Matrimonio romantico: come organizzarlo

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Matrimonio romantico – Il tuo sogno è un matrimonio romantico? La cornice adatta è una location dal gusto antico, una villa d’epoca o un castello con un grande parco e giardini. Gli sposi amanti delle tradizioni, possono scegliere di sposarsi in una basilica con cerimonia religiosa oppure in una Villa Comunale con rito civile. Ecco qui, tanti consigli per organizzare un matrimonio romantico.

matrimonio romantico

Come organizzarlo – Le partecipazioni, gli inviti, i segnatavoli, i segnaposti, i menu’ scelti richiedono: cartoncini color avorio con caratteri in corsivo inglese e inchiostro elegante nei toni del blu scuro, testa di moro o grigio scuro. Ogni invito deve riportare la scritta R.S.V.P (Rèpondez, s’il vous plait) in basso a destra. Di solito vengono spedite almeno un mese e mezzo prima delle nozze. I libretti della Messa, il tableau de mariage, l’allestimento della location, la mise en place, le bomboniere e i biglietti di ringraziamento dovranno avere lo stesso tema conduttore scelto per l’evento.

Gli abiti degli sposi – Gli abiti degli sposi devono armonizzarsi con il tono del matrimonio. Per la sposa, un abito romantico dal fascino senza tempo, rigorosamente bianco, in pizzo macramè, oppure in tulle ricamato, con velo a lunga coda, di famiglia, in pizzo antico in stile “principesco“. Gli accessori e il trucco saranno sobri e raffinati, gioielli solo se di famiglia. Nella scelta dei fiori, del bouquet e delle decorazioni è preferibile optare per colori sobri e profumazioni delicate. Lo stile del matrimonio romantico richiede l’utilizzo di rose, di peonie, nelle tonalità del bianco puro, del crema, dell’avorio e del rosa. Per lo sposo, l’ideale è un abito spezzato, ad esempio il tight; giacca in fresco lana nera o grigio antracite a coda, in questo caso il Galateo suggerisce a testimoni e parenti più stretti di attenersi negli abiti allo stile delle nozze. Bottoniera dello sposo uguale a quella dei testimoni, del papà e del suocero.

Il ricevimento – La scenografia del ricevimento deve avere lo stesso tema usato per la cerimonia in chiesa. Sulla tavola rigorosamente piatti in ceramica, sottopiatti e posate in argento, bicchieri di cristallo, centro tavola floreale con l’aggiunta di candele, vetri, vasi e nastri tutto nelle nuance del bianco, dell’avorio e dell’oro.

Marmellata di fichi

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L’estate è ricca di frutta e verdura fresca e salutare. Nei carrelli della spesa di Agosto e Settembre troviamo oltre a pesche, angurie, meloni, uva, zucchine, melanzane anche i fichi. I fichi sono un frutto molto gustoso e dolce e con essi possono prepararsi diverse ricette tra cui una gustosa marmellata di fichi che ci ritroviamo nelle fredde giornate invernali con la quale potremmo peparare diversi dolci soprattutto crostate. Un’altra marmellata gustosa da preparare in questo periodo è la marmellata d’uva, scoprite qui la ricetta.

marmellata di fichi

Ecco gli ingredienti per preparare la Marmellata di fichi

INGREDIENTI per 4 vasetti

  • 2 kg di fichi
  • 500 gr di zucchero
  • 2 limoni

Ecco a voi il procedimento per preparare la Marmellata di fichi

PROCEDIMENTO

Prendete i vasetti ed una volta sterilizzati fateli asciugare per bene. Prendete un limone e grattugiate bene la buccia e mettetela da parte, poi spremete il succo dei due limoni faccendo attenzione ai semi. Prendete i fichi ed una volta lavati con attenzione toglieteci la punta e pelateli bene e divideteli poi in quattro spicchi e fate macerare in una ciotola insieme al succo dei limoni per almeno un’ora. Dopo prendete una pentola alta e metteteci all’interno i fichi, lo zucchero e metà succo dei limoni precedentemente spremuti e messi con i fichi a macerare. Lasciate cuocere a fiamma lenta mescolando di continuo e una volta che il tutto si sarà amalgamato ed il liquido di cottura si sarà asciugato spegnete il fuoco e versate la marmellata nei rispettivi barattolini. Chiudete ibarattoli con i coperchi e capovolgeteli per farli raffreddare creando un effetto di sottovuoto. Conservate la vostra marmellata e soddisfate le vostre voglie lungo l’inverno.

