Apple: il nuovo dispositivo parlerà il dialetto!

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La ricerca della più avanzata tecnologia è ormai diventata una moda,per alcuni quasi un’ossessione! Ormai con i computer, con gli smartphone e con i tablet si riesce a fare praticamente di tutto! E se il prezzo è troppo alto si giustifica con le caratteristiche di ultima generazione del dispositivo.

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Possiamo dire che il primato in fatto di innovazione è detenuto dalla casa produttrice Apple. L’Apple infatti riesce a rimanere sul mercato lanciando sempre nuovi prodotti,anzi più che di prodotti potremmo quasi parlare di mode. Basti solo pensare agli I-phone che appena lanciati sul marcato hanno spopolato, addirittura ci sono persone che attendono con ansia l’uscita del prossimo modello,che cercano l’accessorio più “in” da abbinare al proprio smartphone e l’applicazione,meglio conosciuta come “app”,più originale da scaricare . Ma quale sarà l’ultima trovata geniale di casa Apple?  Quale sarà la nuova moda?

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Il nuovo dispositivo di casa Apple, Yosemite,che sarà presto sul mercato, parlerà il dialetto! Ebbene si! L’Apple le pensa davvero tutte per attirare l’attenzione sui propri prodotti. Dopo aver pensato e realizzato veramente di tutto ecco che immette sul mercato il nuovissimo dispositivo che oltre a parlare tutte le lingue del mondo  potrà essere impostato anche su due dialetti: il dialetto napoletano e il dialetto siciliano, due “lingue” simbolo della tradizione italiana. Una volta aperta la finestra del pannello di controllo,dopo aver selezionato la lingua “italiano” si aprirà un menù a tendina dal quale sarà possibile scegliere se impostare il dialetto napoletano o il dialetto siciliano. L’idea di base è nata da una decisione dell’ Unesco di salvaguardare il dialetto napoletano e il dialetto siciliano in quanto considerati  patrimonio dell’umanità. Dal prossimo autunno sarà possibile scaricare OS X Yosemite ma non per tutti, sono infatti indicati sul sito ufficiale di Apple i modelli su cui sarà possibile scaricare il dispositivo. E allora via all’ ultima moda!

Genitorialità: diventare genitore vuol dire…

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Genitorialità: la genitorialità può essere investita di molti significati che affondano le radici in credenze culturali, religiose e sociali. Ma che cosa significa? Ci sono persone che credono che diventare genitore faccia parte del DNA di una persona e che sia un avvenimento necessario nella vita di un individuo. In realtà così non è. Diventare genitore è un processo evolutivo che inizia già nel momento in cui il bambino stabilisce il rapporto triadico con i propri genitori. Diventare genitore pone la nuova mamma o il nuovo papà di fronte all’immagine che ha ed ha avuto rispettivamente della propria madre e del proprio padre. Bisogna poi iniziare a rappresentarsi come genitori ed iniziare ad avere un’immagine del figlio che arriverà.

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Diventare genitori rappresenta sicuramente un momento di crescita, di sviluppo, di realizzazione personale oltre che un momento di trasformazione delle dinamiche familiari e relazionali all’interno della coppia. Avere un figlio mette la coppia di fronte a nuove problematiche e decisioni da prendere come, per esempio, stabilire un progetto educativo e quindi prendere decisioni in merito a questioni che riguarderanno il futuro del bambino. Bisogna, inoltre, pensare di inserire un terzo elemento all’interno della coppia e iniziare a figurarsi quale sarà il suo ruolo.

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Diventare genitori, sebbene sia il destino di molti e il desiderio di ancora più persone, non è per niente facile, anche perché nessuno insegna il mestiere di mamma o di papà, è l’unico lavoro che si impara sul campo come diceva anche Sigmund Freud. Quest’ultimo sosteneva che educare sia addirittura impossibile, poiché c’è sempre una sostanziale differenza tra ciò che in realtà si intende insegnare e quello che realmente viene percepito ed acquisito. Quindi diventare genitori vuol dire fare i conti con sé stessi come figli, con l’immagine genitoriale introiettata dai propri genitori, modificare l’immagine di sé come persona e l’immagine della coppia, rivedere le priorità e stabilire insieme un progetto educativo insieme ad altre decisioni fondamentali per il futuro del bambino.

