Martina Giangrande: il coraggio di una figlia

Martina Giangrande: il coraggio di una figlia

Pensare a lei è doveroso. Con massima dignità e coraggio, Martina Giangrande è senza ogni ombra di dubbio una figura positiva dell’Italia in cui molti vorrebbero vivere.

Pensare a lei è doveroso. Con massima dignità e coraggio, Martina Giangrande è senza ogni ombra di dubbio una figura positiva dell’Italia in cui molti vorrebbero vivere. Molti lo hanno anche scritto su Twitter dimostrando tutto il loro affetto e sostengo per una ragazza che non conoscono, ma che, da domenica, è nel cuore e nelle preghiere di tantissimi. Ci sono, infatti, due facce dello stesso Paese. Da un lato i Preiti e dall’altro quelli come Martina, quelli con dignità e coraggio che seguono i propri valori, si sacrificano per la famiglia e nonostante le mille difficoltà che la vita gli pone davanti cercano di vivere nel migliore dei modi. Dopo l’attentato di domenica, giorno in cui Luigi Preiti ha sparato a due carabinieri davanti a Palazzo Chigi, proprio mentre il governo Letta giurava davanti al Presidente della Repubblica, ferendo, gravemente, Giuseppe Giangrande, la vita di Martina è nuovamente cambiata. La ragazza deve fare i conti con la situazione di salute del padre che, dopo aver ricevuto un proiettile nel collo, è stazionario, ma grave.

Martina GiangrandeLa conferenza stampa. In un attimo è cambiato tutto. Il coraggio e la dignità di Martina, però, continua a colpire l’Italia, quella stessa Italia che deve svegliarsi ed impedire che ragazze come Martina debbano affrontare tutto ciò, perché le nuove generazioni non possono e non devono farsi carico degli errori dei più grandi di quelli che, con più esperienza ed anni sulle spalle, in teoria, dovrebbero essere più saggi. La ragazza, figlia del brigadiere, di soli 22 anni, ha lasciato la sue uniche dichiarazioni in una conferenza stampa dal Policlinico Umberto I, in cui è ricoverato il padre, dicendo: “ritengo doveroso ringraziare l’Arma dei Carabinieri che in questo terribile momento ha assistito me e tutti i miei familiari come una grande famiglia, anche i rappresentanti dell’Istituzioni che mio padre stava con orgoglio difendendo e vigilando mi hanno trasmesso umanità e tranquillità, forse perché oggi sono anche tre mesi che ho perso la mia mamma mi ha toccato in modo particolare l’affettuosità della Signora Boldrini” ed aggiungendo “Sono fiera, ma fiera ed orgogliosa, di mio padre che ha dedicato tutta la sua vita al rispetto delle Istituzioni”.  Martina ha poi ringraziato tutto il personale del Policlinico e quando le è stato chiesto se avesse pensato a perdonare Preiti ha detto: “Non credo, non so, non penso e oggi, comunque sia non mi interessa”, ha detto. “Oggi penso solo a mio padre e a me perché siamo due”.

La sua famiglia, ed il lavoro. Martina, che citando il padre ne corregge l’affermazione dicendo che ora i due sono “un mezzo esercito e tanto sgangherato”, risponde, poi, ad altre domande dicendo di sperare in un mondo migliore, ma di voler pensare solo al padre visto che il suo futuro cambierà tantissimo: “tutti i progetti di vita che avevo fatto, già dopo la morte di mia madre, sono totalmente stravolti, quindi, si ricomincia, si fa un altro piano, un altro progetto….”. Ciò, che però fa riflettere, e deve far riflettere tutti è che alla domanda: “lavori?”, Martina ha risposto: “No, mi sono licenziata

Alessandra Solmi

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