I Cesaroni 6 ritornano su Canale 5 mercoledi’ 3 settembre

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I Cesaroni 6 ritornano su Canale 5 mercoledi’ 3 settembre – Come già abbiamo annunciato in qualche articolo precedente, la grande stagione televisiva, ricca di fiction e miniserie, è pronta a ripartire. Già Rai Uno ha lanciato le sue prime carte da giocare mandando in onda, dal 27 agosto, la soap opera Velvet. Canale 5 ha dalla sua parte un asso nella manica: I Cesaroni 6 che ritornano su Canale 5 mercoledì 3 settembre alle 21.10 circa. Ebbene si, la famiglia più caciarona di sempre è pronta a tornare sugli schermi di Canale 5 ed è intenzionata a vincere gli ascolti. Dopo l’ultima serie, che non ha entusiasmato abbastanza il nutrito pubblico di Canale 5, I Cesaroni, in questa sesta stagione, sono più carichi che mai e portano sugli schermi di Canale 5 un mare di novità. Scopriamone insieme qualcuna.

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I Cesaroni 6, un nuovo fratello – La grande novità della sesta stagione dei Cesaroni è sicuramente l’arrivo di un nuovo fratello Cesaroni, frutto di una relazione extraconiugale del patriarca Tiberio con un’altra donna e che Giulio (Claudio Amendola), Cesare (Antonello Fassari) e Augusto (Maurizio Mattioli) hanno scoperto di avere solo alla fine della quinta stagione. Il “nuovo” fratello è Annibale Cesaroni, interpretato da Edoardo Pesce (già visto in Squadra Antimafia 5). Annibale è un avvocato, omosessuale, sposato con Luigi (Gianluca Gobbi), avvocato anche lui, con il quale ha uno studio legale. In un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni Edoardo Pesce ha così dichiarato: <<All’inizio infatti Annibale non ne vuole sapere di Giulio e gli altri. Il suo nome del resto è tutto un programma: Annibale era il nemico numero uno dei romani… E infatti cova una profonda ostilità verso quella famiglia, che gli ha rubato l’attenzione e l’amore del padre.>>.

I Cesaroni e l’amore gay – Edoardo Pesce assicura di aver interpretato il suo personaggio “senza mai andare sopra le righe. Nonostante le prime, naturali difficoltà di relazione con i suoi fratelli, un po’ troppo diversi da lui, “Annibale finalmente lascerà emergere la sua ‘cesaronità’, che in fondo fa parte del suo Dna” ed i risultati saranno sicuramente esilaranti. Claudio Amendola, sempre nell’intervista al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, ci tiene a precisare che: “Trattiamo l’argomento con rispetto, senza pregiudizi e con la purezza con la quale I Cesaroni hanno sempre affrontato tutti i temi, anche quelli meno scanzonati.”

I Cesaroni, le altre novità – Dopo l’arrivo di Annibale, a portare scompiglio dai Cesaroni, sarà la nuova e bellissima vicina di casa, Sofia (Christiane Filangeri), architetto, vedova e con tre figli, ex fiamma di Giulio Cesaroni, che torna alla Garbatella dopo 20 anni con un segreto che la lega a Giulio. A dire addio alla serie è stato invece Ezio (Max Tortora) che, lasciata l’ex moglie Stefania (Elda Alvigini), è fuggito via con una giovane brasiliana. Lucia (Elena Sofia Ricci) è invece in America ha dare aiuto ad Eva (Alessandra Mastronardi), che dopo la definitiva separazione da Marco (Matteo Branciamore, anche lui assente in questa stagione), ha deciso di cominciare una nuova vita sola con la loro figlia, la piccola Marta.

Il conto alla rovescia è definitivamente iniziato: I Cesaroni vi aspettano Mercoledì 3 settembre su Canale 5 alle 21.10 circa. Ed ecco a voi, un assaggio della nuovissima sigla de I Cesaroni 6!