 

Le ministre stanno insieme, coming out in Colombia

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Le ministre stanno insieme- In Colombia, la ministra per il Commercio, l’Industria e il Turismo Cecilia Alvarez Correa ha ufficialmente confermato di essere legata sentimentalmente alla sua collega Gina Parody, titolare del Ministero dell’Educazione. La conferma è arrivata nel corso di un’intervista con la radio Rnc, nella quale Alvarez Correa ha ammesso il suo legame con la Parody. Il coming out è arrivato dopo che il noto giornalista e sociologo colombiano Alfredo Molano ha affermato che ciò che più apprezza del governo Santos è l’unione fra Gina e Cecilia, il fatto che siano due donne lesbiche impegnate in un rapporto stabile e che allo stesso tempo facciano parte dell’esecutivo. La rivelazione sulla relazione tra le due ministre arriva all’indomani di una sentenza della Corte Costituzionale di Bogotà che ha autorizzato Ana Leiderman, una lesbica di Medellin, a far adottare il proprio figlio biologico dalla sua compagna Veronica Botero. Un caso simile a quello esaminato dal Tribunale di Roma.

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La carriera delle ministre- María Cecilia Álvarez Correa Glen è nata in Colombia il 30 Agosto del 1953. Oltre ad essere una politica è anche ingegnere industriale e ha studiato alla Pontificia Universidad Javierana. Il 28 agosto del 2012, il presidente Juan Manuel Santos Calderón ha annunciato la sua decisione di nominare Alvarez Correa ministro dei Trasporti. Il 14 agosto del 2014 è passata al Ministero per il Commercio, l’Industria e il Turismo. Gina María Parody d’Echeona è nata il 13 novembre del 1973 a Bogotà, si è laureata in giurisprudenza alla Pontificia Universidad Javierana ed è scesa in politica. Nel 2002 è stata eletta in Colombia alla Camera dei Deputati e nel 2006 al Senato. Il 20 agosto 2014 è stata nominata ministro dell’Educazione dal presidente Santos.

Dichiarazioni- La ministra Cecilia Alvarez Correa dice di non capire perché tanto interesse per la vita sentimentale non è rivolto agli uomini. Ha poi dichiarato che sia lei che la collega Parody sono state scelte unicamente perché ritenute le più capaci per ricoprire quei ruoli e che il fatto che fra due ministre del governo ci sia una relazione sentimentale non deve essere interpretato come un “messaggio di apertura globale” da parte del presidente.

Educare alle differenze: meeting a Roma 20 e 21 settembre

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Educare alle differenze- Le associazioni Scosse, Progetto Alice e Stonewall hanno proposto un incontro nazionale, “Educare alle differenze”, che si svolgerà a Roma, tra insegnanti, genitori, gruppi istituzionali e altre associazioni. L’obiettivo dell’incontro è quello di creare una rete fra tutte le esperienze di chi quotidianamente lavora fuori e dentro le scuole, in modo da promuovere libertà e pluralità, partendo dal ragionamento sull’identità di genere. L’iniziativa è stata sostenuta da oltre 150 realtà collettive in diverse città italiane ed è stata preceduta da vari confronti sul territorio. L’incontro si svolgerà presso i locali della scuola multietnica di Via Bixio 83, nel quartiere Esquilino, a pochi passi dalla Stazione Termini, grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione genitori scuola Di Donato.

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L’importanza dell’evento- “Educare alle differenze” prevede tavoli di lavoro su temi specifici: come gli stereotipi producono discriminazione e diseguaglianze; il ruolo dell’educazione sentimentale e sessuale; la formazione gli insegnantiGli organizzatori spiegano che alla base dell’evento c’è la necessità di contrastare la battaglia contro l’educazione alla differenza e gli studi di genere portata avanti dagli ambienti cattolici e dalle forze di destra. La reazione è diventata necessaria dopo che l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) ha promosso la diffusione dei libretti “Educare alla diversità”. Si tratta di opuscoli realizzati da psicologi e psicoterapeuti contro l’omofobia, ma mai distribuiti a causa dell’opposizione del presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), Angelo Bagnasco, che ha definito gli opuscoli “strategia persecutoria contro la famiglia”.

