Aborto legale in Cile, primo caso: minore di 12 anni vittima di violenza

Aborto legale in Cile, primo caso: minore di 12 anni vittima di violenza

Aborto legale in Cile. Il primo caso è stato quello di una ragazzina minore di 12 anni, che ha subito una violenza sessuale. 

Aborto: una legge ancora coperta da tabù
Diagnosi prenatale: quali rischi si corrono?
Marcia per la vita: in 30mila per dire ‘No all’aborto’

Aborto legale in Cile. Il primo caso del Paese ha fatto riflettere medici e stampa. La paziente era una ragazzina minore di 12 anni, vittima di una violenza sessuale. 

aborto legale

Aborto legale

Lo scorso ottobre ha avuto luogo il primo aborto legale in Cile. E’ stato eseguito presso l’ospedale dell’ospedale San José, i cui medici hanno finora portato a termine quattro procedure di aborto. Il primo caso ha fatto riflettere sulla funzione di questa legge e sul significato dell’aborto stesso. La paziente su cui è stata praticata l’interruzione di gravidanza era una ragazzina (minore di 12 anni), vittima di violenza sessuale, alla 12esima settimana di gestazione. 

La paziente arriva in ospedale

Lo staff medico si è preso cura della ragazzina, che si è recata presso la struttura ospedaliera lo scorso 5 ottobre 2017, accompagnata dalla madre, da un’infermiera e da una funzionaria della sua cittadina. La piccola è arrivata presso l’ospedale abbracciando il suo orsacchiotto di Winnie the Pooh.

Le dichiarazioni dello staff medico

Le chiesi se preferisse scendere dall’ambulanza camminando, sulla sedia a rotelle o in barella. Scelse la barella perché voleva coprirsi il volto. Le risposi che non c’era alcun problema. La facemmo scendere in barella e la coprì il volto, e il peluche, con un lenzuolo” ha commentato l’infermiera a una fonte locale. E’ stato il dottor Gonzalo Rubio a incaricarsi della prima radiografia. “All’inizio non voleva essere visitata da un uomo. Le spiegai che non l’avrei visitata, ma che solo le avrei controllato la pancia. Sembrava molto spaventata. Perciò non volevo mostrarle le immagini dell’ecografia o farle ascoltare i battiti, non volevo si sentisse colpevole” ha raccontato.

L’operazione e il risveglio

Successivamente la piccola è stata trasferita in una sala pre parto, dove le è stato fatto un rapido check-up. Il dottor Rubio le ha somministrato una compressa sublinguale di misoprotol, un medicinale che serve a preparare il collo dell’utero alla procedura, il quale tarda circa tre ore per avere effetto. In questo arco di tempo, la giovane è rimasta in compagnia della madre, un’infermiera e con l’ostetrica. E’ stata sedata prima di entrare in sala, per evitare che le restasse il minimo ricordo di quell’evento. Nel corso dell’operazione, lo staff medico è rimasto in silenzio a lungo tempo, colpito dal caso della ragazzina. Il feto servirà come prova dello stupro, avvenuto ai danni della bambina. Dopo la procedura, la giovane paziente si è svegliata a fianco della madre e, come prima cosa, ha chiesto del suo peluche.