Incantesimi e filtri d’amore

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“Dov’è l’alloro? Dammi, Testili. E dove i filtri? Incorona la coppa con purpureo fiore di lana, onde il mio amato, che ora mi è grave pena, io avvinca: son dodici giorni, misera, dacché neppur viene e neppure sa se sono morta o viva, né alla porta batte, il crudele! Certamente altrove se ne andò Eros con le volubili brame di lui, e Afrodite. Mi recherò alla palestra di Timageto domani, per vederlo, e gli rinfaccerò come mi tratta. Ma ora con sacrifici voglio legarlo. Orsù, Selene, splendi di bella luce: a te sommessi incantesimi dirò, o dea, e ad Ecate infera, di cui tremano fino i cani quando s’avanza dei morti fra le tombe e il nero sangue (Teocrito, Idillio II)”.

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Incantesimi e filtri d’amore, fatture, elisir: facendo un giro sul web sono tanti i siti che danno precise istruzioni su come fare un incantesimo o una pozione per legare a sé il proprio amato, per far innamorare due persone, per far rinascere l’amore… insomma, ce n’è per tutte! Gli incantesimi e filtri d’amore hanno origini antichissime: dalla maga Circe a Medea, dai filtri d’amore che hanno fatto impazzire Caligola e Lucrezio, per poi proseguire con la stregoneria del Medioevo, numerosi sono gli esempi che potremmo citare. E sulla scia dei nostri antenati, le novelle streghe sfornano ricette per tutti i gusti!

Che sia per far tornare una persona amata, per far innamorare qualcuno o per rendere il rapporto sessuale più focoso, gli incantesimi e filtri d’amore sono composti da alcuni elementi essenziali: formule magiche, da ripetere categoricamente 3 o 6 volte in una notte di luna piena o crescente, candele rosse, incenso, erbe aromatiche (spesso introvabili), petali di rosa e addirittura… sangue mestruale trattato con un lungo procedimento, seccato e reso polvere! Intrugli e miscugli davvero disgustosi, spesso lasciati fermentare per una settimana, con il rischio di provocare seri problemi al povero malcapitato.

Inutile dire che non esiste alcuna pozione d’amore, né formule capaci di far innamorare qualcuno e di legarlo per sempre a noi: tutto ciò è solo frutto di credenze popolari e niente di più! Se non si vuole perdere la persona amata bisogna affidarsi unicamente a se stessi, senza l’aiuto di formule e rituali! E se poi va male, non importa: vuol dire che non era la persona giusta…

Milano: Van Gogh, Chagall e Segantini in mostra

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Mostre a Milano- Sarà un autunno caldo per l’arte a Milano. Infatti, tra settembre e ottobre 2014 inaugureranno importanti mostre dedicate a grandi artisti tra Ottocento e Novecento. Nella splendida cornice del Palazzo Reale di Milano, ospiterà importanti esposizioni, prima fra tutte la retrospettiva dedicata al pittore russo Marc Chagall, il ritorno di Giovanni Segantini nella città lombarda e Vincent Van Gogh e il suo rapporto con la terra. Grazie a queste mostre il Comune di Milano si prepara all’Expo 2015 alimentando il frizzante e cosmopolita clima culturale della città lombarda.

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Marc Chagall – La prima mostra ad aprire al pubblico è quella di  Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985 che si aprirà dal 17 settembre 2014 al 1° febbraio 2015. Il pittore russo di origine ebraica (1887-1985) è uno dei rappresentati di una pittura onirica, colorata ma radicata nell’umile tradizione religiosa russa. Nei suoi quadri infatti, i soggetti si alternano tra spose, animali e rabbini. La mostra si compone di 220 opere tra cui La passeggiata (1917-1919), Il compleanno (1915) e La mucca con l’ombrello (1946) organizzate cronologicamente in sezioni che ripercorrono la sua vita privata e professionale e le influenze artistiche  con i movimenti d’avanguardia (cubismo, simbolismo e fauvismo).