I casi- Vari sono stati i casi di opposizione all’educazione di genere. Ad aprile, due insegnanti del liceo Giulio Cesare di Roma, sono stati denunciati dalle associazioni Giuristi per la vita e Pro vita onlus per avere fatto leggere il libro di Melania Mazzucco “Sei come sei”, in cui si descrive un rapporto omosessuale tra due giocatori. Sempre a Roma, il movimento integralista cattolico Militia Christi ha contestato il corso “La scuola fa la differenza”, organizzato da Scosse e Archivia. In Regione Lombardia è stata approvata una mozione a tutela della “famiglia naturale”. Il Comune di Verona ha deciso di monitorare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole per evitare che vengano trasmessi “messaggi difformi dai principi morali e religiosi”.

Stasera in tv, in programma martedì 2 settembre

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Cosa c’è stasera in tv? – Ecco la programmazione della prima serata di oggi, martedì 2 settembre:

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Su RaiUno il film tv Il Commissario Montalbano – L’età del dubbio, con Luca Zingaretti. In seconda serata Speciale Luciano Ligabue – Questo è il mio mondo.

Su RaiDue una puntata in prima tv di Squadra Speciale Cobra 11 e a seguire ua in replica. Quindi la quinta stagione di The Good Wife. A seguire Funeral Party (2007) di Frank Oz, con Jane Asher, Peter Vaughan.

Su RaiTre ultima puntata di Millennium. A seguire Report Cult.

Su Canale 5 il film Ti presento un amico (2010) di Carlo Vanzina, con Kelly Reilly, Raoul Bova, Martina Stella. In seconda serata C’è chi dice no (2009) di Giovanni Battista Avellino, con Luca Argentero, Paolo Ruffini, Marco Bocci, Myriam Catania.

Su Italia 1 due puntate di Chicago Fire. In seconda serata il film in prima tv Rewind (2013) di Jack Bender, con David Cronenberg.

Su Rete 4 il film King Kong (2005) di Peter Jackson, con Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody.

Su La7 il film Balla coi lupi (1990) di e con Kevin Costner.

Su MTV due puntate di 16 anni e incinta Italia in replica. A seguire Catfish – False identità.

Su Cielo le due puntate di MasterChef Australia All Star.

Su Rai 4 il film Ancora 48 ore (1990) di Walter Hill, con Nick Nolte, Eddie Murphy. Segue Streets of blood (2009) di Charles Winkler, con Sharon Stone, Val Kilmer.

Su Rai 5 il film A single man (2010) di Tom Ford, con Colin Firth, Julianne Moore.

Su Iris per il ciclo Post Apocalypse il film Waterworld (1995) di Kevin Reynolds, con Kevin Costner. In seconda serata Ultracorpi – L’invasione continua (1992) di Abel Ferrara, con Gabrielle Anwar, Terry Kinney, Billy Wirth, Forest Whitaker.

Su La 5 il film Un segreto tra di noi (2008) di Dennis Lee, con Julia Roberts, Ryan Reynolds, Willem Dafoe, Emily Watson. A seguire il ciclo La Donna in giallo – Sulle tracce del sicario.

Su Italia 2 il film L’ultimo boy scout – Missione sopravvivere (1991) di Tony Scott, con Bruce Willis, Damon Wayans, Chelsea Field. In seconda serata, in prima tv, Un poliziotto da happy hour (2011) di John Michael Mcdonagh, con Brendan Gleeson, Don Cheadle.

Su Mediaset Extra in replica Temptation Island.

Su Real Time due puntate di Malattie Misteriose Body Bizarre.

Adozioni gay in Italia, 5mila coppie in tribunale

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Il secondo caso – Come era prevebibile, la notizia della prima adozione da parte di una coppia omosessuale in Italia ha fatto parecchio rumore nel mondo LGBT. La storica sentenza del Tribunale dei minori di Roma ha segnato il primo passo fondamentale verso il raggiungimento di una parità di diritti in merito alle adozioni, da molto tempo auspicata. Il Tribunale di Roma ha già a che fare con un caso simile a quello dei giorni scorsi, stavolta si tratta di due papà a chiedere in adozione il proprio bambino.

