L’Isola degli Schiavi con Stefano Fresi e Ippolita Baldini

L’Isola degli Schiavi con Stefano Fresi e Ippolita Baldini

Fino al 9 Aprile è in scena al Piccolo Teatro Eliseo di Roma L'Isola degli Schiavi con Stefano Fresi, Ippolita Baldini, Giovanni Anzaldo e Carla Ferraro con la regia di Ferdinando Ceriani. Un'allestimento severo e classico, un puro gioco gioco metateatrale sull'eterno conflitto di classe. Una commedia senza tempo di Pierre de Marivaux.

 

In tempi di Isole dei Famosi, di Turisti per Caso, di voyeurismo televisivo, di nomination, di esclusioni e di reintegri, di viaggi alla scoperta del pianeta, di ritorni a casa più desolanti che mai ecco che trecento anni fa Pierre de Marivaux, nel 1725 pensò nella sua sconfinata fantasia di autore di corte di inventarsi un Isola denominata degli Schiavi. Poiché in virtù di un sortilegio chiunque vi naufraghi su quell’isola sovverta il suo stato sociale e in una condizione ideale di schiavo ritrovi la propria umanità e bontà. Eufrosine e tal Ificrate seguiti dai loro servi, Papele e Lucia – archetipi reinventati di Arlecchino e Colombina naufraghi a loro volta da una sconfitta commedia dell’arte – si ritrovano non volendo e loro malgrado, a naufragare proprio su quell’isola così misterica e misteriosa. Un Governatore che funge da Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa e tutto spia, vuole rimettere le cose al loro posto proponendo agli uni e agli altri, ricchi e poveri, regnanti e sudditi, padroni e sotto, di scambiarsi ruoli, vestiti, usanze. Riottosi i primi poiché refrattari a rinunciare ai loro privilegi, ben felici di mostrare la propria rabbia e frustrazione gli altri la storia ha inizio. Quest’operazione servirà a tutti per ritrovare un futuro perfetto equilibrio fra uomini e non più bestie.

Utopica quanto favolistica, un sovvertimento dei ruoli regge solo in questa dimensione astratta e sarebbe improbabile attuarlo, soprattutto oggi dove si vive un epoca di totalitarismo economico/politico – curioso che quasi in contemporanea vi fosse nello stesso Teatro la presentazione del libro di Diego Fusaro edito da Einaudi Pensare Altrimenti che tratta lo stesso tema- e che chiunque abbia avuto un minimo di potere, di qualsiasi genere, fatica assai a doversene scrollare di dosso la benché minima responsabilità. La regia attenta, regolare, rispettosa di Ferdinando Ceriani, che traduce e adatta anche il testo con Tommaso Mattei, è indirizzata proprio a questo aspetto utopico della vicenda e sul palcoscenico del Piccolo Tetro Eliseo dove lo spettacolo ha debuttato vi è l’esemplificazione in piccolo di un isolotto a vocazione vulcanica ove una colata di lava improvvisa ha travolto alcuni praticabili di teatro, inglobandoli, creando una sorta di escrescenza su cui il Governatore ama erigersi. L’isola quasi deborda dai limiti consentiti dall’arco scenico del teatro, cosa evidentemente casuale ma che ben si adatta al dettato registico.

E’ una scalata a quel piccolo sacro monte che tutti, dei quattro protagonisti/attori vorrebbero praticare, un teatro nel teatro sembra volerci ricordare – anche in teatro esistono gerarchie da sovvertire ma che si fatica a rovesciare – peccato che proprio alle spalle di quel roteante feticcio totemico vi è un pollaio entro cui tutti per ragioni dovute all’involuzione/evoluzione inevitabile di questa civiltà/abbrutimento siamo costretti a razzolare. Scena di Marta Crisolini Malatesta. I quattro interpreti tutti sono gli interscambiabili, nella bravura e trasformismo: Stefano Fresi, Ippolita Baldini, Giovanni Anzaldo e Carla Ferraro mentre il Governatore ha le fattezze mefistofeliche di Carlo Ragone. Utopistico è anche l’agognato ritorno a casa, come si comporteranno i padroni dopo la lezione ricevuta? Perpetreranno ancora le loro malefatte sugli incauti servitori? È l’eterno dilemma della lotta di classe.

 

L’Isola degli Schiavi di Pierre de Marivaux

con Giovanni Anzaldo, Ippolita Baldini, Carla Ferraro, Stefano Fresi, Carlo Ragone,

scena e costumi Marta Crisolini Malatesta

regia Ferdinando Ceriani

produzione Khora Teatro, TSA Teatro Stabile d’Abruzzo

Piccolo Teatro Eliseo, Roma fino al 9 aprile

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