2 giugno, Festa della Repubblica: le donne nella vita pubblica italiana

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana. Infatti, il 2 e il 3 giugno del 1946 fu indetto il primo referendum a suffragio universale con il quale gli italiani vennero chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo dare al paese: monarchia o repubblica.

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana. Infatti, il 2 e il 3 giugno del 1946 fu indetto il primo referendum a suffragio universale con il quale gli italiani vennero chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo dare al paese: monarchia o repubblica. Dopo 85 anni di regno i Savoia vennero esiliati e l’Italia divenne una repubblica. Nel 1949 fu istituita la Festa della Repubblica Italiana che si celebra il 2 giugno. Nel 1977 la celebrazione fu spostata alla prima domenica di giugno a causa di una congiuntura economica sfavorevole, ma nel 2001, grazie a Carlo Azeglio Ciampi, allora presidente della Repubblica, la festa tornò al 2 giugno. Le manifestazioni sono molteplici in tutta la penisola, da ricordare su tutte la parata militare a Roma in via dei Fori Imperiali con la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto. Alla celebrazione nella mattinata sono presenti tutte le più alte cariche dello Stato, mentre nel pomeriggio vengono aperti al pubblico i giardini del palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana.

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Il suffragio universale – Il Referendum del 1946 mise fine alla monarchia nel nostro Paese. Gli italiani scelsero la repubblica e insieme votarono per eleggere i 556 deputati dell’Assemblea Costituente che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale. La repubblica fu voluta da tutti gli italiani e per la prima volta nella storia anche dalle donne, che poterono esprimere il loro diritto di voto. Si recò a votare l’89,1% degli italiani, pari a 24.947.187, di cui 12.998.131 donne. Il risultato delle urne fu di 12.717.923 voti a favore della Repubblica, contro i 10.719.284 a favore della Monarchia. Questo giorno ricorda il coraggio di tutti coloro che difesero la patria e diedero un determinante contributo per far nascere un’Italia libera. Tra loro molte donne partigiane che, nell’esprimere il voto durante il referendum, diedero finalmente voce alla volontà degli italiani e delle italiane di dar vita a una nazione più giusta e democratica.

Le donne, la Costituente e il futuro – Le donne ebbero un ruolo fondamentale nella nascita della Repubblica Italiana, non solo perché presero parte al referendum ma perché molte di loro fecero parte della Costituente del 1946. Un nome su tutti, forse la più rappresentativa: Nilde Iotti. Fu la prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati dal 1979 al 1992. Ex partigiana, venne eletta all’assemblea costituente tra le fila del PCI. Nell’Assemblea Costituente, Nilde Iotti fa parte della Commissione dei 75, incaricata della stesura della Costituzione. Una grande figura nella storia del nostro Paese che deve ricordarci come le donne non valorizzate nel lavoro e nella vita pubblica siano un enorme spreco per la ricchezza dell’Italia.

La Festa della Repubblica è anche un modo per celebrare l’entrata delle donne nella vita pubblica italiana, l’inizio di una partecipazione e di un riconoscimento che ancora oggi si fa fatica ad ottenere. Un ricordo delle partigiane e delle donne politiche che ci hanno portato fin qui dal lontano 2 giugno 1946, (e ancor prima con la Resistenza), quando il voto delle donne finalmente fu accettato e valse come quello di un qualsiasi cittadino. Ora sta a noi donne continuare su quella strada e far sì che il genere femminile non venga più minimizzato e relegato in ruoli secondari. Non più solo angeli del focolare ma anche statiste e imprenditrici al servizio del Paese.

Cassia Farina

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