Intervista esclusiva a Maria Carmela Lanzetta, Ministro per gli Affari Regionali

Intervista esclusiva a Maria Carmela Lanzetta, Ministro per gli Affari Regionali

Female World ha intervistato in esclusiva per voi Maria Carmela Lanzella

È il sorriso di Maria Carmela Lanzetta quello che colpisce appena la si incontra. Sorride sempre, non solo con le labbra; sorride con gli occhi, con i segni del viso, con il volto intero. Si intuisce immediatamente di trovarsi di fronte a una persona sincera, tenace e umile.

Maria Carmela Lanzetta 5

Maria Carmela Lanzetta, Ministro per gli Affari Regionali, era così anche prima, quando era sindaco di Monasterace, paese della provincia di Reggio Calabria. Risponde alle domande con una semplicità innata a cui non ci hanno mai abituato né gli uomini né le donne delle nostre istituzioni. Una semplicità che spiazza e davanti alla quale non si può fare a meno di replicare naturalmente allo stesso modo.

Le parliamo in occasione dell’incontro Io ci metto impegno, un dibattito organizzato a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, dalle volontarie dell’UNPLI, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, della Calabria.

– Questo dibattito è stato organizzato per celebrare le donne calabresi che hanno raggiunto traguardi e obiettivi. Per lei, che ha lottato con la ‘ndrangheta, arrivare dove è arrivate forse è più di un traguardo?

Certamente. Ora più che un traguardo è diventato un impegno. Un impegno che ho sempre messo prima di tutto nell’associazionismo, nel volontariato, nel partito e poi come sindaco. Sono contesti importanti per la vita sociale e l’impegno civico. Mi si definisce un sindaco antimafia; ma in realtà non esistono sindaci antimafia: esistono solo sindaci che svolgono appieno e fino in fondo il loro lavoro.

– A proposito di associazionismo. È passata da presidente della Pro Loco di Monasterace, a sindaco dello stesso paese fino a diventare Ministro per gli Affari Regionali. Cosa, della sua passata esperienza, porterà con sé nel nuovo incarico?

Io porto tutto. Tutte le mie esperienze passate fanno parte di me e saranno sempre il mio bagaglio, il mio substrato culturale. Sono una donna normalissima, che ha sempre fatto il suo lavoro e il suo dovere. Ora più che mai, da Ministro, mi sento di dover lavorare sempre di più perché non sono stata eletta; potevo dire di no, ma ho voluto dire di sì, e allora è maggiore il senso di responsabilità che sento di avere.

Un consiglio alle ragazze e alle donne calabresi, e non solo, che vogliono eccellere nelle loro professioni e passioni.

Il consiglio che do è di lavorare, informarsi, studiare. Non dimenticarsi delle proprie origini e rimanere legati alla propria identità perché questo fa parte di noi. Voglio ricordare che bisogna parlare anche di ciò che di brutto esiste nei propri luoghi d’origine. Le cose si amano se sappiamo vederne i lati negativi; parlare di questi serve a trovare lo stimolo per metterli all’angolo e superarli. Consiglio quella che è la mia filosofia, quella dell’impegno, quella di chi lavora, di chi non si lamenta e di chi cerca e trova i mezzi per andare avanti.

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