero, dall’altro, invece, i seguaci di un ebraismo più moderato o dell’ebraismo statunitense sperano che venga creata una sezione del muro dove non vengano fatte distinzioni permettendo a tutti di pregare insieme e far sì che il gruppo di donne ebree che ogni mese si recano al Muro del Pianto non rischino di finir portare via dalle forze dell’ordine del luogo.

Women of the Wall – Il gruppo delle donne del Women of the Wall è nato nel lontano 1988 quando 70 donne si recarono al Muro con gli indumenti di preghiera tipicamente maschili come lo scialle, i tefillin e il tradizionale copricapo chiamato kippah, scatenando l’ira degli uomini. Quell’atto, però non rimase isolato. Le donne non si spaventarono davanti ad insulti, minacce e proteste e da allora, per ben 25 anni, ogni mese, decine di donne si ritrovano per la preghiera collettiva infrangendo le restrizioni che la legge impone loro per portare avanti una battaglia per i loro diritti.

Alessandra Solmi

COMMENTI

WORDPRESS: 0