Giovanni Segantini- Il maestro del divisionismo italiano, il trentino Giovanni Segantini (1858-1899), ha segnato in maniera indiscutibile il XIX secolo. Visse per alcuni anni a Milano per poi trasferirsi in Svizzera lasciandosi influenzare dai paesaggi alpini. La mostra, intitolata Giovanni Segantini. Il ritorno a Milano dal 18 settembre 2014 al 18 gennaio 2015, vuole omaggiare la figura del pittore ottocentesco. Curata da Annie-Paule Quinsac e Diana Segantini, pronipote dell’artista, l’antologica espone circa cento opere mai riunite prima a Milano provenienti da collezioni e musei privati europei e statunitensi. Nel percorso, anch’esso diviso in sezioni, è possibile ammirare alcuni suoi capolavori come Il Naviglio sotto la neve (1879-1880), Mezzogiorno sulle Alpi (1891), Le due madri (1889).

Vincent Van Gogh- Dal 18 ottobre 2014 all’ 8 marzo 2015 Milano si lascia travolgere dal genio del più grande rappresentante dell’espressionismo: Vincent Van Gogh. L’uomo e la terra. La mostra nasce con lo scopo di indagare il pittore, morto a soli 37 anni e in povertà, nel suo rapporto con la natura e le sue umili origini. Saranno esposte 50 opere quali Contadini che piantano le patate (1884), Natura morta con piatto di cipolle (1889) e l’ Autoritratto risalente al 1887 provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo. Altre opere invece sono state gentilmente concesse dal Museo Van Gogh di Amsterdam e da collezioni private.

Carpaccio di carne

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Il carpaccio di carne è un antipasto che si prepara in pochissimo tempo. La preparazione è semplice, bastano pochi semplici passi la cosa importante è la carne, la scelta di una carne buona tagliata in maniera corretta.

Carpaccio di carne

Ecco gli ingredienti per preparare il Carpaccio di carne

INGREDIENTI per 4 persone

  • 400 gr di carne di vitello tagliata sottile
  • 100 gr di grana a scaglie
  • 60 gr di rucola
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 4 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
  • sale, pepe

Ecco a voi il procedimento per preparare il Carpaccio di carne

PROCEDIMENTO

Prendete una ciotola e versate all’interno l’olio, aggiungete all’olio il succo di limone, il sale ed il pepe. Mescolate il tutto fino ad avere una salsina omogenea. Prendete poi un bel piatto da portata e sistemateci sopra le fettine di carne e disponete sopra di esse le scaglie di grana. Adagiate ancora sopra la rucola lavata, pulita ed asciugata e per decorare mettete altre scaglie di grana, condite il tutto con la salsina preparata precedentemente e servite in tavola.

Buon Appetito!

Messico: fermiamo la tortura, parla Claudia Medina Tamariz

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La tortura in Messico – La storia è quella di Claudia Medina Tamariz, donna di 43 anni, originaria di Veracruz. La storia è quella di tortura, violenze e sevizie. La storia avviene in un luogo di cui non ci si stupisce nemmeno tanto: la caserma della Marina Militare del Messico. Ebbene sì: strumenti di tortura e servizie sono all’ordine del giorno per questi funzionari dello Stato, che pur di estorcere confessioni su presunti complici e legami loschi, non disdegnano il ricorso a questi metodi. Secondo Juan E. Méndez, infatti, giurista e relatore speciale per l’Onu sulla tortura, in Messico la tortura sta diventando un comune mezzo di investigazione, rientrando sempre più nella normalità delle pratiche da svolgere durante un’indagine.

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La storia di Claudia –  Claudia Medina Tamariz ha vissuto il suo incubo a partire dal 7 agosto 2012, quando alcuni soldati hanno fatto irruzione nella sua casa e l’hanno rapita. Ha ricevuto scariche elettriche, è stata picchiata, legata a una sedia e lasciata sotto al sole cocente per ore e infine, dopo 36 ore, è stata costretta a firmare una confessione di cui non aveva neanche letto il testo; confessione che, in pratica, sanciva il suo legame con il cartello del narcotraffico Jaslico Nueva Generaciòn. Sempre secondo il giurista Méndez, infatti, questo tipo di tortura è spesso usata nelle ricerche collegate alla criminalità organizzata e non stupisce che la Tamariz venisse accusata di complicità con il cartello del narcotraffico in Messico. Una volta portata all’Ufficio detenuti del procuratore generale, rigorosamente bendata, scopre che anche il marito e il cognato erano stati arrestati e avevano subito le stesse torture. Quel giorno, le autorità, annunciano di aver arrestato una pericolosa banda di criminali, senza però curarsi di condurre le visite mediche necessarie per verificare la realtà dei fatti.