GUARDATE QUI IL PROMO DELLA SIGLA

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Lista di nascita: tutto il necessario per il tuo bimbo

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Il momento tanto atteso si avvicina, il bambino o la bambina sta per nascere e si pensa alle sue mille necessità. Le cose delle quali ha bisogno un neonato sono molte e dei tipi più svariati. Dai beni di prima necessità ai comfort di nuova generazione, i neogenitori non vogliono far mancare proprio nulla al piccolo che sta per nascere. Ma qual è il rischio più grande nel quale incappiamo tutti? Il regalo brutto ed inutile. Almeno una volta nella vita capita di ricevere quel regalo che proprio non piace o che assolutamente non serve o ancora il doppione di un qualcosa che già si ha. Come si sfugge a questo rischio? Ecco la nuova moda che sta prendendo sempre più piede: la lista di nascita.

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Quali sono i vantaggi della lista di nascita? Con la lista di nascita, proprio come accade per la lista di nozze, i futuri genitori possono garantirsi tutto il necessario per il bambino. Come funziona? Mamma e papà si recano in un negozio dedicato e stilano una vera e propria lista di tutto ciò che desiderano per il loro bebè. Ma cosa si inserisce più comunemente nelle liste di nascita?

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Tutto il necessario: da completini per la culla a forniture di pannolini e detergenti, regali per tutti i gusti e tutte le tasche. I più gettonati sono girelli, box e seggioloni, ma nelle liste possiamo trovare anche vestitini, ciucciotti e biberon, insomma tutto ma proprio tutto il necessario per il bambino. Gettonatissimi sono anche i simpatici ed utili set per la pappa. La moda della lista dei regali per i bambini si sta rivelando utile al punto da essere utilizzata anche per altre occasioni, infatti, sta arrivando anche la nuovissima lista per il battesimo. Un aiuto contro i regali brutti, inutili o doppi, ma soprattutto un aiuto per soddisfare tutte le esigenze del nuovo nato.

Festival del cinema di Venezia: i cortometraggi che raccontano le donne

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Miu Miu Women’s Tales – Al Festival del cinema di Venezia non manca lo spazio per le donne e per le pellicole che ne parlano: la Miu Miu ha affidato l’incarico di raccontare attraverso immagini a registe internazionali, che così presentano il loro cortometraggio al Festival del cinema di Venezia nella serie The Women’s Tales, racconti di donne –appunto. Le due prescelte, che hanno presentato i corti all’interno della Giornata degli Autori, sono Miranda July, giovane regista statunitense, che può già vantare riconoscimenti quali la Caméra d’Or al Festival di Cannes 2005, e So Yong Kim, coreana, che con la sua partecipazione al Festival del cinema di Venezia segna un grande traguardo.

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“Somebody” – Miranda July porta in scena Somebody.  Riflessione sul rapporto fra uomo e tecnologia, tanto attuale nel periodo in cui smartphone e iphone sono diventati merce comune, accessori indispensabili dell’uomo, già nel titolo racchiude in sé qualcosa di significativo: Somebody, infatti, non è qualcuno, come sembrerebbe indicare il nome, ma qualcosa: è il nome di un’applicazione per smartphone, creata appositamente per influenzare e aiutare i rapporti umani. Quando un’applicazione del tuo cellulare lavora per te, cosa diventano le relazioni umane?

“Spark and light” – So Yong Kim, l’esordiente regista corena, racconta una storia familiare attraverso il cortometraggio Spark and light. La stessa regista ha affermato: “sono sempre stata ossessionata dalle dinamiche della famiglia [..] Cerco sempre di accrescere la mia comprensione del tema” ed è proprio quello che fa in questa pellicola, in cui viene rappresentata una madre “divisa in due”: da una parte una donna immobile, che “dorme”, nel letto di un ospedale, dall’altra Elizabeth, la protagonista (figlia della donna in ospedale) che, rimasta bloccata con la macchina in mezzo alla neve, in attesa di soccorsi rievoca la sua vita, la sua famiglia, la storia di suo padre e sua madre, accompagnata dal paesaggio islandese che la circonda. Una parte del Festival del cinema di Venezia, dunque, dedicata alle donne.

