Agire sul femminicidio

Agire sul femminicidio

Non è più tempo di parlare, bisogna agire sul femminicidio

In meno di 48 ore 3 donne uccise dai loro compagni. Persone di cui si fidavano, persone di cui erano innamorate, persone con cui avevano costruito un qualcosa assieme. Persone. Essere umani per l’appunto, capaci di commettere simili atrocità.

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Non è più tempo di parlare, bisogna agire sul femminicidio

Mi hanno detto, per dovere d’informazione, di scrivere qualcosa sul femminicidio. Word mi segnala la parola anche come errore. Eppure la parola esiste. Esiste da fin troppo tempo. È in circolazione da così tanto tempo che Bruno Vespa, nonostante tutto, non sa più cosa dire (anche se ieri 3 ore di trasmissione a riguardo non glieli ha tolte nessuno), che Barbara D’Urso, poverina non sa più che facce fare. È da talmente tanto in circolazione che con il sangue delle vittime si sono nutriti giornalisti, opinionisti, direttori delle riviste più becere, politici eccetera eccetera eccetera. E poi ci si domanda se l’uomo non è disumano.

Marinella, Carla e Luana. Tre nomi di un infinito elenco di cui, ad oggi, non si è cercato di mettere un punto. Le tre vittime hanno riacceso la fiamma dell’indignazione pubblica che durerà il tempo necessario per argomentare nei salotti italiani la questione. Capirete che la fiamma si sta spegnendo quando ad essere invitata in trasmissione sarà la cuoca dell’ultimo piano del mio palazzo. Ed è esattamente questo il punto. Parlare, non serve a nulla in questi casi, se non si agisce. E per agire s’intende lavorare partendo dal tessuto sociale italiano. Far capire alle ragazzine che stare con il ragazzino che la picchia sporadicamente perché geloso non la rende più protetta, non la rende più amata e non la renderà DONNA. Agire sul tessuto sociale, significa educare il ragazzino e fargli capire che picchiare sporadicamente la sua ragazza perché geloso, non lo rende più forte, non lo rende più figo e non lo renderà più UOMO. Questi ragazzini e queste ragazzine saranno gli uomini e le donne del futuro. Quelli che erano i ragazzini di ieri sono diventati gli uomini di oggi. È tutto un circolo vizioso. Ho sentito donne dire mentre si parlava dell’argomento: “Per alcune è normale questo tipo di atteggiamento, è quello che hanno sempre visto”. Per questo c’è l’urgenza di cambiare la mentalità, l’atteggiamento alla questione. Assolvere in tribunale un uomo che palpa ripetutamente la sua collega di lavoro, solo perché scherzava, non mi sembra un buon modo per affrontare un problema di fondo: La mancanza di rispetto. Il rispetto dell’uomo verso la donna, e della donna nei confronti di sé stessa. Non piangiamoci addosso e iniziamo ad agire.

“ Educa i tuoi bambini e non sarà necessario punire gli uomini” . Non è una citazione del levitico di Scilipoti, bensì Pitagora.

COMMENTI

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    […] questi giorni l’Italia ha fatto da sfondo a diverse vicende di femminicidio, lasciando l’intero paese a riflettere su come la violenza sulle donne sia tutt’ora attiva. […]