Messico: fermiamo la tortura – “Io non sono l’unica, ci sono migliaia di donne che subiscono quello che ho passato io. Per questo ho deciso di denunciare, non voglio essere l’ennesima donna che rimane in silenzio per paura.” Queste sono le parole di Claudia, che dopo essere stata rilasciata in libertà provvisoria in attesa del processo, ha deciso di denunciare le sevizie subite. Il caso è diventato internazionale ed è per questo che Amnesty International, associazione per i diritti umani che ha già condotto altre battaglie nel campo della tortura, l’ha scelta come testimonial della campagna “Messico: fermiamo la tortura”: segno che Claudia non è certo l’unico caso in questione. La tradizionale sfiducia negli istituti giudiziari ha portato, nel tempo, molte donne e molti uomini a non denunciare ciò che era loro accaduto. In realtà, grazie a Claudia e alle ricerche condotte, si scopre che questo è pane comune in Messico e negli ambienti della Marina Militare, luoghi a cui la violenza non è certo estranea.

Summit Onu sul Clima: giovane poetessa dà il via

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Il Summit Onu sul Clima – Durante il Summit Onu sul Clima leaders di varie nazioni del Mondo si incontrano per discutere strategie e piani d’azione in materia di ambiente e cercare di trovare insieme le strade da prendere per un futuro più sostenibile. Il Summit Onu sul Clima è quindi un momento fondamentale di “unione” intorno a problemi quali il riscaldamento globale, i cambiamenti climatici e altre problematiche riguardanti l’ambiente; vengono anche prese in esame le formule da adottare per aiutare paesi in rapida crescita economica a poggiare il loro sviluppo su un’economia ecosostenibile e green. Col tempo sono aumentati i membri partecipanti al Summit Onu sul Clima perché si è presa sempre più coscienza delle opportunità portate dalla riduzione delle emissioni di gas serra e dell’importanza di un momento di scambio comune sulle strategie economiche mondiali.

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Alcune tappe – Il primo Summit Onu sul Clima si tenne a Rio de Janeiro nel lontano 1992. A questo “summit della Terra” presero parte le delegazioni di 154 nazioni e in questa prima occasione si arrivò alla stesura della UNFCCC ovvero la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Punto centrale di questo trattato era la riduzione e il mantenimento entro una certa soglia delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Il traguardo fu fissato al 2000 ma i risultati sperati non vennero mai raggiunti. Nel 1997 a Kyoto venne stilato il famoso “Protocollo di Kyoto” nel quale ancora una volta i rappresentanti delle nazioni coinvolte si diedero un traguardo, questa volta compreso tra il 2008 e il 2012, per mantenere le emissioni di gas serra in quantità media tra il 6-8% rispetto ai livelli del 1990. Ancora una volta le aspettative vennero infrante. Nel 2007 a Bali venne stabilita una “Road Map” per aiutare i paesi emergenti ad avere una economia pulita e l’utilizzo di tecnologie avanzate.


Una poetessa apre il Summit –
Il Summit Onu sul Clima si terrà a New York nel quartier generale dell’Onu e si aprirà il prossimo 23 settembre con l’obiettivo di raggiungere un accordo sui cambiamenti climatici e darsi come traguardo il 2015. Questo Summit Onu sul Clima verrà inaugurato da una giovane poetessa ventiseienne delle isole Marshall in Oceania. Si chiama Kathy Jetnil-Kijiner ed è un’insegnante, una giornalista e la fondatrice di una Ong ambientalista. Afferma la giovane Kathy Jetnil: “La mia poesia si concentra principalmente sulla sensibilizzazione che circonda le questioni e le minacce per la mia gente. I test nucleari condotti nelle nostre isole, il miitarismo, il livello del mare in aumento a causa dei cambiamenti climatici, le migrazioni forzate. Questi sono alcuni temi delle mie poesie che vengono usate anche come mezzo per comprendere le persone e il mondo intorno a me”. E ancora “voglio portare il messaggio della mia gente nel mondo. Il cambiamento climatico è una minaccia che dobbiamo prendere più seriamente”.

