Anacardi: da dove provengono e come usarli in cucina

Anacardi: da dove provengono e come usarli in cucina

Anacardi: da dove provengono e come usarli in cucina

Gli anacardi sono il frutto dell’albero dell’anacardio, che è una pianta tropicale originaria dell’Amazzonia. Fu introdotto in India dai portoghesi, ed oggi viene prodotto anche in Africa e nella stessa India.

La pianta produce due frutti: uno fresco, che è la mela d’anacardio, ed uno secco, che è quello che noi conosciamo.

La mela d’anacardio, o falso frutto, viene consumata solamente nei paesi dove viene coltivato l’albero, ed è acidula e rinfrescante. In Brasile ne producono un succo che viene consumato dopo una breve fermentazione.

Come vengono prodotti gli anacardi

La trasformazione di anacardi di qualità è tutto tranne che semplice, e questo spiega anche il loro prezzo sul mercato.

Il seme ha, al suo interno, un olio irritante che va estratto con l’utilizzo del calore prima di essere estratto, ovviamente con la massima attenzione per evitare la contaminazione. Solo il 10% della produzione riesce a procedere verso le fasi di trasformazione e confezionamento.

Gli anacardi, ancora nel guscio, vengono tostati e sgusciati. Questa operazione è fatta a mano nella maggior parte dei casi. Il frutto viene poi scottato per eliminare la pellicola scura che lo ricopre. Fatto questo, vanno immediatamente conservati sottovuoto poiché irrancidiscono molto velocemente.

Come usare gli anacardi in cucina

Gli anacardi possono essere consumati crudi, come spuntino, oppure possono essere utilizzati per la preparazione di alcuni piatti.

Per farne uno snack in genere vengono tostati e poi salati, ma al naturale sono più sani. Volendo, si possono anche tostare in casa in padella.

Spesso li troviamo all’interno di piatti orientali, soprattutto quelli a base di gamberetti o di carne bianca. Dal suo seme si ricava un olio, simile a quello di mandorle, che si adatta bene al consumo alimentare.

Gli anacardi possono essere una buona alternativa nella preparazione del pesto. Basterà sostituirli ai classici pinoli, usando la stessa proporzione, ne uscirà fuori un pesto ancora più cremoso. Se ridotti a granella possono anche essere aggiunti alle verdure gratinate o saltate. Tra l’altro, il loro sapore sposa bene verdure come spinaci, zucca, fagiolini, finocchi e ricche insalate.

Venendo ai dolci, gli anacardi possono essere usati per preparare un burro vegan. Basterà tritare gli anacardi al naturale con un mixer, aggiungere un pizzico si sale e un po’ di olio EVO fin quando non si raggiunge la consistenza desiderata et voilà, il burro è pronto per essere spalmato insieme ad una buona marmellata sul pane, o per mantecare un risotto.

Se volete renderlo dolce, basterà aggiungere dello sciroppo d’agave o un dolcificante a piacere. Se, invece, volete renderlo più salato, vi basterà aggiungere della salsa di soia, aglio, pepe, zenzero, curcuma, chiodi di garofano. Tutto dipende dai vostri gusti personali e da cosa avete intenzione di cucinare. La cosa importante è scegliere degli anacardi di qualità e ricordarsi che, una volta aperta la confezione, andranno consumati quanto più velocemente possibile per evitare che si irrancidiscano, rovinando così la vostra ricetta.

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