Adozioni bambini rom: lo strappo tra le culture

Adozioni bambini rom: lo strappo tra le culture

Nel Lazio succede qualcosa di molto strano -  A dirlo è una ricerca realizzata dalla Facoltà di Antropologia Culturale dell’Università di Verona in co

Nel Lazio succede qualcosa di molto strano –  A dirlo è una ricerca realizzata dalla Facoltà di Antropologia Culturale dell’Università di Verona in collaborazione con l’Associazione 21 Luglio. Pare infatti che lo stereotipo popolare molto diffuso che ritiene che i Rom rubino i bambini sia falso.  A smentirlo il supporto tecnico giudiziario del rapporto ‘La zingara rapitrice’: dal 1886 al 2007 non c’ è stata nessuna condanna per rapimento di minore a carica di un rom. Un osservatore attento potrebbe ribattere che la legge spesso non riesce a intervenire efficacemente nella realtà rom per le caratteristiche di dispersione e assenza di identificazione.  Dovrebbe però anche essere chiaro che questo cliché culturale non è supportato da nessun dato realistico. Il punto comunque è un altro.

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Bambini Rom nel Lazio – I bambini Rom, nel Lazio, vengono sottratti ai propri genitori, famiglia e contesto d’appartenenza e dati in adozione alle famiglie non rom.  Il rapporto ‘Mia madre era rom’ dell’Associazione 21 Luglio parla proprio di bambini rapiti dalle istituzioni. Un bambino Rom che vive a Roma ha 40 possibilità in più di essere dichiarato adottabile rispetto a un suo coetaneo non rom.I bambini che vengono dati in adozione hanno i genitori e tutta una famiglia. Non sono orfani. Semplicemente il contesto sociale nel quale vivono non viene riconosciuto come idoneo.

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Bambini dati in adozione forzata –  I racconti spesso riguardano scene nelle quali i bambini vengono strappati dalle madri, e lo strappo non è solo affettivo. Questi bambini vengono reintrodotti in ambienti  radicalmente diversi, ma ritenuti consoni. Senza sapere perché. Le madri perdono un figlio, senza poter far nulla, o sapere a chi rivolgersi. Senza sapere perché.Allora tutto si riduce a questo. Una società, ma anche una regione e una città come Roma, che vivono quotidianamente questo strappo con il popolo rom. Parliamo di un rapporto tra due culture mai realizzato, con confini invisibili ma insormontabili, un’assenza di dialogo che inevitabilmente produce continuamente altri strappi. Strappi sociali, culturali,  affettivi. Discriminatori.

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