Diffidenza: quando è troppa è un problema!

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Ciao a tutti. Sono single da tanto tempo. Ho avuto una terribile delusione dal mio ex ragazzo ed anche se sono passati anni non credo di essermi mai ripresa. Agli occhi degli altri io e lui eravamo la coppia perfetta quella che avrebbe messo su la classica famiglia del mulino bianco. Invece non mi ero resa conto che portavo una serpe in seno. Il tempo che ho passato con lui, lui lo ha passato con me e con le altre ed io stupida non mi sono mai accorta di nulla. Non ultima una sua relazione clandestina con una donna sposata che a quanto pare c’è stata da prima di me, durante la nostra storia e continua ad esserci tuttora. Insomma sono rimasta talmente scossa che ora non riesco più a lasciarmi andare con nessuno, penso che se lui che era il mio ragazzo sa tanti anni è stato capace di fare tutto questo schifo alle mie spalle chissà gli altri cosa potrebbero farmi. Insomma mi rendo conto che questa diffidenza causatami da lui mi sta rovinando la vita e precludendo molte possibilità magari con persone migliori. Come se ne esce? Grazie.

diffidenza

Cara lettrice, subire una forte delusione, portare dentro delle ferite profonde certo non aiuta ad aprirsi nei confronti del mondo, del nuovo e di quello che potrebbe essere, ma come hai detto tu stessa stai perdendo delle possibilità, magari con persone migliori. L’esperienza negativa con il tuo ex ragazzo non deve essere per te occasione di chiusura e diffidenza, ma momento di riflessione ed insegnamento. Usa quello che hai vissuto come lezione di vita non come parola fine. Concedi a te stessa la possibilità di essere smentita e di provare a vedere se è vero che tutte le persone con le quali inizi una relazione potrebbero ferirti. Hai bisogno di avere il tuo riscatto dalla vita, conceditelo. In bocca al lupo!

Stasera in tv, in programma mercoledì 3 settembre

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Cosa c’è stasera in tv? – Ecco la programmazione della prima serata di oggi, mercoledì 3 settembre:

stasera in tv

Su RaiUno secondo appuntamento con Velvet. In seconda serata una puntata di Miss Fisher – Delitti e Misteri e una di Tradimenti.

Su RaiDue due puntate della quarta stagione di NCIS: Los Angeles. In seconda serata una puntata di Under the dome. A seguire Il mistero della porta accanto (2006) di Jeff Woolnough, con Lara Flynn Boyle.

Su RaiTre il film Il segno della libellula – Dragonfly (2002), di Tom Shadyac con Kevin Costner, Kathy Bates. A seguire per Doc 3 Smile.

Su Canale 5 la prima puntata de I Cesaroni 6. A seguire il film Amore & altri rimedi (2010) di Edward Zwick, con Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway.

Su Italia 1 il film Rocky IV (1985) di e con Sylvester Stallone. In seconda serata il film Never back down – Mai arrendersi (2008) di Jeff Wadlow, con Sean Faris, Amber Heard, Evan Peters.

Su Rete 4 due puntate di The Mentalist. A seguire le prime due puntate dell’ottava stagione di Bones.

Su La7 tre puntate della nona stagione di Grey’s Anatomy.

Su MTV appuntamento con Plain Jane: La nuova me e a seguire, sempre in prima tv Alaska e Mario Beauty School.

Su Cielo due puntate in prima tv in chiaro della terza stagione di X Factor USA.

Su Rai 4 tre puntate di Roma e due de il Trono di Spade.

Su Rai 5 al teatro con Figaro, il Barbiere, con Elio. A seguire Icone – Umberto Eco e Alberto Arbasino e il David Letterman Show.

Su Iris per il ciclo “Post Apocalypse” il film Doomsday (2008) di Neil Marshall, con Malcolm Mc Dowell, Rhona Mitra, Bob Hoskins. In seconda serata L’esercito delle dodici scimmie (1995) di Terry Gilliam, con Bruce Willis.