Stasera in tv, in programma sabato 30 agosto

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Cosa c’è stasera in tv? – Ecco la programmazione della prima serata di oggi, sabato 30 agosto:

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Su RaiUno in diretta Festival di Castrocaro 2014, condotto da Pupo. A seguire  il film Storia di una vocazione (2012) di Ariel Camacho con Stefano Cascio.

Su RaiDue il film I segreti di Cold Spring (2013) di Sheldon Wilson con Natasha Henstridge, Jennifer Gibson.

Su RaiTre il film La donna che canta (2010) di Denis Villeneuve, con Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin. In seconda serata Stelle Nere.

Su Canale 5 il film I Laureati (1995) di e con Leonardo Pieraccioni. In seconda serata il film Un sogno per domani (2000) di Mimi Leder, con Kevin Spacey, Helen Hunt, Haley Joel Osment.

Su Italia 1 il film Rocky III (1982) di e con Sylvester Stallone. In seconda serata il film in prima tv Alien Raiders (2008) di Ben Rock, con Carlos Bernard, Mathew St. Patrick.

Su Rete 4 due puntate di The Mentalist. In seconda serata L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz (1995) di Marc Rocco, con Christian Slater, Gary Oldman, Kevin Bacon e Mia Kirshner.

Su La7 due puntate della serie Il commissario Maigret, con Bruno Crémer.

Su MTV tre puntate di Pranked.

Su Cielo per il ciclo ‘XXX Visioni Erotiche’ il film Whore (2001) di Ken Russell, con Theresa Russell. In seconda serata, per il ciclo “The Body of Sex”, Le fabbriche del sesso.

Su Rai 4 la quarta stagione di Ghost Whisperer.

Su Rai 5 teatro con Terrybilmente divagante. Segue Coppelia di Roland Petit e il David Letterman Show.

Su Iris per il ciclo “Principe Alberto” il film Io so che tu sai che io so (1982) di e con Alberto Sordi. A seguire Iris a Venezia e quindi Il marchese del Grillo (1981) di Mario Monicelli con Alberto Sordi.

Su La 5 il film Papà, ho trovato un amico (1991) di  Howard Zieff, con Dan Aykroyd, Jamie Lee Curtis, Macaulay Culkin. In seconda serata Amarsi un po’… (1984) di Carlo Vanzina, con Claudio Amendola, Tahnee Welch, Virna Lisi.

Su Italia 2 il film Mission to Mars (2000) di Brian De Palma, con Gary Sinise, Tim Robbins, Connie Nielsen.

Su Mediaset Extra si replica Colorado – Il meglio di.

Su Real Time una puntata de Il mio grosso grasso matrimonio gypsy US. A seguire Pazzi per il ballo, in prima tv, e Crimini del Cuore.

Femen: attiviste defecano sulla bandiera dell’ISIS

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Il fatto – Le attiviste di Femen sono note oramai per le loro manifestazioni di protesta eclatanti e spesse volte al centro della critica mediatica. Le dimostrazioni di Femen sono attuate “senza mezzi termini” e mostrano ciò che davvero conta: il dato oggettivo della protesta; lasciando agli altri il compito di catalogare la dimostrazione come “sfrontata ed eccessiva” piuttosto che “decisiva e innovativa”. L’ultima azione dimostrativa è stata svolta come denuncia e “inno di protesta” verso l’ISIS ed è stata innescata anche dal caso recente della diffusione dell’esecuzione del giornalista James Foley in seguito al quale anche altre sono state le reazioni.

