Les Invisibles: la raccolta fotografica di Sébastien Lifshitz sulle coppie gay

Les Invisibles: la raccolta fotografica di Sébastien Lifshitz sulle coppie gay

Sébastien Lifshitz racconta le coppie gay con una raccolta fotografica

Les Invisibles: la raccolta – Sébastien Lifshitz, regista e scenografo francese, ci regala la raccolta Les Invisibles, uscita lo scorso mese. Foto di coppie gay di entrambi i sessi a cavallo fra il 1900 e il 1960 che vivono e mostrano serenamente il proprio amore di fronte all’obiettivo. A volte, fra queste foto, si scorge anche la celebrazione privata di quel matrimonio per cui tanto si è lottato e si lotta ancora. Il nome dato alla raccolta è già per sé indicativo: Les Invisibles. Uomini e donne che erano in gran parte invisibili alla società del tempo, ma che di fronte all’obiettivo mostrano un’esistenza serena e ben consapevole di sé. Uomini e donne invisibili che queste foto rendono visibili.

les-invisibles

La scelta di Sébastien – Sébastien Lifshitz è apertamente omosessuale e nei suoi film, del resto, tratta spesso tematiche affini al mondo lgbt. Tuttavia, a intrigare la raccolta di queste foto d’epoca è stato anche il fatto che esse mostrano il mondo gay sotto un altro punto di vista: non quello dell’odio omofobo, della repressione o della strenua lotta – contrastata –  per i propri diritti, ma piuttosto quello dell’amore libero e sereno. L’autore è andato alla ricerca delle foto nei mercati delle pulci e nelle rimesse, luoghi dove i nomi di questi protagonisti si sono perduti, ma in cui i loro volti si sono conservati sereni sulla carta stampata. E, come dice lui stesso, le ha scelte perché ci sono diversi livelli di lettura, si mantengono ambigue: gay singole o a coppie, persone ancora insicure, definite “undefined” dal regista francese e persone che, pur non essendo omosessuali, amano giocare e mostrare un atteggiamento di quel tipo.

Questione di tempi – Se anche siamo nel secondo millennio, ci siamo evoluti e abbiamo inventato la migliore tecnologia a nostra disposizione, i tempi non sembrano cambiati per les invisibles, soprattutto quando leggi, nei commenti della raccolta fotografica su internet, opinioni del tipo: “mi fanno semplicemente schifo!”. E’ chiaro che è ancora lunga la strada da fare per fare in modo che non sussista più nemmeno l’idea dell’invisibilità di queste persone o il loro essere “diversi” dagli altri. Intanto, giusto domani vi sarà il Mediterranean Pride of Naples: evento in cui, certamente, il mondo lgbt afferma la sua forte presenza, tutt’altro che invisibile.

COMMENTI

WORDPRESS: 1
  • comment-avatar

    […] noi più familiarmente La Casa delle Streghe: è il progetto che Thérèse Clerc (apparsa nel film Les Invisibles di Sebastien Lifshitz) ha portato avanti per dieci anni e che nel 2013 è diventato realtà. Ora […]