Teresa Forcades, la rivoluzionaria teologa femminista catalana si racconta: “Siamo tutti diversi!”

Teresa Forcades, la rivoluzionaria teologa femminista catalana si racconta: “Siamo tutti diversi!”

Teresa Forcades nota fondatrice di un movimento indipendentista per la Catalogna, presenta il suo libro- intervista alla Casa Internazionale delle donne

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Che le donne di ogni tempo abbiano lasciato un segno inconfondibile e incancellabile nella storia al di là di riconoscimenti a loro resi, é fuori da ogni dubbio e oggi, sempre di più, il femminile emerge nel panorama culturale internazionale. E’ il caso di Teresa Forcades, teologa femminista tra le più originali e trasgressive del mondo cattolico nel parlare di temi scottanti come il ruolo della donna, il divorzio, l’aborto, la omosessualità che affronta da un punto di vista teologico.

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La monaca benedettina, nota fondatrice di un movimento indipendentista per la Catalogna, presenta il suo libro- intervista a Roma, nella Casa Internazionale delle donne

Monaca benedettina catalana, è uscita da un anno dalla clausura, con dispensa vaticana, per occuparsi anche di politica per sostenere l’indipendenza della Catalogna con il movimento da lei fondato: “Rivoluzione pacifica”. In realtà si sente una rivoluzionaria contro la violenza, nell’avvalorare il concetto che la società vada cambiata radicalmente e nel riconoscere il lavoro delle pioniere del femminismo, strenue combattenti per i loro diritti nella società e nella Chiesa.

Teresa Forcades si racconta nel suo libro-intervista “SIAMO TUTTI DIVERSI!” Per una teologia queer, a cura di Cristina Guarnieri e Roberta Trucco (Castelvecchi 2016), che sarà presentato il 3 ottobre alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma, alle ore 19.30. Presente alla manifestazione la teologa Marinella Perroni, già Presidente del Coordinamento delle Teologhe italiane, alla quale chiedo una personale riflessione su questa pubblicazione.

Può spiegare la provenienza del significato “per una teologia queer”?

In realtà non è facilissimo, perché si tratta di una terminologia che, volendo abbracciare il massimo delle differenziazioni, ha in se stessa l’impossibilità ad essere confinata in una definizione. Direi che l’applicazione alla teologia della teoria queer, cioè di una prospettiva antropologica e sociale capace di rendere conto criticamente della sessualità e delle differenze di genere, comporta di approfondire e al contempo specificare la realtà umana con sempre maggiore rispetto di tutte le differenze. Ciò implica un’attenzione al soggetto umano, partner della rivelazione di Dio e della relazione con Dio, considerato a partire dalla sua reale diversità sessuale, non più costretta cioè nella dualità stereotipata di maschio-femmina, ma aperta a una pluralità di inclinazioni (gay, lesbiche, bisessuali, transgender). Si tratta, in fondo, di un’applicazione dei criteri della teologia della liberazione, una liberazione intesa come promessa da parte di Dio e come pratica di libertà davanti a Dio, a tutti i soggetti umani individuali compresi e rispettati delle loro più profonde specificità, quelle legate alla sessuazione.

Come e quando ha conosciuto Teresa Forcades? Può delineare, in breve, il profilo umano e spirituale di questa singolare monaca benedettina?

In realtà non lo ricordo con precisione. Ho avuto modo di visitare più volte il suo monastero di San Benet de Montserrat, vicino a Barcellona. Ma, soprattutto, ho condiviso con lei l’impegno nell’ESWTR (European Society of Women in Theological Research), l’associazione delle donne europee coinvolte a diverso titolo nella ricerca teologica.

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Nel suo libro “La teologia femminista nella storia” Teresa Forcades parla del diritto dell’autodeterminazione femminile in generale, del ruolo delle donne anche nel mondo cattolico e si esprime sul pensiero di genere ….

Teresa è capace di giudizi chiari e netti, che sa però accompagnare con attente sfumature. Si farebbe torto al suo pensiero, che spazia con competenza in due grandi aree del sapere, la medicina e la teologia, e che si muove sempre in un orizzonte declinato politicamente, se lo si riducesse a poche battute. Con lei bisogna confrontarsi e dialogare. Si può non essere d’accordo, ma dall’incontro con lei se ne esce sempre con un accresciuto desiderio di andare avanti nella riflessione. Anche rispetto al rapporto femminismo-chiesa (cattolica) Teresa ha sempre cercato di aprire strade, mai di chiuderle. Il fatto che a volte si sia ritrovata un po’ più avanti e un po’ più in anticipo di altri é solo perché sa intuire quali sono le strade da cui passerà il nostro futuro.  

Quanto è giusta, secondo lei, la disanima di Teresa Forcades sulla teologia femminista in relazione a tematiche non ancora risolte sia all’interno della Chiesa, sia nel dibattito politico contemporaneo?

Cosa ci può essere oggi di più giusto dell’affrontare a viso aperto, anche all’interno della chiesa e della teologia, i problemi che sono decisivi per una qualità veramente umana della nostra vita? Non bisogna chiudere Teresa Forcades nelle sue risposte, discutibili come quelle di qualsiasi donna (e di qualsiasi uomo) che oggi cerca di restare fedele al vangelo in una chiesa che fa tanta fatica ad aprirsi alla complessità dell’umano. Bisogna piuttosto lasciarsi interpellare dalle sue domande e condividere con lei il desiderio di ricercare sempre nuove risposte.

Sabina Caligiani

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    […] Sabina Caligiani (traducción Inglés por Rebel Girl) Mujer WOR {l} D (en Italiano) 23 de de septiembre de, el año […]

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    […] mia lista di libri da leggere/studiare rientra anche Siamo tutti diversi! Per una teologia queer, di Teresa Forcades, di cui ho già letto e apprezzato La teologia femminista nella […]

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    […] scusa per l’accaduto e si dice distrutta. Downing Street riporta il messaggio della premier Teresa May, che ha descritto l’accaduto come un orrendo attacco terroristico e ha inviato un […]