Jgor Barbazza e Linda Collini, coppia sul set e nella vita: intervista esclusiva

Jgor Barbazza e Linda Collini, coppia sul set e nella vita: intervista esclusiva

Non perdetevi l'intervista esclusiva a Jgor Barbazza e Linda Collini, che da Centovetrine approderanno sul seguitissimo canale di Disney Channel.

Cari lettori di Female World, iniziamo questa settimana con un’intervista esclusiva a due attori molto amati dal pubblico televisivo: Jgor Barbazza e Linda Collini. Lui, trevigiano, classe 1976, è approdato a Centovetrine nel 2009 rivestendo il ruolo del vice commissario Damiano Bauer. Da allora, tra alti e bassi, è l’eroe romantico per eccellenza: ha vissuto molte vite e amato intensamente Serena Bassani (Sara Zanier). Alla fine, però, il suo cuore è stato conquistato, nella soap così come nella vita vera, da un’altra donna. E’ lei, Linda Collini, ex concorrente di Miss Italia, nata a Prato nell’82, in Centovetrine interpreta Cecilia Castelli. Da economista  a ricercatrice, da spogliarellista a dirigente del Gruppo Ferri, Cecilia ha vissuto la sua vita sempre sul filo del rasoio. Dopo qualche storia poco importante e un amore, grande quanto distruttivo (Zeno Bauer, fratello di Damiano), Cecilia ha capito di amare, ora e per sempre, Damiano. Grazie a lui è diventata commissario di polizia, con lui è convolata a nozze e insieme hanno adottato Milo.

Jgor e Linda, che hanno interpretato e continuano ad interpretare magistralmente i loro personaggi in Centovetrine, hanno recitato in grandi serie di successo per la Rai e presto approderanno a Disney Channel. Female World ha avuto il piacere e l’onore di intervistarli. Seri e ironici, estremamente professionali e disponibili, entrambi impegnati nel sociale (Jgor è vicepresidente della Onlus Team For Children e Linda ne è testimonial) ecco come hanno risposto Jgor e Linda alle nostre domande.

Jgor Barbazza e Linda Collini

Jgor, Linda, quanto è stato ed è importante per voi far parte del cast di Centovetrine? Cosa vi ha dato Centovetrine ed eventualmente cosa vi ha tolto?

Jgor. Centovetrine ha rappresentato un cambio di vita importante, radicale. Mi ha dato la possibilità di crescere come uomo e come artista, mi ha dato la possibilità di esercitarmi quotidianamente, provare, sperimentare, confrontarmi con attori più vecchi (del mestiere intendo) e poi mi ha dato l’amore.

Linda. Centovetrine è ed è stata tanto per me; una delle mie prime esperienze attoriali, una scuola impareggiabile, un grande punto di partenza.

Damiano e Cecilia, i personaggi che interpretate da ormai 6 anni, hanno avuto molte “vite” nel corso della storia di Centovetrine: quale storyline avete preferito di più e quale, secondo voi, vi ha davvero fatto entrare nel cuore della gente?

J. Molte “vite” è vero e mi piace pensare che come attore ho dato modo agli autori di scrivere tante e diverse storie per il mio personaggio, come se avessi girato più fiction o più film. Credo che Damiano poliziotto, commissario tutto d’un pezzo sul lavoro ed eroe romantico nella sua vita privata, sia piaciuto molto al pubblico e lo dimostra il matrimonio con Serena che ha raggiunto risultati in termine di share molto importanti. Bellissime le scene in cui era un naufrago, poi sotto psicofarmaci post isola e le indagini nel locale scambisti con Cecilia. Un lavoro attoriale non da poco. Piccola curiosità.. Per risultare credibile come naufrago e poi come depresso traumatizzato, dormivo due, tre ore a notte per sfigurarmi anche in viso.

L. Molte vite quelle di Cecilia, tante sfumature, un bagaglio attoriale che cerco di portare con me ogni volta che mi confronto con set diversi. Ogni storia ha rappresentato un gradino in più per la vita di Cecilia e per la crescita di Linda.

