Classe di Ferro con Paolo Bonacelli e Giuseppe Pambieri

Classe di Ferro con Paolo Bonacelli e Giuseppe Pambieri

Classe di Ferro di Aldo Nicolaj in una nuova, inedita edizione con la regia accurata e minuziosa di Giovanni Anfuso con tre potenti interpreti: Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri e Valeria Ciangottini.

 

Classe di Ferro è un piccolo gioiello regalato al teatro da Aldo Nicolaj, scritto nel 1971 e messo in scena per la prima volta nel 1974, a Budapest (?). Aldo Nicolaj ingiustamente trascurato dalle scene italiane, mentre al contrario quelle d’oltralpe lo frequentano assiduamente, è un commediografo di necessaria importanza per tutta quella fase di nuova drammaturgia italiana che invece è sbocciata negli anni ottanta, è uno di quegli snodi necessari attraverso i quali passare per riconoscere dei temi divenuti, tra il sociale e l’impegno civile, poi di consuetudine. Ed anche quello che avviene nel testo in scena al Teatro Parioli di Roma fino al 22 gennaio, un’acuta analisi sulla terza età, attraverso il riso e lo scherno diviene occasione di un’analisi feroce e acuta sull’abbandono, che vive colui che, oramai un rottame non trova altra solidarietà e sostegno nella similitudine e nella condivisione con i propri simili. Libero Bocca e Luigi Lapaglia entrambi settantaseienni, stessa classe, classe definita all’epoca di ferro, entrambi ‘accasati’ con figli, si ritrovano su di una panchina, di un paese immaginario ma troppo vicino alle solitudini delle nostre megalopoli, a raccontarsi e constatare via via il proprio isolamento, con i propri tempi e le proprie sensibilità, consolidando un affetto ed un amicizia davvero sincera e disinteressata.

Fra loro si colloca garbatamente Ambra, una maestrina in pensione, nubile per scelta con forte propensione alla maternità e che riversa il suo amore inespresso su una colonia di gatti di cui si prende cura.  Avverrà che Luigi costretto da sua figlia, che non ama e dalla quale non è ri-amato, con la quale e la di lei famiglia convive, a essere rinchiuso in un ospizio perché oramai è un ingombro ed un peso. Troverà in Libero un sodale compagno di sventura col quale in quindici giorni organizzare una fuga in un paesino tanto immaginario quanto rappresentazione di un ultima spiaggia dalla quale poter godere degli ultimi giorni di pace. Entusiasmo e gioia farà ritrovare ai due amici energia e forza, ma qualcosa di inevitabile giungerà a infrangere quel sogno di libertà tanto sofferto e desiderato.

Giovanni Anfuso, regista dello spettacolo, è artefice di una riuscitissima ripresa del dramma, confeziona un cast d’eccezione: Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri e Valeria Ciangottini ed accentua la parte poetica del testo isolando i personaggi in una sorta di ambiente iperrealistico da favola, da sogno incantato, da giardino di pietra, che allude ad un parco giochi fossilizzato; creando una sorta di bipolarismo fra le due età dell’uomo, quella infantile e quella senile. Gli attori si aggirano ossessivamente e infantilmente fra scivoli e altalene, utilizzandoli e praticandoli come fossero azioni consuete. La panchina è solo la rappresentazione di una stratificata simbologia metropolitana. Uno spazio atemporale – scena di Alessandro Chiti che ricorda le macchine sceniche di Mario Ceroli – che si svolge in un arco limitato – sospeso  – nel tempo. Regia accurata e meticolosa, affezionata ai cromatismi visivi, lo era anche un Tartufo Molieriano visto nello stesso Teatro, anche stavolta tinge di specifici evocativi colori i tre personaggi protagonisti: di amaranto per Libero, di ocra per Luigi e di azzurro Ambra. I tre interpreti fanno a gara, nelle loro individualità ben risolte, in bravura e maestria, giocano divertendosi e divertendo il pubblico con quella amarezza di fondo che arriva inevitabile, sono solo alcune sfumature di questa piccola grande storia, che appare un canto del cigno di persone normali ancora in cerca di felicità.

 

Classe di Ferro di Aldo Nicolaj

con Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri, Valeria Ciangottini

musiche Massimiliano Pace

scene Alessandro Chiti

regia Giovanni Anfuso

produzione Laros di Gino Caudai

Teatro Parioli, Roma fino al 22 Gennaio

 

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