DONNE IN MUSICA: Björk

DONNE IN MUSICA: Björk

Björk: artista islandese dalle sonorità complesse

E’ in uscita il 25 novembre l’ultimo album di Björk, “Biophilia live” (redatto da Carosello Records). Björk un’artista davvero particolare. Björk Guðmundsdóttir, nasce nel 1965, Islandese di origine dimostra il proprio talento su più fronti: cantante, compositrice, attrice, polistrumentista e produttrice discografica. Diventata famosa proprio per le sue particolarità, ha una espressività vocale unica e uno stile musicale senz’altro eclettico, che si intuisce essere influenzato da generi come il jazz, musica elettronica, folk, alternative rock e musica sperimentale.

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ha vinto molti premi importanti ma nel 2010, le è stato assegnato, assieme al compositore Ennio Morricone, il Polar Music Prizer (considerato come il “premio nobel della musica”) dall’Accademia Reale di Musica Svedese: 

« Il Polar Music Prize 2010 è stato assegnato all’artista islandese Björk. Con la sua musica e i suoi testi profondamente personali, i suoi precisi arrangiamenti e la sua voce unica Björk, nonostante la sua giovane età, ha già lasciato un segno indelebile nella musica pop e nella cultura moderna in generale. Nessun altro artista si muove così liberamente tra avanguardia e pop. Con i suoi album ed i suoi video ha portato la musica d’avanguardia alle vette delle classifiche. Inoltre ha sempre abbracciato i progressi tecnologici, combinando computer e suoni antichi. Björk ha introdotto nella musica popolare un temperamento artico, mostrando come esso possa essere ricco di passione ed esplosivo. Björk è una forza indomabile della natura, un’artista che marcia seguendo il suo ritmo e quello di nessun altro. »

Björk possiede un’estensione vocale da soprano , la quale è stata descritta più volte come multiforme e caratterizzata da picchi improvvisi; ritroviamo in lei lo stat singing di stile jazz, e per i suoi vocalizzi organizzati in una forma del tutto singolare. Questa tecnica consiste in estensioni utilizzate durante il fraseggio, con l’aggiunta di parole o sillabe senza coerenza letterale con ciò che viene cantato. C’è da dire che la sua musica è molto impegnativa per l’ascoltatore.

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La canzone a cui sono più legata, forse per il forte legame con il jazz, è “It’s Oh So Quiet”, che è il terzo singolo dell’album Post. In realtà è una cover di una canzone di Betty Hutton. Una delle canzoni che credo racchiuda il suo essere eclettica è “Hyperballad”, dalle sonorità elettroniche e sperimentali.

Una volta in un’intervista le è stato chiesto quale fosse la sua “dieta” musicale:

“Ci sono periodi in cui il silenzio per un musicista è la cura migliore. Le moderne tecnologie non hanno giovato alla musica, al contrario, l’hanno banalizzata. Perché siamo costretti ad ascoltare: in ascensore, nelle hall degli alberghi, in taxi. Una volta, cento anni fa, i compositori erano già felici se le loro opere venivano eseguite due volte nell’arco di una vita. Capisco che sia bellissimo andare in campeggio e ascoltare una sinfonia di Mahler sul tuo iPod mentre le lepri corrono sul prato, ma non credo che la musica faccia parte dei bisogni primari dell’uomo. L’ascolto passivo offende la musica, la riduce a una scala mobile”. 

Aspettiamo con molta curiosità questo nuovo album di Björk.

Francesca Chiaramonte

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    […] titolo – A marzo, in contemporanea con l’uscita del disco e del vinile, Björk ha in programma alcuni show a New York per promuovere il nuovo progetto. Vulnicura cela un […]