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Strategie di protesta – L’attivista di Femen, Aliaa Magda Elmahdi, ha pubblicato sabato una foto nella quale lei insieme ad un’altra donna sono inquadrate nude mentre defecano e lasciano cadere sangue mestruale sulla bandiere dell’ISIS.  Nella foto Elmahdi è volta verso l’obiettivo mentre l’altra donna, che volge le spalle alla macchina fotografica, è quasi totalmente coperta e mostra il dito medio mentre sulla parte bassa della schiena appare il simbolo di Femen; ai lati, due mitra. La protesta dell’esponente di Femen è chiara e non teme le critiche; il messaggio è eloquente: “ecco come trattiamo le vostre idee” afferma Inna Shevchenko fondatrice di Femen.

Alcune dichiarazioni – Le strategie di protesta non temono di passare all’accusa di violenza o mancanza di rispetto, perché stabilito un termine di paragone con l’oggetto della dimostrazione, ecco che ogni accusa si macchierebbe di ipocrisia. “Chi uccide merita di essere offeso” e Elmahdi e il gruppo di Femen non temono ripercussioni in seguito a questa dimostrazione, non temono di far sentire la loro voce. Afferma Inna Shevchenko “Vogliamo criticare le uccisioni, gli stupri e le esecuzioni pubbliche portate a termine dai fascisti islamici che sono su tutte le prime pagine…” e ancora “Il mondo ha paura, proprio come lo Stato Islamico vuole che sia. Noi diciamo che non bisogna avere paura, ma opporre resistenza”.

Festival del Cinema di Venezia: il programma del 29 agosto

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Venezia- La terza giornata della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia riserva molte sorprese. Infatti, continuano le proiezioni dei film in concorso tra cui il primo film italiano, Anime Nere diretto da Francesco Munzi e la premiazione di Frederick Wiseman con il Leone d’ Oro alla carriera.

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Film in programma- Continua la maratona cinematografica a Venezia, sotto la direzione di Alberto Barbera, con 99 Hommes di Ramin Bahri (Venezia 71) sulla crisi nel settore immobiliare. In Orizzonti, ci sarà la proiezione di Heaven knows what di Ben e Joshua Safdie e These are the rules (Takva su pravilia) di Ognjen Svilicic. Mentre nella categoria Fuori Concorso ci sarà il documentario diretto da Ulrich Seidl, Im Keller (In the basement) e She’s funny that way di Peter Bogdanovich su un regista televisivo alla ricerca del successo a Broadway. In Venezia documentari, sarà presentato Giulio Andreotti, il cinema visto da vicino di Tatti Sanguinetti e per i classici restaurati invece L’amore esiste (1961) di Maurice Pialat, Baci rubati (1968) di François Truffaut e L’uomo di Laramie (1955) diretto da Anthony Mann.

“Anime Nere” primo film italiano in concorso- Anime Nere con la regia di Francesco Munzi, è il primo film italiano in gara nella sezione “Venezia 71”. Il regista romano, 45 anni, ha scelto di raccontare la storia di tre fratelli figli di pastori calabresi coinvolti negli affari loschi della ‘Ndrangheta. Divisi tra l’affetto della propria famiglia e i crimini mafiosi, i fratelli si dimostrano però incapaci di ribellarsi al proprio destino. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, è stato completamente girato a Africo, considerato dalla cronaca uno dei paesi più mafiosi d’Italia. Sarà distribuito nella sale italiane dal 18 settembre 2014.

Leone d’Oro alla carriera a Frederick Wiseman e Thelma Schoonmaker- L’evento più atteso per la giornata di oggi, è sicuramente la consegna del Leone d’Oro alla carriera al regista americano Frederick Wiseman. Nato nel 1930 a Boston, Wiseman rappresenta uno dei più geniali documentaristi del nostro secolo. Sono numerose le opere da lui girate durante la sua carriera: Titicut Follies (1967), Juvenile Court (1973) e  At Berkeley (2013). Riconosciuta come uno dei più grandi montatori, La Schoolmaker ha lavorato in film di successo internazionale (The Aviator, Toro scatenato).

