Donna e Madre in ogni tempo

Donna e Madre in ogni tempo

Nel periodo pre-natalizio ci troviamo spesso di fronte ad immagini che ritraggono la Natività o in particolare Gesù tra le braccia della Madonna.

Sappiamo però che questo genere di rappresentazione iconografica non è esclusivo appannaggio dei cristiani ed ha radici profonde nella storia dell’uomo. Infatti tra le evidenze fondamentali ed indubitabili sulla natura umana, a prescindere dalle convinzioni personali, vi è il fatto che si nasce e ciò pone il tema della riflessione sull’origine (oltre al fatto che si vive e si muore e ciò pone il tema della fine della vita o di una vita oltre questa vita).

Nella storia umana le verità di portata universale sono state espresse mediante narrazioni, i miti, che in ogni epoca e civiltà sono stati raffigurati attraverso l’arte, e in tutte le culture i temi ricorrenti nelle espressioni artistiche sono sempre stati quelli connessi con la parte più profonda dell’essenza della vita umana. Il tema della figura femminile materna, il tema della vita e della fecondità, della custodia della vita nascente nella raffigurazione della coppia madre – figlio è sicuramente uno di questi.

Il mistero sull’origine della vita è unito in modo inscindibile alla donna, che della nascita e della cura della vita è la custode, e questo determina quel “potere divino” riconosciutole sin dalla notte dei tempi in molte culture e che è alla base di numerosi miti di religioni antiche che vedono associati una divinità madre ed il figlio. Studiando la storia dell’arte o delle religioni si troverà che questo tema è stato sempre esplorato con vari mezzi espressivi nelle diverse epoche e in ogni civiltà. Uno dei soggetti più rappresentati è sicuramente Maria, madre di Gesù. Sono nella memoria e negli occhi di tutti i capolavori di grandissimi artisti come Leonardo e Raffaello, come pure tante opere realizzate da artisti poco conosciuti. La sua raffigurazione, apparentemente comparabile alle altre presenti in diverse civiltà, è in realtà profondamente ed ontologicamente diversa. Ci troviamo infatti davanti ad una figura che non è divinità di civiltà del passato, né figura mitologica, né rappresentazione simbolica di un valore o personificazione di un concetto. Si tratta infatti di una persona realmente esistita e questo fa la vera differenza.

Gesù Cristo – a prescindere dalla fede nella sua natura divina che si può non condividere – è un personaggio storico geograficamente e cronologicamente definito che rende molto differente la natura della raffigurazione della Madre e del Figlio. Determina, infatti, al di là della somiglianza iconografica tra figure materne, la sostanziale distinzione tra personaggi di una narrazione mitica e persone storicamente esistite.  Va osservato che nonostante la collocazione storica certa, la Madonna è spesso stata rappresentata nel corso dei secoli come coeva perché considerata non solo personaggio storico, ma persona che in ogni epoca ha rivelato la sua vicinanza ed ha guidato alla sua conoscenza gradualmente. La Chiesa, lo sappiamo, è molto cauta nel valutare le apparizioni, riconoscendo come autentiche solo una minima parte di esse, ma queste sono state comunque sufficienti per poter costruire una mappa di segni concreti della presenza mariana nella storia dell’uomo.

Nella storia dell’arte abbiamo molte testimonianze di rappresentazioni concepite in una dimensione contemporanea all’artista e l’Amore più grande è stato spesso raffigurato in maniera non aulica o distante, ma semplice, familiare, popolare, intima. Ricordiamo a questo proposito, per fare solo un esempio, la “Madonna della seggiola” di Raffaello Sanzio. Dobbiamo poi considerare anche un’altra peculiarità fondamentale dovuta al fatto che mentre le altre raffigurazioni contemplano una Dea Madre che conferisce la propria divinità al figlio, nel caso di Maria di Nazareth succede esattamente il contrario. Infatti è il Figlio che è di natura divina, mentre la madre è creatura. Dante scrisse:

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,

umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio.

Tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che il suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

(Dante, Divina Commedia, Paradiso, Canto XXXIII)

L’essere creatura rende la figura di Maria più vicina a tutte le donne che non trovano in lei un paradigma teorico, una divinità ancestrale, ma una sorella, divenuta Madre dell’Amore. Maria partecipa del mistero dell’Incarnazione di Dio sulla terra, nella concretezza della carne, un avvenimento unico che in nessuna religione, in nessun altro luogo e tempo ha potuto verificarsi.

La potenza di Dio custodita in un grembo di donna ha cambiato per sempre la storia umana, non solo per i cristiani, ma anche per i non credenti. Gesù è nato per tutti, scegliendo di esserci fratello nell’umanità, e Maria di Nazareth si pone quindi, in ogni raffigurazione, come Madre di tutti, presenza reale ogni giorno della nostra vita, se solo lo vogliamo vedere.

Angela Palese

COMMENTI

WORDPRESS: 0