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Coppie gay in Italia e lo stepchild adoption – Sono oltre 5mila le coppie omosessuali in Italia con un un figlio concepito all’estero da un componente della coppia. Dopo la sentenza di Roma, saranno migliaia i ricorsi dei genitori non biologici per riconoscere i figli come propri.  Il modello ‘stepchild adoption’ da speranza a tutte le famiglie che si trovano a vivere una situazione affine. Oltre che in Inghilterra, questo sistema esiste anche in Spagna, Belgio, Norvegia, Danimarca, Svezia, Francia, ma anche in Paesi come Germania e Finlandia, in cui l’adozione di bambini da parte di coppie gay non è permessa. Il sistema nasce per la tutela dei minori, nati nella maggior parte dei casi all’estero con la procreazione assistita eterologa.

Le parole di Melita Cavallo – Melita Cavallo, Presidente del Tribunale dei minori di Roma, firmataria della sentenza, ha agito per il bene del minore e ha dichiarato: “Qui non sono stati messi al centro i diritti gay, ma quelli di una bambina, cresciuta con le sue due madri, di cui una biologica. Il primo caso ha smosso le acque. Vedremo, caso per caso sempre nell’interesse dei minori. Come sempre. I cambiamenti sociali d’altra parte ci sono e non si potevano ignorare i diritti di una bambina. La sentenza accolta ha dimostrato che la strada non è impossibile. Forse nessuno ci aveva pensato prima. E probabilmente molte coppie ancora non vengono allo scoperto. Avere un secondo genitore, nel caso accolto una seconda mamma, garantisce in toto il minore non solo di fatto ma anche di diritto. Ecco perché le strumentalizzazioni in tema non sono gradite: qui non si è autorizzata l’adozione a una coppia gay. Ma si è riconosciuta la genitorialità al partner di una madre biologica. Come giudice ho rispettato la legge”.

Le adozioni gay fanno discutere – La questione delle adozioni gay ha fatto molto discutere l’opinione pubblica, accendendo ampi dibattiti sull’omogenitorialità e lo sviluppo del bambino. Il nodo centrale ruota intorno a fattori etico-morali e religiosi. Anche in politica se ne parla con toni accesi: nelle ultime ore, il manifesto del partito ‘Fratelli d’Italia’ ha infastidito molti, tra cui Oliviero Toscani, colui che ha scattato la foto.

Come conquistare un ragazzo fidanzato

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Lo sappiamo tutte che provarci con il ragazzo di un’altra non è un’azione nobile… ma tante volte si innescano alcuni meccanismi da cui poi è complicato uscirne fuori! Che si tratti di un innamoramento folle o di un’attrazione fisica molto forte, alcune di noi si sono trovate nella condizione di voler conquistare un ragazzo fidanzato, ottenendo chi risultati disastrosi, chi invece ottimi risultati. Qual è dunque il segreto delle vincitrici?

Per conquistare un ragazzo fidanzato è necessario innanzitutto essere abbastanza furbe ed  intelligenti, in modo da non passare dalla parte del torto, e soprattutto non provocare una catastrofe! In secondo luogo, valutiamo bene chi abbiamo davanti: ne vale veramente la pena? O si tratta di una persona che potrebbe approfittarsene e pugnalarci poi alle spalle? È solo un abbaglio? Desideriamo questa persona più di ogni altra cosa?

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Detto questo, dopo aver riflettuto sulle nostre intenzioni e sul diretto interessato, possiamo passare all’azione. Ecco allora come conquistare un ragazzo fidanzato:

Assicuriamoci uno spiraglio di luce

Certo, se ci limitiamo a sognarlo la notte e a fissarlo durante il giorno, non potrà mai accorgersi di noi! Si tratta pur sempre di un ragazzo fidanzato, dunque sarà veramente difficile che sia lui a fare la prima mossa. Per cui, la parola d’ordine è farsi notare, in qualsiasi modo! Se è un collega di lavoro cerchiamo di avere più contatto e di passarci più tempo, se si tratta di un collega universitario troviamo il modo di studiarci insieme, e così via.

Studiamolo e troviamo il suo punto debole

Osserviamolo e cerchiamo di capire quali sono le sue passioni, quale tipo di ragazza lo attrae (non teniamo in considerazione la sua ragazza, spesso una fidanzata non rispecchia mai i gusti di un uomo), come possiamo riuscire a farlo ridere e divertire. Una volta che lo abbiamo studiato bene, passiamo all’attacco: cerchiamo di colpirlo in qualche modo, e stabiliamo un contatto più profondo.

