Inquinamento, ambientalista ripulisce spiaggia e viene multata

Inquinamento, ambientalista ripulisce spiaggia e viene multata

Ilaria Montis, 35enne ambientalista sarda, dopo aver raccolto rifiuti su una spiaggia viene multata perché li gettava nei cassonetti di un altro paese.

Ambiente e inquinamento – L’inquinamento terrestre è una problematica sempre più concreta, collegata allo sfruttamento del territorio e delle risorse. La nostra penisola, oltre alla questione dei rifiuti in città e alle difficoltà di smaltimento, presenta gravi problemi di inquinamento delle spiagge. Secondo un’analisi di Legambiente, il problema si sta aggravando e la quantità di sporcizia sulle nostre coste è in crescita. Sono tanti però gli ambientalisti in Italia, in alcuni casi supportati da vere e proprie associazioni (qui un elenco con le principali), che nel loro piccolo danno il loro contributo per limitare i danni al nostro pianeta.

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La vicenda di un’ambientalista – La storia di Ilaria Montis ha dell’incredibile. La donna, 35enne sarda, è un’archeologa e ricercatrice presso l’Università di Cagliari, attenta da sempre ai problemi ambientali. Qualche giorno fa, dopo aver ripulito la spiaggia di Piscinas (provincia di Carbonia-Iglesias), non essendoci sul posto dei cassonetti per i rifiuti, ha caricato tutto in macchina. Trovandosi il giorno seguente a Cagliari, la Montis ha iniziato a gettare i rifiuti, separandoli nei vari cassonetti della differenziata, ma è stata bloccata dalla polizia locale e multata. Perché? “Non residente a Cagliari, conferiva all’interno dei cassonetti stradali buste contenenti rifiuti”.

Il racconto – La donna ha spiegato nei giorni seguenti la vicenda : “Domenica sera con un amico ci siamo fermati a fare un tuffo a Piscinas, andando via abbiamo deciso di pulire un po’ la spiaggia, cosa che mi capita di fare spesso, e abbiamo riempito un’intera cassetta di rifiuti vari tra cui bottiglie e flaconi abbandonati da altri bagnanti sulla sabbia. Guardandoci attorno ci siamo resi conto che non c’erano contenitori o cestini, così abbiamo caricato la cassetta in macchina. Il giorno dopo la Polizia di Cagliari mi ha visto mentre gettavo tutto e mi ha fatto la multa perché utilizzavo i cassonetti del comune di Cagliari pur non essendo residente in città. E’ vero, ho la residenza nel comune di Baratili San Pietro in provincia di Oristano, ma non sapevo di non poter gettare i rifiuti a Cagliari, del resto sui cassonetti non c’è alcun divieto. Sono rimasta sconcertata, ho spiegato che era spazzatura di altri raccolta in spiaggia a Piscinas e che stavo anche differenziando la plastica ma sono stati inflessibili: ho rifiutato di firmare il verbale, uno dei vigili si è alterato e mi ha insultato minacciando di portarmi in caserma e denunciarmi. Ho ritirato la multa, 167 euro da pagare entro 60 giorni”.

Spazio alle riflessioni – Ilaria Montis ha deciso di non fare ricorso e racconta la sua storia per far riflettere: “Non racconto questa brutta storia per narcisismo ma per far riflettere sulla questione dei rifiuti in Sardegna: la mancanza di cassonetti stradali è un grave problema in tutta l’isola perché in tanti, Sardi e turisti, spesso lasciano i rifiuti dove capita non sapendo dove buttarli, e lo vediamo da spiagge, strade e cunette sporche e piene di spazzatura. Episodi come questo fanno pensare che forse è il caso di andare oltre le divise, oltre la burocrazia, oltre le regole e oltre le ideologie per usare il nostro buon senso quando le circostanze lo richiedono. Per tornare alle cose semplici e sensate in un momento in cui tante belle iniziative che nascono dal cuore, senso etico e senso civico delle persone vengono soffocate dall’eccessiva burocrazia che le rende inattuabili”.

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