Madre accoltellata: tentativo di sacrificio umano

Madre accoltellata: tentativo di sacrificio umano

Quando il web uccide

Il fatto – La madre accoltellata per compiere un sacrificio. Accade nella periferia di Cincinnati. Una tredicenne aspetta il ritorno della madre e la accoltella per sacrificarla a Slender Man, una creatura immaginaria protagonista di alcune storie horror presenti sul web. “Sono tornata a sera dal lavoro e lei mi stava aspettando in cucina con una maschera bianca sul volto – ha raccontato la donna – Aveva il cappuccio in testa e le mani coperte dalle maniche”. La donna afferma che la figlia sembrava un’altra persona durante l’attacco. Fra i diari della ragazzina, ora in un centro di detenzione giovanile, sono stati trovati appunti in cui parlava di Slender Man.

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Il precedente – Sacrifici e violenze in onore di Slender Man si sono già verificati. Evidentemente viene sottovalutato il potere di fascinazione del web e forse troppa è la facilità con cui ragazzi anche piccoli possono accedere a contenuti forti. In Winsconsin due ragazzine dodicenni hanno, infatti, accoltellato una loro coetanea per 19 volte; le aguzzine hanno detto alla polizia che lo hanno fatto per unirsi a Slender Man dopo che tramite internet erano venute a conoscenza di “Lui”. Le due ragazzine hanno affermato di credere in Slender Man come a una figura reale e che la coetanea invitata  al pigiama party serviva per entrare in contatto con lui. La dodicenne, la madre accoltellata, quante ancora dovranno essere sacrificate a un personaggio del web ?

Chi è Slender Man – La madre accoltellata dalla figlia tredicenne non è, quindi, l’unica vittima di Slender Man. Paradossale parlare di qualcosa che non esiste, un personaggio fittizio, come responsabile di violenza da parte di giovani ragazzine. Ma chi è Slender Man? E’ protagonista di storie horror nato da un fenomeno su internet. L’ideatore è Eric Knudsen. E’ una figura con il volto bianco, privo di tratti somatici. Alto, snello. “Si trova spesso nelle foreste notturne o in luoghi abbandonati, ma una volta che ha scelta la sua preda, può seguirla fino in città o in casa sua rendendosi visibile solo a lei.” Un fenomeno nato sul web ha avuto una influenza così sconsiderata e negativa su delle ragazzine da portarle a tentare di uccidere. Forse la cultura della violenza dovrebbe iniziare a interrogarsi a riguardo. Su cosa è sensato e cosa forse può essere evitato.

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