Facciamo in modo che cerchi sempre la nostra compagnia

Riuscendo a trovare i suoi punti deboli, a questo punto non sarà molto difficile instaurare una certa relazione con questo ragazzo! Allora ci siamo quasi: dobbiamo solo rendere il rapporto sempre più intimo, in modo che ci cerchi, che abbia voglia di parlare con noi, che senta la nostra mancanza quando non ci facciamo sentire.

Proviamo a capire cosa gli manca nella sua relazione

Instaurando un rapporto più intimo, non sarà difficile capire se c’è qualcosa che non va con la sua fidanzata, e come vorrebbe che invece questa si comportasse. Mostriamoci allora comprensive e attente alle sue esigenze, intriganti e sensuali, e cerchiamo di rispecchiare i comportamenti della sua ragazza ideale.

Arriviamo preparate alle vittoria

Arrivate a questo punto, siamo ormai prossime al nostro obiettivo di conquistare un ragazzo fidanzato: il fanciullo sarà cotto a puntino! Non dobbiamo fare altro che prepararci all’incontro che ci farà passare dalle parole ai fatti: pelle luminosa con scrub e creme, vestito super sexy, rigorosamente tacchi, trucco e profumo. Abbiamo raggiunto il nostro scopo, quindi cerchiamo di essere indimenticabili, in modo che non riesca più a fare a meno di noi!

Violenza domestica: il nuovo film di Shabana Azmi

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Dati preliminari – Donne” e “violenza subita” sono un binomio che la realtà odierna ci ha educato a considerare alla stessa stregua di un postulato. Il numero di donne che subiscono violenza è in crescita e sono sempre più frequenti i casi di femminicidio (pensiamo al recente caso romano). La violenza non si esaurisce esclusivamente nell’atto brutale del femminicidio ma è caratterizzata da molteplici declinazioni di cui le donne fanno esperienza diretta. La violenza domestica è una di queste. La violenza consumata o perpetuata tra le mura della propria “casa”, luogo che è per eccellenza, sinonimo di porto sicuro; una violenza subita all’interno del rapporto di coppia per mano della persona amata. I dati sulla violenza domestica parlano chiaro: 13.696 donne vittime di violenze domestiche di cui il 71% italiane.

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Lo sguardo di Shabana Azmi – La violenza domestica è un problema fondamentale per Shabana Azmi, che, infatti, sta realizzando uno “short film” dal titolo “Outside” in collaborazione con enti che si occupano della violenza domestica in America, Gran Bretagna e India. Azmi è una personalità eclettica: figlia di un poeta e scrittore, ha recitato in molti film e ha ricevuto molti riconoscimenti importanti come i “Filmfare Awards” e i “National Awards”, oltre ad essersi esposta in prima persona nella lotta all’AIDS. Questo film sulla violenza domestica si poggia, quindi, su un sostrato di grande impegno attivo. La trama tratta di una giovane ragazza che si trova ad essere testimone di un atto di violenza che lei stessa non riesce a spiegarsi, a comprendere. Ma ciò che la ragazza ha visto la segna profondamente e la spinge ad agire per riparare “ciò che è stato rotto”. Qui Shabana Azmi pone un altro interrogativo: chi riuscirà ad “aggiustare la sua frattura” e a liberarla dai fantasmi portati da ciò che ha visto?

S.O.S. – La violenza domestica è solo uno dei maltrattamenti che subiscono le donne; come stimato dalla Cooperativa Sociale Cerchi nell’Acqua la violenza ha molte sfumature: infatti gli atti di violenza sono per il “91% psicologici, 67% fisici, 28% economici, 20% sessuali e 17% stalking. I casi denunciati sono stati il 26%, ma la percentuale scende fino al 6% se si tratta di maltrattamenti sessuali, perché le vittime si vergognano“. In Italia un esempio di iniziativa proposta per aiutare le donne vittime di violenza domestica a superare la difficoltà e a lasciare il luogo della violenza è “Diamoci un taglio”, iniziativa proposta da due giovani ragazze siciliane e premiata da Sodalitas in occasione delSodalitas challenge, your ideas, your future”.