Green Drop Award: i film più “verdi” della storia

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Il premio – Il cinema è un mezzo di comunicazione che, insieme alla televisione, è in grado di raggiungere un numero molto vasto di utenti. Nella realtà odierna la questione ambientale ha una rilevanza fondamentale; solo pochi giorni fa sono emersi nuovi allarmanti dati sul riscaldamento globale, sullo smaltimento “alternativo” dei rifiuti (roghi illegali non regolamentati responsabili dell’emissione di veleni in aria), sul disboscamento. È lodevole che un premio, il Green Drop Award, sottolinei l’importanza della sostenibilità anche a livello cinematografico e premi il film più “green”.

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Cosa fa di un film un film green – Ma cosa rende, secondo il Green Drop Award, un film davvero “green”. Quali sono i parametri del Green Drop Award per valutare gli aspetti di minore o maggiore attenzione all’ambiente presentati all’interno di un film? Innanzi tutto il Green Drop Award prevede che il film in questione debba trattare un problematica ecologica con uno sguardo di insieme a 360° in modo da evidenziarne tanto le cause quanto le possibili soluzioni. A questo si aggiunge anche la necessità di trattare il film con un certo rigore: il Green Drop Award si rivolge a prodotti di “finzione”, ad opere cinematografiche, ma i problemi legati all’ambiente sono invece decisamente reali; occorre quindi che la trattazione sia affrontata il più possibile con rigore scientifico. Manco a dirlo, il film deve trattare di una tematica legata ai problemi cui si rivolge il premio Green Drop Award e quindi nel ventaglio di possibilità dei registi le scelte sono varie: si può passare dall’emergenza idrica, al riscaldamento globale, al maltrattamento degli animali e via discorrendo. I problemi da affrontare non sono pochi, ecco. Infine un film deve essere “green” nell’anima: deve avere, nei suoi processi produttivi, una certificazione di produzione ecosostenibile per poter essere premiato dal Green Drop Award.

Cinema: una storia verde – La storia del cinema è stata segnata da numerosissimi film “verdi” e quelli premiati recentemente dal Green Drop Award vanno ad innestarsi su un sostrato prestigioso aperto addirittura dai fratelli Lumière con “Pozzi di petrolio a Baku” nel 1896. I “fratellini” hanno ripreso, quando un cinema ancora in fasce emetteva i primi vagiti, un incendio nei possi petroliferi di Baku. Il film fu definito “il primo film ecologista mai realizzato” dal critico Bernard Tavernier. Segue “Gli uccelli” di Hitchcock nel 1961 dove la natura si ribella all’uomo. Nel 1963 sarà la volta dell’italiano Francesco Rosi con “Le mani sulla città” che offre uno spaccato di storia di speculazione edilizia e corruzione politica a Napoli. Ripreso da un recente re-make si inserisce nella lista dei film più verdi della storia anche “Il pianeta delle scimmie” del 1968 di J.Schaffner. Seguono “Fitzcarraldo” di Herzog nel 1972, “Sogni” di Kurosawa nel 1972, “Il segreto del bosco vecchio” di Ermanno Olmi esce nel 1993 e nello stesso anno anche “The day after tomorrow” di Emmerich che viene designato come primo film catastrofista direttamente legato ai cambiamenti climatici. Non sfugge alla lista “Avatar” di Cameron uscito nel 2010 al quale segue due anni dopo “La quinta stagione” di Brosens e Woodworth. Ultimo film green della lista è “Le meraviglieuscito quest’anno e realizzato da Rohrwacher.

 

Adozione gay, la prima in Italia

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Adozione gay: il fatto – Recentissima la notizia della prima adozione gay in Italia da parte di due donne sposatesi all’estero e conviventi a Roma dal 2003. La bambina la aveva avuta anni fa all’estero, grazie alla procreazione assistita eterologa. Successivamente, una volta tornate in Italia, avevano fatto ricorso per chiedere l’adozione della bambina da parte della madre non biologica, secondo lo stepchild adoption, istituto giuridico vigente in molti paesi d’Europa e si erano rivolte all’Associazione italiana avvocati famiglia e minori. Il Tribunale per minorenni di Roma ha poi accolto e analizzato la richiesta; è stato l’avvocato Maria Antonia Pili, facente parte dell’Associazione, a rendere noto il felice esito del ricorso.

