La madre di Josh Alcorn, transgender suicida, ferma sulle sue posizioni: “Il cambio di sesso contrario ai nostri principi religiosi”

La madre di Josh Alcorn, transgender suicida, ferma sulle sue posizioni: “Il cambio di sesso contrario ai nostri principi religiosi”

Continua l'accesa polemica sul suicidio di Josh Alcorn, il giovane transgender che voleva cambiare sesso contro la volontà dei suoi genitori

La tragedia di Josh Alcorn continua a suscitare polemiche – Josh si è tolto la vita, ma la madre, Carla Alcorn, continua a rimanere ferma sulla sua posizione, dichiarando : “La condizione di transgender è contraria ai nostri principi religiosi“. Il suicidio di Josh Alcorn, il ragazzo 17enne dell’Ohio che si sentiva una femmina e si faceva chiamare Leelah, continua a provocare dibattiti e polemiche in tutto il mondo. Il caso ha infatti destato scalpore: Josh si è suicidato buttandosi sotto ad un trattore dopo aver postato sul proprio profilo Tumblr una lunga lettera nel quale accusa i genitori, molto religiosi, di non aver mai voluto comprendere la sua condizione e di averlo invece isolato e punito perché era un trasgender, perché si sentiva  una femmina. La madre di Josh Alcorn, o meglio di Leelah, ha cercato di giustificarsi in un’intervista alla Bcc: “Gli dicevamo comunque che lo amavamo moltissimo, che gli volevamo bene a prescindere. Amavo mio figlio, era un ragazzo buono e gentile. Gli abbiamo vietato l’uso dei social network soltanto perché Josh continuava a guardare materiale inappropriato”.

suicidio di josh alcorn

I genitori, molto religiosi, contrari al cambio di sesso del figlio – Josh Alcorn aveva raccontato che fin dall’età di 4 anni si era reso conto di sentirsi una donna. I manuali la chiamano “disforia di genere”, un disturbo che spesso scompare con il cambio di sesso. I genitori di Josh Alcorn, come ha scritto lui stesso nella lunga lettera pubblicata su Tumblr, non accettavano però che il figlio volesse intraprendere il percorso chirurgico per cambiare sesso e per questo motivo Josh ha deciso di mettere fine alla propria infelicità buttandosi sotto ad un trattore. Tuttavia la lettera di Josh Alcorn ha fatto il giro del web e ha sollecitato l’intervento pubblico di personaggi celebri come Stephen Fry, attore britannico, e Mia Farrow. A colpire sono soprattutto le ultime righe della lettera, nelle quali l’infelice ragazza esorta a “cambiare la società” affinché le persone transgender “non vengano più trattate come sono stata trattata io”.

Il testo della lettera pubblicata da Josh Alcorn prima di suicidarsi – “A 14 anni ho saputo cosa volesse dire essere transgender. Dopo 10 anni di confusione ho finalmente capito chi fossi. Ho subito parlato con mia madre, che ha reagito in maniera molto negativa, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stata una ragazza, che Dio non sbaglia, che io mi sbagliavo. Se state leggendo queste righe, per favore non parlate in questo modo ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro le persone transgender, non dite mai queste cose a qualcuno, specialmente ai vostri ragazzi. Mia madre ha cominciato a portarmi dagli psicologi, ma unicamente dai terapeuti di fede cristiana (che sono molto faziosi), e così non ho mai potuto ottenere una terapia che potesse guarirmi dalla depressione. Ho soltanto incontrato persone molto religiose che mi ripetevano quanto fossi egoista e quanto mi sbagliassi e che avrei dovuto cercare aiuto in DioA 16 anni ho compreso che i miei genitori non mi avrebbero mai accettato e che avrei dovuto aspettare fino ai 18 per cominciare la terapia di transizione. Questa percezione mi ha spezzato il cuore. Più aspetti, più risulta difficile cambiare sesso. Mi sentivo disperata, pensavo che avrei avuto un aspetto molto maschile per il resto della mia vita. Mi hanno obbligata a lasciare la scuola, mi hanno tolto il computer e il telefono, mi hanno proibito di comunicare attraverso i social, mi hanno isolata completamente dagli amici. È stato il periodo più depresso della mia vita, è stato un miracolo che non mi sia suicidata. Sono rimasta completamente sola per 5 mesi. Senza amici, senza aiuto, senza amore. Soltanto la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine. Riposerò in pace soltanto se un giorno le persone transgender non verranno trattate come sono stata trattata, se verranno trattate come esseri umani, con sentimenti veri e diritti umani. Dobbiamo insegnare la transessualità e gli orientamenti di genere a scuola, il prima possibile. La mia morte deve avere un significato. Il mio suicidio deve essere sommato al numero delle persone transgender che si tolgono la vita. Voglio che qualcuno guardi quel numero e dica ‘è davvero pazzesco’ e faccia qualcosa per cambiare. Cambiate la società. Vi prego.

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    […] essere LGBTQI per pretendere i diritti umani o almeno per cercare di porre fine alle violenze psicologiche e fisiche che queste persone subiscono. Se Santino Bozza, ex consigliere regionale del Veneto della […]