We Love Reading: iniziativa in Giordania per avvicinare i bambini alla lettura

We Love Reading: iniziativa in Giordania per avvicinare i bambini alla lettura

'We Love Reading', nasce in Giordania una rete di volontari aiuta i bambini ad avvicinarsi alla lettura.

We Love Reading – Nella moschea di Aman, in Giordania, Rana Dajani circondata da bambini dai quattro ai sette anni legge ad alta voce i racconti legati alla cultura del suo popolo. Anni fa questa giovane laureata in biologia molecolare ha iniziato a chiedersi perché si leggesse così poco nel suo paese. La sua indagine, che ha portato alla nascita di questo progetto, si è incentrata sui bambini, per lei il vero problema nasce dal fatto che i genitori non leggono ai loro figli. Il primo approccio alla lettura fin da bambini è fondamentale per sviluppare la propria confidenza con i libri, questo è diventato il vero obiettivo di Rana. Un sondaggio condotto da Arabia News ha stimato che in Giordania ogni anno si legge solo mezza pagina, negli Stati Uniti la media è di 11 libri annuali.

 

Rana Dajani

 

Biblioteche virtuali – We Love Reading‘ inizia la sua attività nel 2006, Rana con l’aiuto di suo marito è riuscita a ottenere dalle autorità un permesso per poter leggere nella moschea del quartiere. Alla prima lettura a cui parteciparono 25 bambini seguirono molte altre, i loro risultati scolastici iniziarono a migliorare e il progetto crebbe con loro. Questa semplice idea si diffuse in tutto il paese, otto anni dopo si contano più di 700 volontarie per la maggior parte donne, che sono riuscite a formare più di 300 biblioteche virtuali. Tutte insieme si sono unite per scegliere i racconti da leggere, le moschee stesse iniziarono a donare soldi per pubblicare nuovi racconti. L’iniziativa di Rana è riconosciuta come programma effettivo di alfabetizzazione da parte dell’Unesco, il modello è stato seguito anche in Turchia, Arabia Saudita, Libano e nei campi dei rifugiati siriani in Giordania. L’influenza positiva si è estesa anche alla lettrici, molte volontarie parlando in pubblico hanno iniziato a sentirsi molto più sicure, aprendosi un’attività e trasformandosi in punti di riferimento per la comunità.

Irene Topi

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