Donne nell’esercito: stupri e silenzi

Donne nell’esercito: stupri e silenzi

Gli stupri in uniforme – Morire in guerra colpite dal fuoco nemico, mentre si sta difendendo la propria patria, per le donne nell'esercito, è meno pro

Gli stupri in uniforme – Morire in guerra colpite dal fuoco nemico, mentre si sta difendendo la propria patria, per le donne nell’esercito, è meno probabile che essere stuprate da un commilitone. Impossibile? Tutt’altro. Secondo un sondaggio anonimo realizzato nel 2012 dal Dipartimento della difesa statunitense, tra le uniformi ci sono stati 26mila casi di rapporti sessuali indesiderati. E, se le donne nell’esercito rappresentano il 15% delle unità attive, costituiscono anche il 47% delle vittime delle molestie sessuali. Già nel 2008 il problema era stato reso noto dall’allora membro del Congresso americano Jane Harman. Eppure, ancora oggi, continuano indisturbati gli stupri ai danni degli uomini e delle donne nell’esercito.

donne-nell'-esercitoLe mancate denunce – Si stima che quando un soldato si arruola nell’esercito, le possibilità che sia vittima di violenze sessuali aumentino 10 volte di più. Tanto gli uomini quanto le donne nell’esercito, raramente decidono di denunciare le violenze subite, circa 3 abusi su 4 non vengono riportati alle autorità, permettendo così a questa piaga sociale di proliferare indisturbata. Ma quali sono i motivi di queste mancate denunce? Innanzitutto il fatto che, solitamente, gli uomini e le donne nell’esercito vengono stuprati dai loro stessi superiori. Una delle donne nell’esercito vittima di abusi, ha raccontato di essere stata picchiata e stuprata dal suo superiore. Quando ha deciso di denunciare il suo carnefice al sergente della divisione, le è stato intimato di stare zitta e di non raccontarlo a nessuno. E non si tratta di un caso isolato.

Qualcosa sta cambiando – Se l’atteggiamento generale di fronte ad uno stupro in uniforme era, nella maggior parte dei casi, il silenzio e la sopportazione, ultimamente le cose stanno cambiando, sempre più uomini e donne nell’esercito decidono di parlare, focalizzando sempre di più l’attenzione dell’America verso questo problema. Trina McDonald ha lanciato una petizione in cui chiede al Congresso di cambiare le procedure legali di indagine. McDonald propone che sia un gruppo civile e non uno militare ad investigare. L’appello è stato accolto dalla senatrice Kisten Gillibrand e, nei prossimi mesi, il Senato americano sarà chiamato a pronunciarsi in materia.

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