Basta violenza sulle donne: in esclusiva il racconto di donne che ce l’hanno fatta

Basta violenza sulle donne: in esclusiva il racconto di donne che ce l’hanno fatta

Ecco le testimonianze, in esclusiva per Female World, di due donne coraggiose che hanno detto basta alla violenza

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne – Oggi, 25 novembre, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data scelta nel 1999 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno, che in Italia colpisce oltre un milione di donne ogni anno. I dati inoltre registrano 14 milioni di atti di violenza sulle donne compiuti in un anno, atti che vanno dallo stupro allo schiaffo, compiuti da mariti, fidanzati, compagni, nella maggior parte delle volte. L’enormità dei dati della violenza sulle donne getta una luce agghiacciante sul fenomeno, che diventa ancora più preoccupante se si pensa che queste statistiche sono incomplete: solo il 7,2% delle donne che subiscono umiliazioni e soprusi fra le mura domestiche denuncia l’accaduto. Per quali motivi? Innanzitutto, da un indagine realizzata da InterVita, emerge che il 61% delle donne ritiene che quello che avviene all’interno di una relazione non debba riguardare nessun altro. In secondo luogo, il sentimento di paura per una reazione del partner, la dipendenza psicologia ed economica nei suoi confronti, il desiderio di tenere unita la famiglia, contrastano con la capacità della donna di reagire alle violenza che subisce. Infine, molte donne non vengono credute quando raccontano ciò che subiscono fra le mura domestiche. Questo perché comunemente si pensa che basti giudicare da fuori se una coppia è felice. In realtà, dietro molte apparenti coppie felici, si cela una scomoda e inaccettabile verità.

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Ecco la storia di L. – La violenza sulle donne si può sconfiggere. Lo dimostrano molte testimonianze che abbiamo raccolto. Ve ne raccontiamo due. La prima è la storia di L., donna e madre lombarda quarantenne, che dopo una relazione finita male, decide di fidarsi di un altro uomo e ricominciare ad amare. Il nuovo compagno (chiamiamolo X) è una brava persona, stimata, seria. Tuttavia dopo poco tempo L. inizia a notare una certa aggressività nel suo atteggiamento, un’aggressività che emerge in ogni discussione in cui L. si trovi ad avere un punto di vista differente da quello di X, che reagisce in maniera eccessiva, offendendo pesantemente la propria compagna. L. all’inizio non reagisce, si sente ferita ma per amor della tranquillità dei propri figli, fa finta di nulla. X, dopo ogni litigio, non rivolge la parola a L. per diversi giorni, cercando comunque un approccio fisico con L., che invece non lo desidera dopo l’atteggiamento di X. L’uomo allora accusa la compagna di tradirlo, arrabbiandosi nuovamente in maniera eccessiva. La loro relazione continua, ma un giorno, durante un litigio, X colpisce con uno schiaffo L., rompendole il timpano. X si pente, promette di non farlo più se L. inizia a fare la “brava”. L’uomo tuttavia non muta il suo atteggiamento, le umiliazioni verso L. continuano, alternate a scuse e promesse d’amore. L. si trova successivamente in un periodo difficile, è triste e giù di morale a causa dei problemi di salute dei propri genitori, e X, invece di starle vicino, la schernisce: “Cosa piangi a fare, cretina!Non hai le palle, cogliona!”. La storia di L. ha però un lieto fine: la donna, pian piano, grazie all’aiuto dei suoi figli e delle persone vicine, apre gli occhi sull’uomo che le sta accanto, ritrova la sua grinta e decide di riprendersi se stessa, la serenità, la stima e il rispetto che merita e che per troppo tempo non ha avuto, e lascia X, che, disperato, continua a chiederle perdono. L., nonostante abbia un po’ di paura di X, non torna più sui suoi passi.

La storia di R. – Questa è la storia di R., una giovane piemontese che decide di lasciare il suo ragazzo perché si è innamorata di un altro uomo, più grande di lei. Fra lei e l’uomo, chiamiamolo K, nasce un’intensa passione, e i due decidono di iniziare una storia seria. Ma K si dimostra molto presto ipercritico nei confronti di R., prima sulla sua casa, poi sulle sue capacità, infine sul suo aspetto fisico. K cerca di far sentire R. inferiore a lui, e spesso le dice: “Tu non vali niente, ma io ti salverò, tu grazie a me diventerai una persona valida”. R., che ha molti amici che la stimano, inizia tuttavia a convincersi della cosa. K continua per parecchio tempo la violenza psicologica verso R., ma alla violenza psicologica si aggiunge quella fisica. Spesso i motivi sono futili, causati da discussioni in cui R. ha pareri discordanti da quelle di K. Per anni R. subisce soprusi da K, arrivando persino ad essere picchiata con un bastone dall’uomo. Il rapporto tra R. e K ha continui arresti, seguiti da richieste disperate di perdono da parte di K, che si dichiara ancora innamorato. R. però, inizia a rendersi conto della situazione in cui si trova da molto, troppo tempo, e inizia a provare una grande grinta, una forte voglia di riprendersi la propria felicità e la propria autostima. K non si dà per vinto, non vuole essere lasciato, segue R., minaccia la sua famiglia, diffonde la voce che R. è bipolare e si autolesiona da sola. Ma R. ormai è forte e determinata, e decide di ricominciare una nuova vita con un altro uomo, che le regala una splendida bambina.

 

 

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    […] spesso non accetta l’intelligenza femminile, è necessario levare un coro all’unisono che possa porre fine alla violenza contro le donne. Lungi da banali argomentazioni, è un dato reale che la violenza sulle donne, in particolare […]