Il trip di Don Chisciotte in scena al teatro Quirino di Roma

Il trip di Don Chisciotte in scena al teatro Quirino di Roma

Al teatro Quirino di Roma uno spettacolo di Dario D'Ambrosi interpretato dagli attori diversamente abili del corso di "Teatro Integrato dell’Emozione”

Attraverso un percorso didattico focalizzato sull’analisi e lo studio dell’opera di Miguel De Cervantes, “Don Chisciotte della Mancia”, l’Associazione del Teatro Patologico ha realizzato con l’Università di “Tor Vergata” di Roma, una produzione teatrale incentrata sul personaggio del cavaliere errante che è rappresentata al teatro Quirino di Roma il 23, 24, 25 settembre.

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Al teatro Quirino di Roma uno spettacolo di Dario D’Ambrosi interpretato dagli attori diversamente abili del corso universitario di “Teatro Integrato dell’Emozione”

Con “Il trip di Don Chisciotte” si conclude così il primo corso universitario al mondo di “Teatro Integrato dell’Emozione”, diretto da Dario D’Ambrosi, il fondatore e direttore del Teatro Patologico, rivolto a persone con disabilità fisica e psichica in collaborazione con questa Università, e la realizzazione dello spettacolo è interamente frutto del lavoro intrapreso dai ragazzi del corso.

Si tratta di una messinscena liberatoria e, come suggerisce il titolo, di un viaggio metaforico rivolto a persone con disabilità fisica e psichica.

Il don Chisciotte, il sognatore matto, è il simbolo di una umanità che trova, nel suo essere fuori dall’ordinario, dal normale, dal prestabilito, un motore di rivalsa, o un canale per definire la dignità di chi lotta contro i mulini a vento, reali o metaforici imposti e non accettati dalla società. Il disabile mentale, come Don Chisciotte, usa il sogno, la follia, come “strumento per rifiutare la volgarità e la bassezza del reale. D’Ambrosi pone come elemento centrale della rappresentazione il rapporto tra corpo e linguaggio, un corpo che si fa lingua e comunicazione attraverso  l’altro l’importantissimo  ausilio della musica. Lo studente con disabilità crea in questo modo un’idea di figura eroicizzata, riprendendola dalle proprie capacità originali, dal proprio essere speciale di cui ognuno è dotato, ritrovando per sé dignità e giusta collocazione all’interno dello spazio sociale ed umano in cui vive.

I ragazzi disabili che frequentano l’Associazione del Teatro Patologico partecipano allo spettacolo, insieme ad attori professionisti.

D’Ambrosi fa emergere la creatività degli studenti in piena libertà, senza influenzare didatticamente la loro sensibilità, lasciando che ciascuno trovi uno spazio nel campo teatrale. I docenti, gli operatori sociali, i familiari debbono attivamente interagire con gli allievi, secondo il suo progetto. Il lavoro del Teatro Patologico è stato presentato a Parigi, Barcellona, Amsterdam, Praga, Madrid, Monaco, Londra e negli Stati Uniti. Sono in programma per il 2017 due tournée, rispettivamente a Tokyo e Los Angeles.

Sabina Caligiani

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