A come Alice Guy, la prima donna regista della storia

A come Alice Guy, la prima donna regista della storia

Alice Guy è stata la prima regista donna della storia. Autrice di numerose opere di incredibile valore, resta ad oggi semisconosciuta.

Autrice di opere cinematografiche di incredibile valore, Alice Guy è stata la prima donna regista della storia. Ripercorriamo insieme la sua vita e la sua opera.

Chi è Alice Guy?

Quando ho iniziato le mie ricerche per questo articolo, l’argomento doveva essere più generale, poi sono inciampata in lei e, non so se per il fascino dei suoi gesti e delle sue idee o se perché dimenticata per molto tempo, ho deciso di andare più a fondo. Anche perché indagando e parlando con la gente, dicendo: “Voglio scrivere su Alice Guy“, le risposte sono sempre state le stesse: ”Chi?”, “Mai sentita”, “Non conosco”. Alice Guy-Blaché: la prima donna regista, un mestiere che ancora oggi si rivela particolarmente difficile per le donne. Basti pensare all’unico Oscar alla regiaKathryn Bigelow.

Era una cineasta di una rara sensibilità con un notevole occhio cinematografico. Diresse, scrisse e produsse più di mille film di ogni genere, è stata praticamente dimenticata da quell’industria che lei stessa contribuì a creare. (Martin Scorsese)

La genesi del cinema

Alice Guy, nel 1895, era una giovane segretaria quando ricevette dai fratelli Lumiere un invito. Era per lei e il suo superiore, l’ingegnere Gaumont, capo della prima Casa Cinematografica, che all’epoca si occupava solo di materiale fotografico. L’invito era per una visione riservata di quello che, ad oggi, è considerato il punto di partenza del cinema: ‘La Sortie de l’usine Lumière’, che come da titolo rappresentava l’uscita degli operai dalla fabbrica. Si è ancora incerti se definirlo o meno un documentario, le varie tesi sostengono che fosse in realtà tutto preparato e che ci siano state più riprese.

Alice, intuizione e follia…

Proprio in seguito a questa visione, Alice chiese al suo capo di poter fare qualcosa di più; dalla parte delle donne c’è sempre la fantasia, l’inventiva, quel pizzico di intuizione e una bella dose di follia. Gaumont, con non molto interesse, la lasciò fare. Alice, con la collaborazione dei suoi amici, mise al mondo ‘La Fée aux Choux’. Era il 1896, venti metri di pellicola, della durata di 1 minuto e 30, videro la luce.

Innovativa e lungimirante

Ma successivamente la Guy andò ben oltre e spaziò tra diversi generi: dal mistery al western e al poliziesco; fu tra i primi a sincronizzare il suono con le immagini, anticipando anche il lavoro di Méliès e Zecca. Fu la prima a far lavorare afroamericani nei suoi film e a dare direttive riguardo la naturalezza nella recitazione. Per un progetto di un certo valore dovette però aspettare il 1905 con un adattamento de ‘La Esmeralda’ di Victor Hugo, ma uno dei suoi primi lavori più ambiziosi fu ‘La Vie du Christ’, un film che uscì in Francia nel febbraio del 1906, in cui vennero impiegate 300 comparse, per una durata di circa 33 minuti. Eseguito in modo magistrale e dotato di un’intensità, una profondità e una poesia uniche.

Alice era innovativa, provocatoria, lungimirante. Nel 1906 produssee un film -‘Les Résultats du féminisme’- ambientato nel 2000, dove uomini e donne hanno ruoli invertiti, gli uomini si occupano di casa e figli e le donne leggono il giornale bevendo il caffè. Alice Guy curava la sceneggiatura, era regista e produceva i suoi film. A questo punto della sua vita la donna si sposa, prendendo il nome di Blaché. Con il marito si trasferì a New York, per dirigere la sede newyorkese della Gaumont.


Alice Guy e la sua Casa Cinematografica

Fu a New York che fondò la Solax, la sua casa cinematografica, il 7 settembre 1910, di cui divenne presidente. Nel 1912 realizzò una sua nuova creatura: ‘In the year 2000’, dove immaginava un futuro in cui sono le donne a comandare. Nel 1913 la Solax interruppe la produzione, Alice proseguì come indipendente per qualche tempo ma con la nascita di grandi case di produzione, il tutto divenne sempre più complesso. La Guy continuò a produrre film fino al 1920, per poi ritirarsi. Nel frattempo separatasi anche dal marito, tornò in Francia: è il 1922 quando prova a riprendere in mano il suo lavoro, ma senza successo.

Alice Guy, artista dimenticata

All’inizio degli anni 40 Alice scrive la sua biografia. Non riesce a farla pubblicare fino agli anni settanta. Fu il gruppo parigino femminista Musidora a editarla nel 1976. Alice muore il 24 marzo 1968 nel silenzio più completo. Nella sua carriera ha scritto e diretto oltre 1000 film; purtroppo la maggioranza di questi sono andati perduti, solo 132 sono stati conservati. Ancora oggi si cerca di attribuirle il dovuto merito per quanto fatto in nome della Settima Arte. I grandi del cinema, come Robert Redford e Martin Scorsese, hanno parlato di lei. E’ stato realizzato un documentario, ‘Be Natural’, per omaggiarla. Il titolo trae spunto dall’invito che Alice stessa faceva ai suoi primi attori: interpretare in modo naturale la parte assegnata. Il documentario è prodotto da Robert Redford, con la voce narrante di Jodie Foster, e uscirà a breve dopo diversi anni di lavorazione, interviste, ricerca.

‘Be Natural’ è la storia di una donna che è stata per molto tempo sconosciuta e dimenticata ma in realtà è stata tra i fondamentali pionieri dell’arte cinematografica. (Robert Redford)

#SaveAlice è l”obiettivo’ di tutti coloro che tengono al cinema e che non conoscevano questa donna straordinaria, nella speranza che il suo nome possa essere ricordato e onorato, com’è giusto che sia. A seguire il trailer del film. Sul sito ufficiale troverete ulteriori immagini e informazioni in merito.

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