Green Drop Award: ecco il film vincitore del premio “green”

Green Drop Award: ecco il film vincitore del premio “green”

Il film più green è il suo

Il vincitore –  Green Drop Award è il premio che in parallelo al Festival del Cinema di Venezia, premia il film che si è rivelato più green, più attento ai problemi ambientali e più comunicativo per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. Non viene premiato solo per il tema trattato ma anche per come viene trattato, per le soluzioni proposte, per i metodi fisici di produzione del film. Deve, insomma secondo Green Drop Award, essere un “film verde” a trecentosessanta gradi (qui i parametri completi, tenuti in conto dal Green Drop Award per l’assegnazione del premio). Il film vincitore dell’ambito premio di quest’anno è “The postman’s white nights” di Andrej Končalovskij.

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Premiazione – Il premio vinto da Končalovskij è una splendida goccia di vetro soffiato contenente un campione di terreno proveniente dall’Antartide. E’ un premio estremamente simbolico che interpreta visivamente il senso del Green Drop Award. La giuria del premio, presieduta da Silvia Scola insieme a Blasco e Chiara Tonelli lo ha scelto in quanto “opera di profonda riflessione sui rapporti fra uomo e uomo e fra uomo e natura, il cui frutto è nelle nostre mani se solo vorremo assumercene la responsabilità”. Il premio verrà consegnato a bordo della “nave solare” simbolo di questa edizione del Green Drop Award.

Il film – Afferma Andrej Končalovskij: “Negli ultimi anni mi sento travolto dal dubbio di aver realmente compreso l’essenza del cinema”. Sicuramente il suo dubbio sarà stato fugato da questa straordinaria vittoria. Certamente è stato in grado di comprendere sia l’essenza del cinema sia quella dei problemi legati al rapporto tra uomo e natura. Il film narra la storia di una comunità in un villaggio russo sul lago Kenozero. I contatti con il mondo sono garantiti, per i pochi abitanti del villaggio, da una barca che permette di attraversare il lago. Nel villaggio si produce tutto in modo autonomo e senza sprechi nonostante nelle vicinanze sia presente una base spaziale all’avanguardia.

Andrej Končalovskij – “Negli ultimi anni ho cominciato a pensare che il cinema moderno stia cercando di liberare lo spettatore da qualsiasi forma di contemplazione. Questo film è il mio tentativo di scoprire le possibilità alternative che si nascondono nell’immagine in movimento accompagnata dal suono. Il tentativo di vedere con gli occhi di un neonato il mondo che ci circonda. Il tentativo della ‘lettura lenta’ della vita. La contemplazione è lo stato d’animo dell’uomo che si sente tutt’uno con l’universo. Forse questo film – conclude il regista – è il tentativo di affinare il mio udito per ascoltare il quieto sussurro dell’universo“.

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