Dopo mille peripezie, Damiano e Cecilia hanno fatto pace con loro stessi e con i loro sentimenti, dichiarandosi amore eterno: è stato più facile o più difficile recitare queste scene così emotivamente intense (la dichiarazione, il primo bacio, il primo appuntamento, l’anello di fidanzamento) a voi già familiari?

J. Più difficile, devi scindere la vita privata da quella professionale, diciamo che non devi portare in scena il tuo quotidiano.

L. È stato molto stimolante lavorare con Jgor e meno semplice di quel che si può pensare. Sul set la sfida era quella di essere prima di tutto colleghi, mettere la nostra professionalità al servizio della storia di Cecilia e Damiano e sono convinta che ci siamo riusciti.

Damiano e Cecilia hanno preso in affidamento il piccolo Milo: grazie alla vostra storyline a Centovetrine è stato affrontato lo spinoso e difficile argomento dell’affidamento/adozione: secondo voi quanto è importante trattare tematiche del genere all’interno di una soap opera?

J. Direi molto importante. Trovo intelligente inserire all’interno di questi prodotti uno spaccato di vita reale di tanto in tanto. La gente ha bisogno di sorridere, di emozionarsi, di sperare in un futuro migliore, ha voglia di sentimenti veri con storie quanto più simili alla realtà. Un giusto mix tra intrigo, potere, amore e quotidianità! Questi prodotti devono anche essere trasversali, varie classi sociali, vari argomenti e varie fasce di età.

L. È fondamentale che un prodotto che entra nelle case delle persone tutti i giorni rappresenti in buona parte la vera quotidianità di queste persone, fatta anche di problemi famigliari, di problematiche legate ai figli o al lavoro senza perdere la componente emozionale o la capacità di far sognare, fondamentali per una Soap Opera.

Al cinema, avete lavorato entrambi in Un’insolita vendemmia, pellicola diretta da Daniele Carnacina. Il film racconta le vicende di un gruppo di attori al loro ultimo ciack di una soap di successo, che chiude i battenti dopo 12 anni. Centovetrine ha già rischiato questa fine. Dati gli ascolti carenti, non credete che Centovetrine sia stata mandata a morire su Rete 4?

J. E se invece fosse l’inizio di una nuova vita? Di altrettanti anni di successi? Il serale ha budget e costi diversi che al pomeriggio sono meno sostenibili e poi Centovetrine è un brand importante, ha sempre avuto un grande seguito e lo dimostra anche ora su Rete 4, nonostante sia un orario tosto, gli ascolti crescono di giorno in giorno. In fine, non possiamo dimenticare che è un “made in Italy”! Lunga vita a sua Maestà Centovetrine!

L. Il trasferimento su Rete4 rappresenta una sfida non semplice ma siamo sicuri che grazie ai nostri telespettatori che non ci hanno mai fatto mancare il loro affetto, la sfida sarà vinta. Credo che un prodotto 100% italiano che gode di ottima salute da 14 anni e dietro al quale c’è un gruppo instancabile e meraviglioso possa e debba fare ancora tanta strada.

Cosa riserverà il futuro a Damiano, Cecilia e Milo?

J&L. Tante novità e un po’ di simpatici grattacapi!

Che rapporto avete con i social e con i vostri fan? Per molti di loro siete soprannominati simpaticamente LINDOR.

J. Cerco di avere un buon rapporto con i miei fans, gestisco in prima persona i miei social perché mi piace scrivere e rispondere, appena gli impegni me lo permettono, personalmente.. Non ho mai rifiutato una foto ed un autografo a nessuno, in fondo è il mio modo per poterli ringraziare per tutto quello che fanno per me! Confermo che per molti di loro siamo i Lindor ovvero Linda-Jgor-dolcezza-cioccolatino. Credo sia frutto delle foto che postiamo ogni tanto, soprattutto quando abbiamo girato il nostro format “In Vespa io e te”.. Praticamente siamo gli eredi di Ambrogio e signora, io naturalmente sempre maggiordomo. Ho provato a spingere per “Barbacoll” o ” I Barbazzas” ma il potere è donna e mi hanno dato solo le due lettere finali. A sto punto faccio appello alla Ferrero, almeno faccio il maggiordomo di lusso con la livrea e la macchina bella.

