Monokini 2.0, donne in costume dopo la mastectomia

Monokini 2.0, donne in costume dopo la mastectomia

Monokini 2.0 lancia una linea di costumi da bagno per le donne che hanno sconfitto il cancro al seno e subito una mastectomia.

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Il progetto – Monokini 2.0 è un progetto, lanciato da alcuni designer finlandesi, dedicato alle donne che hanno vinto la dura battaglia contro il cancro al seno. Sul sito ufficiale si legge: “Monokini 2.0 è un progetto socio-artistico che riesamina la visione limitata dell’esteriorità ideale femminile della cultura popolare. Lottiamo per ampliare ciò che è considerato ‘bello’ in una donna, disegnando una linea di costumi da bagno per tutte quelle donne che hanno sconfitto il cancro al seno. Convenzionalmente il costume da bagno è ideato per le donne che non hanno subito una mastectomia. Molte donne a cui è stato rimosso un seno a causa del cancro preferiscono non sottoporsi ad un intervento per la ricostruzione mammaria, desiderano continuare la propria vita con un solo seno, o in alcuni casi nessuno“.

monokini

Obiettivi e messaggi di Monokini 2.0 – Il direttori artistici di Monokini 2.0 sono Tärähtäneet ämmät e Nutty Tarts. L’idea nasce da Elina Halttunen, sopravvissuta al tumore al seno. L’obiettivo del progetto è di trasmettere l’idea che la protesi mammaria è una scelta, non è un obbligo verso la propria persona e la società per sentirsi di nuovo donne, di nuovo belle. Si può essere bellissime e sexy anche senza seno, l’immagine positiva di sé è fondamentale. Gli ideatori vogliono anche combattere, con l’aiuto della moda, il taboo sociale che considera inappropriato “mostrare qualcosa che non c’è“. “Si considerà nudità mostrare un seno, ma perché è lo stesso con una cicatrice?“. Leggi anche ‘The Scar Project’, la campagna fotografica per la prevenzione del cancro al seno.

Parola alle protagoniste – “Questo è assolutamente il progetto più notevole che abbia visto, sentito e a cui abbia preso parte; non c’è alcun bisogno di considerare tristi le donne che hanno subito una mastectomia. Il progetto ha ottenuto forse più di ciò che si aspettava. Felice ed orgogliosa di aver preso parte, un grande ringraziamento!” ha detto una delle modelle.

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