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L’adozione gay nel mondo – Tralasciando i paesi che considerano l’omosessualità un reato –punibile anche con la pena di morte – e che quindi neanche lontanamente contemplano la possibilità di un’adozione gay, in Europa la situazione è relativamente positiva al riguardo. Ci sono paesi come Regno Unito, Spagna, Finlandia, Danimarca, Islanda, Israele, Francia, Belgio e Paesi Bassi che consentono l’adozione congiunta di un bambino da parte di una coppia dello stesso sesso; altri, invece, come la Germania, optando per una soluzione mediana, adottano l’istituto giuridico dello stepchild adoption, per cui il partner può adottare il figlio biologico del suo compagno, a patto che si tratti di una coppia unita nel vincolo matrimoniale.

In Italia – Parlare di adozione gay in Italia sembrava impossibile, o almeno fino ad oggi. La sentenza del Tribunale dei minori di Roma si configura come una conquista per tutto il mondo LGBT che, in un paese spesso condizionato da dogmi religiosi e non solo, rappresenta una vittoria tanto più simbolica. In Italia, infatti, le adozioni gay non sono permesse neanche seguendo l’istituto giuridico dello stepchild adoption per un semplice motivo: non esiste, nella penisola, la possibilità per coppie omosessuali di unirsi in matrimonio –anche se si parla di un progetto di legge a riguardo da discutere a settembre – e di conseguenza sfuma il progetto di avere un figlio. Tuttavia, la sentenza del Tribunale di Roma segna una svolta: riconosciuto il vincolo matrimoniale –pur contratto all’estero – la coppia può, ora, dirsi una famiglia. A tutti gli effetti.

Velvet, anticipazioni seconda puntata in onda mercoledì 3 settembre su Rai Uno

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Velvet, anticipazioni seconda puntata in onda mercoledì 3 settembre – Mercoledì 27 agosto, ha esordito su Rai Uno, alle 21.20, con la prima puntata delle 14 previste, la nuova soap opera spagnola Velvet, ambientata nelle Gallerie Velvet, il più grande centro commerciale di Madrid della fine degli anni ’50. La prima puntata ha registrato un ascolto di 2.820.000 telespettatori, con uno share del 13.46%, battendo la rivale Il Segreto, andata in onda su Canale 5, lo stesso giorno e alla stessa ora, che ha però registrato 2.093.000 telespettatori, con uno share del 10,22%. Facciamo quindi un riassunto della prima puntata e scopriamo insieme le anticipazioni della seconda puntata di Velvet che andrà in onda mercoledì 3 settembre su Rai Uno alle 21.20.

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Velvet, riassunto prima puntata – Nella prima puntata di Velvet abbiamo fatto la conoscenza di Ana Rivera (Paula Echevarria) e Alberto Màrquez (Miguel Angel Silvestre). I due giovani, fin dal primo incontro, si innamorano e vorrebbero fuggire insieme per vivere il loro amore, ma ostacolati dalle rispettive famiglie, sono costretti a separarsi. Alberto, figlio di Don Rafael Màrquez, proprietario delle Gallerie Velvet, torna a Madrid dopo 10 anni di studio a Londra. Nelle Gallerie ritrova Ana, che di lì non si è mai allontanata e lavora tuttora come sarta. Si rivedono, scoprendosi innamorati più di prima, e tentano di nuovo la fuga. Vengono però interrotti da una tremenda notizia, trasmessa alla radio: Don Rafael Màrquez si è suicidato. I due giovani, in viaggio in auto, alla notizia fanno un incidente.