L. I social network hanno reso il contatto con il pubblico molto più immediato, rappresentano per me la via più semplice e immediata per arrivare alle persone che mi seguono ogni giorno, rispondo alle loro domande, condivido con loro foto e notizie che mi riguardano e non solo; ormai possiamo dire che i post di Facebook e i tweet hanno quasi completamente sostituito le lettere che i fans una volta scrivevano con la speranza di ricevere una risposta che non sempre arrivava. Quando abbiamo letto il soprannome che i fans carinamente ci avevano dato abbiamo sorriso, anche perché, non faccio nomi ma in casa c’è qualcuno che è goloso della famosa cioccolata. Insomma, di ‘nome’ e di fatto!

Jgor, tu hai preso parte a due fiction importanti e di successo del panorama italiano: Un Medico In Famiglia 9 e Che Dio Ci Aiuti 2. Cosa ricordi di quelle due esperienze e quanto sono state importanti per la tua formazione?

Un bellissimo ricordo, grandi aziende di produzione, due ottimi successi, numerosi attori importanti ma soprattutto persone strepitose. Sono stato accolto molto bene nonostante fossi entrato in “macchine” già rodate, la seconda edizione di Che Dio ci aiuti e la nona di Un medico in famiglia. Nella prima citata interpretavo Giannandrea Graziosi, bell’uomo, colto, intelligente, ottimo lavoro e di grandi valori. Si innamora di Azzurra (Francesca Chillemi) ma la storia non andrà a buon fine. Nella seconda interpretavo Fabio Costello, architetto, innamorato di una donna sposata con un figlio. Per preparare questi due personaggi mi sono rivolto a due amici che stavano vivendo le stesse situazioni di vita dei miei due personaggi. Ho fatto loro molte domande, ho avuto modo di osservarli, capire come hanno reagito alle varie vicissitudini sentimentali e come si sono conseguentemente comportati. È affascinante poter vivere più vite, interpretare più persone dai diversi caratteri e tutto ció attraverso questo lavoro che come dico sempre, è il più bel mestiere del mondo!

Linda, com’è stato recitare al fianco di Terence Hill in Don Matteo? Cosa ricordi di quell’esperienza?

È stato senza dubbio un piacere professionale e personale lavorare con Terence Hill, un vero professionista ‘con l’ anima’ ed è stato un piacere far parte del cast di una produzione come quella di Don Matteo che da anni produce grandi successi.

Che progetti avete per il futuro? I vostri fan potranno vedervi presto in altri ruoli?

J. Abbiamo partecipato entrambi ad una nuova serie tv per ragazzi e devo dire che il prodotto sembra molto molto bello e divertente. Abbiamo lavorato con attori di assoluto livello e un gruppo di giovani di talento, credo sarà un altro grande successo del colosso Disney.

L. Abbiamo recentemente finito di girare una serie televisiva prodotta da Disney che andrà in onda nel 2015. Un progetto giovane e stimolante che ci ha permesso di sperimentare un linguaggio del tutto nuovo per noi.

Jgor, da molti anni, sei impegnato nel sociale. Sei infatti vicepresidente di Team for Children. Ci parli un po’ di questa Onlus?

Team for children è una Onlus che raccoglie fondi per i bimbi malati di leucemia e di altre malattie gravi. Operiamo all’ interno del reparto di oncoematologia pediatrica di Padova. Ne approfitto per ringraziare tutte le persone, i volontari e i dottori che hanno collaborato e collaborano con noi da tanti anni. Il sito internet di Team for Children è www.teamforchildren.it

Cosa ti ha spinto a dedicare molto tempo della tua vita a questa impresa e, soprattutto, quanto aiuta (se aiuta) la notorietà in progetti del genere?

Deriva da un’ educazione che ho ricevuto dalla mia famiglia, papà e mamma hanno sempre aiutato persone in difficoltà e l’idea di poter regalare un sorriso a chi ne ha veramente bisogno mi da emozioni forti ed impagabili. Provare per credere!

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Photo Credit: Mediaset.it, Ufficio Stampa Del Fuego Management, Team for Children.

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