Lo sport è una cosa da donne

Lo sport è una cosa da donne

Il mondo dello sport è mediaticamente dominato dagli uomini, le cui imprese raggiungono sempre un pubblico di miliardi di persone

Il mondo dello sport è mediaticamente dominato dagli uomini, le cui imprese raggiungono sempre un pubblico di miliardi di persone, grazie all’attenzione che i media dedicano loro. Tutti conoscono i campionissimi dello sport maschile, forse anche in virtù di un pubblico di appassionati che è composto in gran parte da uomini, e a campeggiare sulle prime pagine dei giornali sono sempre le stesse facce: l’attaccante di qualche squadra di calcio, il pilota di formula uno, il giocatore di basket di NBA, il tennista che ha vinto l’ennesimo torneo.

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Insomma, soprattutto in Italia, diamo pochissimo spazio alle imprese sportive femminili e ci ricordiamo delle atlete solamente quando c’è da salire sul carro dei vincitori, per festeggiare una coppa o una medaglia, senza parlare dei sacrifici che queste ragazze devono affrontare quotidianamente, senza dare spazio alle loro gare settimanali, senza parlare di loro per anni e ricordarsi dell’importanza dei loro sport e dei loro campionati solo per dire che l’Italia ha raggiunto un grande traguardo.

Le atlete invece sono una grandissima risorsa a livello mondiale, con prestazioni sportive che si spingono sempre più verso l’eccellenza ogni anno e che in taluni casi, soprattutto nelle discipline nelle quali non conta solo la forza fisica, riescono anche a impartire delle sonore lezioni ai loro colleghi uomini. In questo articolo vogliamo rendere omaggio a tantissime sportive che ogni giorno si allenano con abnegazione, che sudano e faticano proprio come gli uomini e le cui fatiche spesso scivolano velocemente nel dimenticatoio.

Le ragazze di Casalmaggiore

Un paesino di quindicimila abitanti in provincia di Cremona può vantare la squadra numero uno in Europa per quanto riguarda la pallavolo femminile. Stiamo parlando ovviamente della Pomì Casalmaggiore, riportando in Italia un trofeo che mancava da ben 6 anni. La stella della squadra è la famosa Federica Piccinini, che faceva parte proprio della squadra bergamasca che riuscì a conquistare l’ultimo titolo europeo, oggi titolare di sei vittorie nella competizione a sedici anni dalla prima coppa sollevata in Europa. Con una donna immagine così è facile dimenticarsi anche delle compagne, brave quanto lei in questa grande impresa: il capitano Valentina Tirozzi, Lucia Bacchi, Immacolata Siressi e tutte le altre. Una storia che avrete sentito probabilmente in tv, in una veloce edizione di qualche tg, ma fino alla vittoria della finale non c’è stato nemmeno un accenno a questa grande cavalcata.

Vanessa Selbst

Questo è un personaggio meno conosciuto, soprattutto in Italia, dove la sua disciplina è conosciuta prevalentemente da un pubblico maschile. Vanessa Selbst è una giocatrice professionista di poker sportivo, un settore nel quale il 99% dei player è di sesso maschile e proprio per questo vogliamo parlarvene. Negli Stati Uniti è piuttosto conosciuta, proprio perché il poker è uno sport mentale, nel quale la forza fisica non ha alcun impatto: contano invece bravura, intelligenza e resistenza mentale, abilità che non sono rare nelle donne e che la giocatrice americana incarna alla perfezione. È la donna più vincente del poker mondiale, con oltre 11 milioni di dollari vinti in carriera nei tornei ai quali ha partecipato. Ma se già questo vi sembra un risultato di tutto rispetto, sappiate che Vanessa occupa anche il 23° posto nella classifica mondiale di tutti i tempi dei giocatori che hanno vinto di più, piazzandosi davanti a migliaia di uomini, tra cui anche alcuni campioni molto conosciuti come Bertrand Grospellier, Barry Greenstein e uno dei pionieri del poker sportivo come Doyle Brunson. Tanto per rendere l’idea, il miglior italiano di sempre è Mustapha Kanit, che in carriera ha vinto circa la metà della cifra incassata dalla Selbst. Inoltre Vanessa Selbst è una delle punte di diamante della squadra ufficiale di Pokerstars, la più famosa poker room del mondo.

Federica Pellegrini

La campionessa di nuoto è forse un caso più isolato, visto che per lei le copertine dei giornali non sono certo poche. In ogni caso abbiamo deciso di inserirla in questa lista visto che è stato da poco annunciato che la Pellegrini sarà la portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Rio 2016, un onore riservato davvero a pochissimi atleti, e raccoglie il testimone da un’altra grandissima atleta come Valentina Vezzali, della quale vi parleremo nel prossimo paragrafo. Nella storia delle Olimpiadi solo 11 atlete italiane sono state portabandiera, contro i trenta uomini che ci hanno rappresentato nella più grande manifestazione sportiva del mondo. Federica Pellegrini ha avuto il merito di sapersi conquistare uno spazio importante nel mondo dello sport, non solo nella sua disciplina ma anche diventando un vero e proprio simbolo italiano, fornendo una cassa di risonanza incredibile per tutto il movimento sportivo femminile. A volte le copertine le sono state dedicate per le sue vicende extra sportive e per la sua vita sentimentale ma d’altra parte la notorietà comporta anche questo: speriamo però che la Pellegrini continui a far parlare di se per i risultati sportivi e che il gossip venga raccontato solo dalle testate dedicate e non da fonti più autorevoli, come in passato già capitato.

Le ragazze della scherma

Vi avevamo anticipato che avremmo parlato di Valentina Vezzali, portabandiera ad Atene nel 2012, ma il discorso vale per tutto il movimento della scherma femminile. In questo sport l’Italia eccelle anche a livello maschile ma i risultati delle donne sono davvero impressionanti. Le ragazze del fioretto hanno praticamente monopolizzato i podi di tutte le competizioni internazionali: medaglia d’oro nei mondiali a squadre del 2013, 2014 e 2015, oltre all’argento ottenuto qualche settimana fa a Rio, medaglia d’oro a squadre alle ultime olimpiadi Londra, oltre che quelli ottenuti a Sidney e ad Atlanta. I titoli europei non si contano nemmeno, così come quelli individuali, come quelli ottenuti dalla Vezzali nel 2008, oro ad Atene, Pechino e Sidney. E quando non ha vinto lei ci hanno pensato le sue compagne di squadra, come Elisa Di Francisca, oro alle Olimpiadi di Londra e Campionessa del Mondo a Parigi nel 2010, oltre che 4 volte medaglia d’oro agli Europei. Si sono alternate sul primo gradino del podio anche Margherita Granbassi e Arianna Arrigo, rispettivamente medaglia d’oro ai mondiali Torino 2006 e medaglia d’oro a Budapest e a Kazan. In proporzione è come se avessimo una Nazionale di calcio capace di monopolizzare la Coppa del Mondo, gli Europei e le Olimpiadi per diverse edizioni, un fatto che creerebbe una discesa in piazza per i festeggiamenti che probabilmente finirebbe alcuni anni dopo l’ultimo titolo ottenuto.

Insomma, bravissime e fortissime, le donne dello sport hanno talento da vendere e i media dovrebbero ricordarsene più spesso e non solo quando torna comodo per fare audience.

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