Velvet, anticipazioni seconda puntata –  Arrivati in ospedale, sono subito chiare le gravi condizioni in cui versa Ana (Paula Echevarria). Ana, contro il parere dei medici, abbandona il nosocomio per raggiungere il suo amato Alberto e confortarlo il giorno del funerale di Don Rafael. Proprio durante il funerale, Ana ha un malore e sviene. Commosso per la debolezza della sua amata, Alberto decide di accogliere Ana in casa sua e le chiede di sposarlo. Ana naturalmente accetta. Alberto però non sa ancora delle gravi condizioni economiche in cui versano le Gallerie Velvet, soprattutto dopo il suicidio del padre. L’unica soluzione possibile è quella di accettare il prestito di un vecchio amico di famiglia, ad una condizione: Alberto dovrà sposare la figlia Cristina, da sempre innamorata di lui.

Non avete seguito la prima puntata di Velvet? Potrete rivederla in replica su Rai Premium lunedì 1 settembre alle 21.15, oppure sul portale della Rai cliccando qui 

Buona Visione!

Hayao Miyazaki premiato con l’Oscar alla carriera

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Oscar alla carriera per Hayao Miyazaki – Il regista, animatore, fumettista e sceneggiatore giapponese, Hayao Miyazaki, sarà insignito di un Academy Honorary Award. L’annuncio è giunto poco fa, la decisione è stata presa il 26 agosto direttamente dal collegio dei Governatori dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (l’organizzazione che si occupa dell’assegnazione degli Oscar del cinema). Co-fondatore dello Studio Ghibli di Tokyo, uno dei principali nell’animazione nipponica, Miyazaki sarà premiato con l’Oscar alla carriera per “onorare una straordinaria distinzione nella carriera, i contributi eccezionali al cinema e alle scienze e per il servizio eccezionale reso all’Academy”.

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L’ultimo film e il ritiro dalle scene– Al Festival del cinema di Venezia dello scorso anno, Hayao Miyazaki ha annunciato il proprio ritiro dal mondo della regia e dell’animazione. A lungo si è parlato di una probabile chiusura dello Studio Ghibli, nonostante la pronta smentita. L’ultimo lavoro del regista giapponese si intitola ‘Si alza il vento’ e uscirà in Italia il 13 settembre, distribuito dalla Lucky Red. Il presidente dell’Academy, Cheryl Boone Isaacs, ha dichiarato: “Questi premi onorari ci permettono di premiare non i film dell’anno, ma i risultati di una vita.Siamo felici di onorare questi membri eminenti della nostra comunità globale di artisti cinematografici

Altri riconoscimenti – Hayao Miyazaki riceverà il premio, un Oscar alla carriera, sabato 8 novembre prossimo, in occasione dell’Academy’s 6th Annual Governors Awards. Nella serata speciale verranno anche premiati l’attrice, di origini irlandesi, Maureen O’Hara e lo sceneggiatore francese Jean-Claude Carrière. Per Miyazaki non è il primo riconoscimento. Nel 2003 ha ricevuto un Oscar per La città incantata, miglior film d’animazione dell’anno, primo film d’animazione giapponese a ricevere tale riconoscimento. Nel 2005 è stato premiato con un Leone d’Oro alla carriera. Nomination, nel 2006, per Il Castello Errante di Howl e quest’anno per il suo ultimo lavoro, Si alza il Vento.

 

Pianto del bambino: significati e rimedi

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Un vero e proprio allarme che ci avverte che qualcosa non va! Se si potesse paragonare il pianto di un bambino ad una situazione del quotidiano questo dell’allarme sarebbe l’esempio più adatto. Il bambino, infatti, soprattutto quando è molto piccolo e ancora non parla e fatica a farsi comprendere, utilizza il pianto come campanello d’allarme, un segnale per far capire ai genitori che qualcosa non va. Attraverso il pianto il bambino esprime un bisogno, una necessità, una mancanza. Tutto ciò che si esprime può andare dal semplice “ho fame” al bisogno più complesso di essere preso in braccio ed essere coccolato. I genitori, da parte loro, rispondo al pianto in maniera tempestiva, ma non sempre la risposta è adeguata al bisogno che il piccolo in quel momento sta cercando di esprimere. Ciò accade non per una mancanza della mamma e del papà, ma perché spesso è davvero difficile quale sia la richiesta del piccolo in quel momento e allora accade che spesso si proceda per tentativi ed errori finchè il bambino non si calma.