Su La 5 il film Certamente, forse (2008) di Adam Brooks, con Ryan Reynolds, Abigail Breslin. In seconda serata Cambio Casa, Cambio Vita.

Su Italia 2 la terza stagione di Merlin e in seconda serata il film Gremlins 2 – La nuova stirpe (1990) di Joe Dante, con Zach Galligan, Phoebe Cates, John Glover.

Su Mediaset Extra in replica il serale di Amici 13.

Su Real Time una puntata della serie Il nostro piccolo grande amore e a seguire Sex Er – Tutta colpa del sesso.

Guerra in Siria: il tiro al bersaglio su donne incinte

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La guerra in Siria – E’ ormai dal 2011 che imperversa la guerra in Siria. Uno dopo l’altro arrivano navi e barconi con intere famiglie che sfuggono dalla guerra; chi non è così fortunato, non ha altro da fare che emigrare nei paesi più vicini, come la Giordania, Libano, Iraq ed Egitto, senza per questo, però, trovare una vita facile: mesi fa l’appello di bambini detenuti assieme alle loro famiglie in un commissariato di polizia in Egitto, giusto per nominare un caso. Milioni, poi, gli sfollati interni. La Siria è diventata, nel giro di poco tempo, il paese con il più grande numero di emigrazioni forzate, con 2,8 milioni di rifugiati.

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Tiro al bersaglio – La guerra in Siria colpisce in primo luogo chi materialmente la fa. Ma non per questo chi rimane nelle città e aspetta soccorsi o spera che la guerra finisca rimane indenne. In questa situazione le donne incinte sono diventate vittima di un vero e proprio tiro al bersaglio da parte dei cecchini, o almeno così riferisce il chirurgo inglese David Nott, che ha già avuto esperienza di volontariato in Bosnia, Sudan e Libia. Una dopo l’altra, infatti, sono state ferite donne in stato di gravidanza avanzato, al settimo o all’ottavo mese: impossibile ignorare un fatto del genere. La scelta era deliberata. “Le donne sono state tutte colpire all’utero, dove (ai cecchini) era stato ordinato di mirare…e questo è stato un atto deliberato. Era ben oltre l’inferno.” In questi casi si è riusciti a salvare le donne, ma non i loro bambini: un fatto emblematico. Si sceglie di colpire la vita, là dove regna la morte.

La situazione medico-ospedaliera – Secondo una stima dell’associazione Save The Children, dall’inizio della guerra in Siria il 64% degli ospedali pubblici e il 38% dei pronto soccorsi sono stati danneggiati e resi praticamente inutilizzabili; dei cinquemila medici operanti ad Aleppo, ne sono rimasti 36. In questa drastica situazione, molte donne si spostano, proprio per partorire, nei paesi limitrofi e in particolar modo in Giordania. In tutto ciò, il miro al bersaglio dei cecchini non rende certo la vita più facile per le donne che rimangono in Siria. Donne che spesso ricevono le assistenze mediche unicamente da parte di associazioni di volontariato o dai loro vicini, ritrovandosi all’improvviso a dover partorire in casa. Per questo, infatti, viene registrato in Siria anche un notevole aumento dei parti cesarei, che presentano il vantaggio di poter esser programmati e, in qualche modo, eliminano gli imprevisti di un parto naturale.

Criminologia: può la scienza spiegare il comportamento criminale?

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L’uomo da sempre ha cercato di dare una spiegazione ai comportamenti dell’uomo stesso con impegno e devozione. Perché ci innamoriamo, perché dobbiamo dare seguito ad istinti sebbene siano poco salutari e convenienti, ma soprattutto, l’attenzione dei ricercatori si è sempre concentrata sul perché gli uomini mettano in atto comportamenti distruttivi definiti criminali. Se è vero che la psicologia è la scienza che studia il comportamento umano, è vero anche che la criminologia è quel ramo della psicologia che studia una particolare deviazione del comportamento umano che va nella direzione del crimine e del reato.