Donna e guerra

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Quando scoppiava una guerra gli uomini venivano chiamati a combattere, diciamo che i paesi si svuotavano e le uniche figure a popolare le strade erano quelle di donne,bambini e anziani. E allora chi si occupava di  mandare avanti la famiglia? Chi provvedeva a portare il pane in tavola? Ovviamente le donne.

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L’assenza degli uomini,che anticamente erano gli unici a lavorare in famiglia,provocava grandi problemi sia a livello economico che a livello sociale e per risolvere questa situazione,durante la prima guerra mondiale,i posti di lavoro lasciati vuoti dagli uomini vennero occupati dalle donne. Fu così che “gli angeli del focolare” ricoprirono ruoli del tutto nuovi, dal lavoro nei campi ad operaie nelle industrie tessili,nelle industrie metallurgiche,meccaniche e anche cariche a livello amministrativo. Fu così che le donne del tempo riuscirono a dimostrare di essere in grado di lavorare e di svolgere tutte le mansioni dei propri figli e mariti. Quando diciamo tutte le mansioni intendiamo davvero tutte,infatti non veniva risparmiato alle novelle lavoratrici neanche il lavoro più pesante come poteva essere ad esempio quello di spostare sacchi di grano pesanti o sollevare ingenti pesi in fabbrica.

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Il fatto di essersi emancipate a livello lavorativo non corrispondeva però ad una emancipazione vera e propria della figura femminile. All’interno della famiglia a comandare era sempre l’uomo, infatti se a mancare in casa era il marito o il figlio in età arruolabile, c’era sempre il “nonno”, il vecchio rimasto in casa perché troppo anziano sia per andare a lavorare che per esser richiamato alle armi, aveva sempre l’ultima parola sulle questioni familiari. Malgrado ciò il fatto di essersi emancipate a livello lavorativo fece si che le donne non si arrendessero alla loro condizione di sottomissione,anzi che continuassero a lottare per far valere i propri diritti e per essere riconosciute come persone al pari degli uomini. Fu così che,malgrado i mal pensanti,sempre più ragazze giovani cominciarono ad abbandonare le proprie case per andare in cerca di occupazione.

Festival del cinema di Venezia: Lars Von Trier protagonista

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Lars Von Trier a Venezia71- Dopo il ciclone Al Pacino, la proiezione di ieri del secondo film italiano in gara Hungry Hearts di Saverio Costanzo e oggi con l’attesissimo il Giovane favoloso di Mario Martone, sbarca a Venezia Lars Von Trier. Il regista danese infatti presenterà al pubblico veneziano nella sezione fuori concorso e in prima mondiale la versione integrale, senza censura e inclusi i tagli del regista) del suo ultimo film, Nymphomaniac-vol. II. La pellicola  (più di 5 ore) sarà proiettata sia oggi in Sala Darsena che domani in PalaBiennale.

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Nymphomaniac in versione integrale- Nymphomaniac è l’ultima provocazione del discusso regista danese, uscito nelle sale tra marzo e  aprile 2014. Narra la storia di Joe, una ninfomane, picchiata e abbandonata per strada. La trova lo scapolo Seligman che la cura chiedendole di raccontargli la sua storia. Con interpreti protagonisti Charlotte Gainsbourg e Stellan Skarsgård, il film ripercorre la vita di Joe caratterizzata da numerosi incontri erotici ed eventi particolari. La long version del secondo volume di Nymphomaniac dura ben un’ora in più rispetto a quella proiettata al cinema e riguardano scene di sesso più esplicite e altri approfondimenti inediti della storia di Joe.

 I film di Lars Von Trier- I film di Lars Von Trier sono stati da sempre capaci a far discutere come Melancholia. Uscito nel 2011, il film descrive il malessere di Justine nel giorno del suo matrimonio a causa dell’imminente collisione del pianeta Melancholia contro la Terra mettendo fine all’ottimismo scientifico. Antichrist invece è la storia di una coppia che subisce un terribile lutto: la tragica morte del proprio bambino. La donna non riesce a superare il dolore e insieme al marito, si recano in una casa nel bosco di Eden per superare le loro paure. Poi c’è Medea girato nel 1988, si ispira alla tragedia di Euripide: Medea, moglie di Giasone, uccide i loro figli per vendicarsi del tradimento del marito. Il film, volutamente sgranato è caratterizzato da silenzi e scene crude come l’impiccagione dei figli, creando un forte coinvolgimento emotivo dello spettatore.

