Le donne di Fellini

Le donne di Fellini

Le donne di Fellini: non si può parlare del cinema di Fellini senza le donne, l'eterno altro, l'eterno intangibile, protagoniste di quella fantasia che è il suo cinema

Le donne di Fellini– Non si può parlare di Fellini senza le donne di Fellini. Nel 1980 il grande maestro in un’intervista disse: “Penso che il cinema sia una donna a causa della sua natura rituale. Questo utero e’ il teatro, il buio fetale, le apparizioni- tutti creano un rapporto, noi ci proiettiamo sul rapporto…noi forziamo lo schermo ad assumere la personalità che noi esigiamo, come facciamo con le donne, su cui ci abusiamo. Le donne sono le diapositive che sono inventate dagli uomini. Nella storia, lei e diventata la nostra fantasia”. Il cinema di Fellini è una grande fantasia, un grande universo surreale in cui ogni paura-attrazione diventa parodia, all’insegna del grottesco, del mostruoso, del colpevole. E le donne fanno parte di questa fantasia, nell’uomo Fellini come nei suoi film, in un ruolo imprescindibile. C’è chi, parlando delle donne di Fellini, ha parlato di freudismo spiccio, di persecuzione della maledizione cattolica che porta il regista a rapportarsi con esse in una relazione di fascino-disgusto. Ma parlando di freudismo spiccio si sbaglia: Fellini mette sicuramente il suo bagaglio personale nel cinema (e quindi le repressioni dell’educazione cattolica e i traumi infantili), ma lo fa quasi con il piacere di mentire, come se si trattasse di elementi psicanalitici superati o comunque che lui sa corrispondere soltanto ad una parziale verità, ma sfruttati dall’inizio alla fine per la grande carica pittoresca e grottesca che apportano.

Saragina-Otto-e-mezzo
L’eterno Altro– Le donne di Fellini sono guardate con distanza, come se fossero l’eterno Altro, l’eterno Intangibile. Ci sono le donne Altre, mastodontiche e tettone, mezze diavole e mezze sante come la Saragina di Otto ½, o anche magre, belle, grottesche, puttane da bordello: insomma da un lato un intero catalogo delle donne amanti; dall’altro c’è Giulietta, sua moglie, luce particolare sulla scena e simbolo di innocenza.“Proietto sulla donna una tale serie di immagini, di attese, di compensi e di giudizi su di me per cui il rapporto mi sembra estremamente stimolante” racconta a proposito della proliferazione delle donne nei suoi film. E nonostante il rapporto complesso dettato dalla paura-attrazione sono le donne sullo schermo a rappresentare le emozioni, le più caratterizzate di sensibilità, sottomesse in un mondo dai valori maschili, in cui gli uomini sono essere crudeli e brutali, di emozioni superficiali.

La donna-luce- Nella deformazione dei costumi e dei miti della società in una prospettiva alienante tuttavia resta una luce di ottimismo, ottimismo del fatto che la vita si realizzi ovunque. La luce deriva da centri precisi, dai quali si irradia questo senso di autenticità della vita: sono ancora una volta le donne di Fellini che acquistano una vera e propria validità artistica. Dalle prostitute de Lo sceicco bianco e la malata de Il bidone, alle interpretazioni della Masina. È la donna a guidare le incertezze esistenziali dei protagonisti maschili. Fellini non vuole smentire che le donne dei suoi film siano frutto della sua fantasia soggettiva, di una fantasia sessuale potente che muove le dinamiche del mondo, e fa di questa fantasia l’elemento alla base del suo cinema.

COMMENTI

WORDPRESS: 0