criminologia

Uno dei più importanti studiosi del comportamento criminale fu Cesare Lombroso che sosteneva la tesi del tutto innovativa secondo cui i comportamenti criminali sarebbero determinati da predisposizioni di natura fisiologica, quindi, la criminalità sarebbe connessa a particolari caratteristiche fisiche di una persona. Una simile idea è molto antica e risale, addirittura, all’Iliade di Omero che collega la devianza di Tersite direttamente alla sua bruttezza fisica. Ancora le stesse leggi del Medioevo sancivano che se due persone fossero state sospettate di un reato, delle due si sarebbe dovuta considerare colpevole la più deforme. Come Omero e i Medievali, quindi, Lombroso è convinto che la costituzione fisica sia la più potente causa di criminalità: in particolare la sua attenzione è posta alla conformazione del cranio. Lombroso sostiene poi che il “delinquente nato” presenta delle caratteristiche ataviche, ossia simili a quelle degli animali inferiori e dell’uomo primitivo; tali caratteristiche renderebbero difficile o addirittura impossibile il suo adattamento alla società moderna e lo spingerebbero sempre di nuovo a compiere reati.

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Questa è solo una delle prime teorie che ha tentato di dare una spiegazione al comportamento criminale. Questo è il compito della criminologia tentare di spiegare le ragioni alla base del comportamento criminoso, quali siano gli elementi che hanno determinato la condotta disadattiva.

I Cesaroni 6, anticipazioni prima puntata in onda mercoledì 3 settembre

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I Cesaroni 6, anticipazioni prima puntata in onda mercoledì 3 settembre – Oggi è il grande giorno: i Cesaroni ritornano sugli schermi di Canale 5 con tante avventure, novità e personaggi vecchi e nuovi. Il capofamiglia è sempre lo stesso, Giulio Cesaroni (Claudio Amendola), che in questa nuova stagione si ritrova a gestire da solo la numerosa famiglia in quanto Lucia (Elena Sofia Ricci) è volata in Americaper aiutare Eva (Alessandra Mastronardi), che dopo la rottura definitiva da Marco (Matteo Branciamore), ha deciso di iniziare una nuova vita a New York con la piccola Marta. Al fianco di Giulio ci saranno i fratelli Cesare (Antonello Fassari) e Augusto (Maurizio Mattioli). I tre fratelli Cesaroni sono impegnati, fin dalla fine della quinta serie, nella ricerca di un quarto fratello Cesaroni, che il loro padre Tiberio ha avuto da una relazione extraconiugale. Ma ecco le anticipazioni della prima puntatain onda questa sera, mercoledì 3 settembre intorno alle 21.10 circa.

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I Cesaroni 6, anticipazioni prima puntata – Nella casa di fronte a quella della famiglia Cesaroni, nel quartiere della Garbatella, viene a vivere Sofia (Christiane Filangieri). La donna ha 3 figli, Nina (Margherita Vicario), Irene (Mihaela Dorlan) e Ivan (Riccardo Russo) ed è una vecchia conoscenza di Giulio, in quanto ha Sofia ha vissuto alla Garbatella fino a 20 anni prima. Proprio grazie a Sofia, Giulio (Claudio Amendola), Cesare (Antonello Fassari) e Augusto (Maurizio Mattioli), rintracciano il fratello Annibale (Edoardo Pesce), nato da una relazione extraconiugale del loro padre Tiberio.

I  Cesaroni 6, chi arriva e chi se ne va – La sesta stagione de I Cesaroni è davvero ricca di novità. Accanto alle ormai colonne portanti Claudio Amendola (Giulio Cesaroni) e Antonello Fassari (Cesare Cesaroni), tanti sono stati gli attori che hanno preso parte nel corso degli anni a questa serie. Quest’anno è il turno della bella e brava Christiane Filangieri, che vestirà i panni di Sofia, la nuova vicina di casa dei Cesaroni. I figli di Sofia saranno interpretati da Margherita Vicario (qui potrete rileggere un’intervista fatta alla Vicario), Mihaela Dorlan e Riccardo Russo. La migliore amica di Sofia sarà invece Debora Villa, che interpreterà il ruolo di Annamaria. Luca Capuano, noto per i suoi ruoli in Centovetrine e Le Tre Rose di Eva, interpreterà Federico, un medico sportivo, sposato, che avrà una relazione extraconiugale con Nina (Margherita Vicario). Michele La Ginestra è Luca, il meccanico che rileverà l’officina di Ezio (Max Tortora), che ha lasciato Stefania (Elda Alvigini) per una giovane brasiliana.

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