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Il pianto dovuto a bisogni primari come fame o sete, sono semplici da individuare e soddisfare, anche perché i bambini piccoli hanno dei ritmi molto regolari, seppur ravvicinati, per la pappa, per cui basterà guardare l’orologio per capire se il bambino ha fame in quel momento. Spesso il bambino piange quando si ritrova solo, ad esempio quando si sveglia, perché è spaventato e allora a quel punto avrà bisogno di essere rassicurato. In questo caso sentire la voce della mamma o il profumo prima ancora di essere preso in braccio calmerà il pianto del piccolo. Man mano che crescono il pianto da semplice segnale di allarme o bisogno può trasformarsi anche in un capriccio e a quel punto gestire la situazione è tanto più difficile.

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Come si gestisce il capriccio? Su questo quesito non esiste una risposta unitaria, ma ogni genitore si regola a modo suo seguendo il progetto educativo stabilito all’interno della coppia. C’è chi dice che il capriccio non vada assecondato senza tante spiegazioni, c’è chi ritiene che basti spiegare al bambino perché la sua richiesta non può essere soddisfatta e ancora c’è chi, non sopportando di vedere il proprio bambino in lacrime, asseconderebbe qualunque capriccio.

Rivale in amore: mia suocera

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Salve a tutti. Sono una ragazza piuttosto esasperata e a volte mi sembra di essere un luogo comune. Quale luogo comune direte voi… sono la classica nuora che odia ed è odiata dalla suocera e sapete cosa rende questo luogo comune ancora più comune? Il mio ragazzo è figlio unico. Vi racconto la mia triste storia. Circa tre anni fa ho conosciuto il mio attuale ragazzo e lui dopo sei mesi ha deciso di presentarmi i genitori, all’inizio persone stupende, ma poi… nulla da dire su mio suocero credo sia anche lui vittima della strega. Insomma, mia suocera ha iniziato a farmene di tutti i colori. Un esempio su tutti: se la domenica vado a pranzo lì invita anche le sue amiche e con loro inizia a parlare (come se io non ci fossi) di altre ragazze, di quanto sono belle e di quanto le avrebbe fatto piacere se suo figlio si fosse interessato ad una di loro. All’inizio soffrivo per questo genere di cose, ora invece mi fanno solo arrabbiare ma temo che se reagissi male perderei il mio ragazzo. Lui adora sua madre e lei, secondo me, ha un amore malato per lui. Vi pare normale che entrino vicendevolmente in bagno mentre l’uno o l’altra fanno la doccia? Insomma vorrei un consiglio su come gestire tutta questa situazione. Grazie mille da una nuora esasperata.

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Cara nuora esasperata, è vero quello che dici, cioè che un luogo comune che suocera e nuora non vadano d’accordo, però è vero anche che capita molto più spesso di quello che si pensa. Credo che molte persone che leggeranno la tua mail potranno rispecchiarsi nelle tue parole. Quando la rivale in amore è la mamma del proprio uomo la faccenda diventa più complicata perché si ha paura di creare tensioni all’interno del rapporto facendo presente il problema, ma ciò crea maggiore sofferenza. Potresti provare a parlare con il tuo ragazzo in maniera molto tranquilla dicendo solo che questa situazione ti fa soffrire che per il bene della coppia e dell’armonia familiare vorresti trovare una soluzione insieme a lui. Non credo si tirerà indietro, del resto è te che ama e che ha scelto. In bocca al lupo!