Il Prezzo con Umberto Orsini e Massimo Popolizio

Il Prezzo con Umberto Orsini e Massimo Popolizio

La vendita dei beni di famiglia sarà occasione di scontro e di verifica fra Victor e Walter, due fratelli divisi da antichi rancori. L'arrivo di Salomon, un antiquario a riposo, valuterà ogni cosa, e ad un prezzo troppo basso la vita può ricominciare per entrambi i fratelli.

Arthur Miller è uno dei più rilevanti drammaturghi americani del novecento, (1915-2005) importante spartiacque per la drammaturgia contemporanea sia per linguaggio che per tematiche di forte impatto sociale e politico. È stato anche un attivista per quello che riguarda la sua appartenenza alla comunità ebrea, essendolo di fede e di discendenza, ed è stato iscritto al partito comunista. Noto per essere l’autore di Morte di un commesso viaggiatore, cavallo di battaglia per molti mattatori, ma anche per aver avuto una relazione con Marylin Monroe, incluso un matrimonio durato cinque anni. A lei dedicò anche un dramma, Dopo la caduta, in cui l’autore americano provava ad analizzare secondo la sua poetica l’incontro con la grande star unitamente alle persecuzioni maccartiste. E comunque una personalità, quella di Arthur Miller, di spicco assoluto con grandi contraddizioni alla base che andavano dall’impegno ad una leggerezza, quasi superficiale di affrontare la vita privata, come quella di abbandonare per poi recuperare solo in maturità, con grandi sensi di colpa, un figlio affetto dalla sindrome di down.

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E probabilmente è proprio da queste vicende personali, legate a dinamiche familiari, che il drammaturgo attinge materiale vivo per Il prezzo, scritta nel 1968 inedita per l’Italia, e che viene ripresa all’interno del capitolo Sconquassi Americani (nel centenario della nascita) al Teatro Argentina di Roma per merito di Umberto Orsini e Massimo Popolizio rispettivamente interprete/produttore e regista/protagonista. Un binomio recuperato solo troppo tardi vista la totale simbiosi artistica ed umana fra i due artisti. Popolizio mette in scena uno spettacolo di altissimo livello interpretativo e registico. In una sorta di seminterrato/caveau ma che in realtà vorrebbe essere un settimo piano, un deposito in cui sono accatastati meticolosamente tutti i ricordi di famiglia, a metà fra gli accumuli di Fabio Mauri e gli impacchettamenti di Christo, la scena di Maurizio Balò è una simbolica discesa agli inferi. Un’arena laddove i sentimenti veri saltano fuori solo dopo essersi scannati. Ed è quello che accade fra i fratelli Victor e Walter in occasione della vendita dei mobili di famiglia e rimettere a posto il loro conto in sospeso con un padre troppo egoista e prepotente. Entrambi percorsi e storie diverse ma con ricordi indelebilmente impressi nella pelle. È proprio vero che con i mobili usati non si può essere sentimentali. Vecchi rancori sgorgano al presente come acqua per troppo tempo rimasta a stagnare a rinnovare ataviche incomprensioni.

L’arrivo di un ex-fantasista robivecchi, leggero e impalpabile, dovrà fare una stima di tutta quella paccottiglia inasprirà ancor di più i rapporti fra i due fratelli antagonisti. Ognuno ha le sue ragioni. Purtroppo. Il prezzo da pagare troppo basso per un accordo che mai ci sarà. Il quartetto di interpreti costituito da Massimo Popolizio, Alvia Reale, Elia Schilton e Umbero Orsini è il vero pregio di questo spettacolo, asciutto, essenziale e vibrante. Traiettorie diverse per interpretazioni a intarsio, davvero eccellenti, per ognuno di loro. E ai due estremi Popolizio, goffo, buffo, impacciato quasi comico ma anche impulsivo, irruento e testardo. Tratteggia un Victor strepitoso. Dall’altro capo l’ottantenne Orsini, lieve, impalpabile quasi un folletto sulla scena semivuota, acrobata della parola con un gusto per la ricerca del cesellato, del ricercato, del nulla lasciato al caso, ogni sospiro di quest’uomo ha un peso, una consistenza, e conclude la sua performance al ritmo di passi di danza che è un canto libero al gioco e al teatro…

IL PREZZO di Arthur Miller

traduzione di Masolino D’Amico

con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Alvia Reale, Elia Schilton

regia Massimo Popolizio

scene Maurizio Balò

costumi Gianluca Sbicca

luci Pasquale Mari

Produzione Compagnia Umberto Orsini

Teatro Argentina di Roma, fino al 8 novembre

debutto nazionale

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