Fatima Kurdi, la zia del piccolo Aylan parla all’Europa

Fatima Kurdi, la zia del piccolo Aylan parla all’Europa

La zia del piccolo Aylan, Fatima Kurdi, lancia il suo appello all'Europa da Bruxelles.

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Fatima Kurdi a Bruxelles – L’immagine di Aylan, il bambino di tre anni annegato, il cui corpo è stato trovato sulla spiaggia di Bodrum, ha fatto il giro del web. E’ il simbolo dell’orrore della guerra e della speranza spezzata dei rifugiati. Sono numerosi i rifugiati che, tentando di sfuggire agli orrori della guerra, sono andati incontro alla morte. La zia del piccolo Aylan, Fatima Kurdi, ha incontrato i leader degli Stai europei a Bruxelles (leggi qui l’appello di Angela Merkel alle donne rifugiate). La donna ha lanciato una richiesta d’aiuto all’Europa intera, in particolare a quei Paesi che stanno ostacolando l’arrivo dei siriani. “Aprite le case perché sono esseri umani come me, voi e chiunque altro e spero che ognuno capisca che può succedere ad ognuno di noi” ha dichiarato.

fatima kurdi

Il discorso all’Europa – “Sono qui per onorare la famiglia di mio fratello, i miei due nipoti e la loro madre. Il mio messaggio per il mondo è che è troppo tardi per la mia famiglia, per la famiglia di mio fratello. E’ troppo tardi per salvarli, ma ci sono altri milioni di ragazzi e famiglie che sono in disperato, disperato bisogno di aiuto, hanno bisogno di speranza. Il mio messaggio e il messaggio d mio fratello al modo è: per favore, salvate quei rifugiati, fate qualcosa. La gente dovrebbe aprire il cuore come farebbe per le proprie famiglie. Quei rifugiati non lasciano i loro Paesi perché vogliono farlo, ma perché sono costretti a lasciarli. Vivevano in pace le loro vite e, quando è stato il momento, per la loro sicurezza e quella dei loro figli, sono dovuti partire. Spero che oggi i politici europei e di tutto il mondo trovino una soluzione per affrontare tutto questo, per fermare la guerra, così nessuna persona dovrà più lasciare il suo Paese a causa di ciò”.

L’intervento dei Paesi europei – “Sono sicuta che 120mila persone sia un numero molto piccolo, tutti lo possono fare, ma devono condividere il piano. Un Paese non puà farcela, due neppure, ma tutto il mondo assolutamente si e può fare anche molto più di questo”. E riguardo l’Ungheria, che sta rafforzando i confini, la donna ha dichiarato: “E’ assolutamente terribile. Non si può chiudere la porta a questa gente disperata che scappa dalla guerra, dal pericolo, dalla morte e voi mettere le barriere? Le persone dovrebbero costruire tavole più lunghe non barriere più alte”.