Interrogate le baby prostitute dei Parioli: iniziato per caso

Interrogate le baby prostitute dei Parioli: iniziato per caso

Prostitute per griffe e droga. Questo è quanto emerso dall'intorrogatorio alle babysquillo dei Parioli

Prostitute per potersi comprare cose griffate ma non solo. Tra gli obiettivi della giovane gang di adolescenti “parioline” c’era anche lo sniffare la coca. È quello che hanno raccontato ai magistrati durante l’interrogatorio le due ragazzine, di 14 e 15 anni, coinvolte nel giro di prostituzione minorile. Le due amiche hanno riconosciuto sfruttatori e clienti tra le foto mostrate in procura. E tra gli uomini identificati c’era chi ha avuto rapporti sessuali nonostante sapesse che fossero minorenni.

Prostitute per griffe e droga. Questo è quanto emerso dall'intorrogatorio alle babysquillo dei Parioli

Prostitute per griffe e droga. Questo è quanto emerso dall’intorrogatorio alle babysquillo dei Parioli

Il giro delle prostitute dei Parioli – Tutto è iniziato attraverso degli annunci sulla rete. Poi è arrivato Mirko Ieni, colui che gestiva quello che poi diventò un vero e proprio giro di prostituzione. Lui organizzava gli appuntamenti e le accompagnava. Durante l’interrogatorio la più piccola delle due. Ha confermato come tutto sia iniziato quasi per caso, e che sia partito da una bacheca di annunci e incontri per trovare dei lavoretti ed essere indipendenti.
Prostitute per gioco – Le due ragazzine le prime volte lavoravano insieme perché la più piccola aveva paura. Prendevano 200 euro per i soli preliminari o 300 per un rapporto completo. Poi è stata la 14enne, sempre raccontando ai magistrati, come piano piano avesse iniziato a lavorare da sola finché Mirko, che inizialmente era un loro cliente, non è diventato il protettore. Con lui la giovane incomincia a lavorare ogni giorno e ad avere due incontri in 24 ore. Lui sprendeva la metà di quanto guadagnavano.
Capi firmati e droga come compenso – Le due ragazzine hanno confessato che desideravano poter essere indipendenti. La più piccola con i soldi che guadagnava aiutava la mamma in casa la quale, pur rimproverandola, prendeva il denaro. “Pensava che spacciavo, mi rimproverava ma alla fine li prendeva perché ne avevamo bisogno”, afferma.
La 15enne, invece, ammette di aver offerto droga all’amica, “perché voleva farlo da tempo”. A volte i clienti o gli intermediari pagavano le prestazioni anche solamente con la coca.

COMMENTI

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    […] caso delle baby squillo – Non è purtroppo l’unico caso di baby prostitute. Di recente cronaca è l’episodio delle ragazze spregiudicate del quartiere Parioli di Roma […]

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    […] per imitazione – La giovane di Como voleva solo “fare colpo”, emulando le due baby squillo dei Parioli ma l’istituto di Como ha deciso di prender dei provvedimenti sospendendo la […]