Squadra Antimafia 6 ritorna l’8 settembre su Canale 5

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Squadra Antimafia 6 ritorna l’8 settembre su Canale 5 – Il conto alla rovescia è definitivamente iniziato, cari lettori e spettatori! Squadra Antimafia 6 ritorna l’8 settembre su Canale 5 alle 21.10 circa e porterà con sé un mare di novità! La sesta stagione, ricca di sparatorie così adrenaliniche da togliere il fiato, con una nuova famiglia mafiosa molto più che cattiva, con una nuova e potentissima organizzazione segreta (la Crisalide), parlerà della mafia interna allo Stato ed ha tutte le carte in regola per giocare e vincere alla gara degli ascolti. Rivedremo, anche in questa sesta stagione, il bello e tenebroso Domenico Calcaterra, alias Marco Bocci (fresco marito di Laura Chiatti e presto papà del figlio che i due aspettano), Rosy Abate (interpretata da Giulia Michelini), il vicequestore di Catania Lara Colombo (Ana Caterina Morariu), gli ispettori Sandro Pietrangeli (Giordano De Plano), Gaetano Palladino (Ludovico Vitrano), Francesca Leoni (Greta Scarano) e Vito Sciuto (Dino Abbrescia). Tra le new entry un’intera famiglia, quella dei Ragno, formata dal capo famiglia Nicola Ragno (Pierluigi Corallo, già visto in R.I.S.), e dai fratelli Ettore (Fabrizio Nevola) e Rachele (Francesca Valtorta).

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Squadra Antimafia 6, la Crisalide – Dopo anni di lotte a qualsiasi forma di organizzazione mafiosa, in questa sesta serie, la ex Squadra Duomo, ora a Catania, dovrà lottare contro un male oscuro, difficile da sconfiggere: la mafia nello Stato. I servizi segreti deviati, guidati da Filippo De Silva (Paolo Pierobon), creduto da tutti morto, vivono e operano potentemente all’interno delle Istituzioni. Crisalide vuole riguadagnare il controllo della Commissione Regionale della Sicilia e per fare ciò ha bisogno di una sola persona: Veronica Colombo, ex sindaco di Baia D’Angelo, pericolosa corrotta, ora in carcere per l’omicidio del piccolo Leonardo Abate. Per la Crisalide, il fatto che Veronica Colombo sia in carcere, è solo un dettaglio.

Squadra Antimafia 6, la lotta di Calcaterra – Domenico Calcaterra, ancora scosso per la morte (a quanto pare presunta) del piccolo Leonardo e per le precarie condizioni psico-fisiche di Rosy, è deciso a combattere da solo la sua guerra contro la Crisalide. Il suo rapporto con la Squadra e con il suo capo, il questore Licata, sarà duro e scontroso. Riuscirà Calcaterra a lottare, da solo, contro tutto e tutti?

Quel che è certo è che Squadra Antimafia 6 sarà ricca di colpi di scena e qui potrete gustarvene qualcuno

Rimanete connessi con noi per non perdervene nemmeno uno! 

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Omogenitorialità e sviluppo del bambino

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Genitorialità ed omosessualità: binomio che potrebbe suonare davvero impossibile ma che negli ultimi anni si sta configurando sempre di più come possibilità. Infatti, il dibattito sulle adozioni da parte di coppie omosessuali sta diventando sempre più attivo e le coppie che riescono realmente ad adottare un bambino sono sempre di più. La possibilità di adozione da parte di coppie omosessuali attira su di sé le più svariate opinioni da un punto di vista politico, sociale, culturale, religioso, legale e psicologico. Con l’intento di voler agire nel miglior interesse del bambino ognuno vuole dare la propria opinione e decretare la propria sentenza. È giusto, non è giusto?

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Omogenitorialità. La genitorialità, rappresenta, per l’essere umano un momento di crescita, di realizzazione personale e di intensa felicità per chiunque possa farne esperienza. La domanda che ci si pone allora è se l’orientamento sessuale possa essere fattore determinante per stabilire se quella coppia abbia o meno il diritto alla genitorialità. A livello sociale e culturale il dibattito sembra non trovare soluzione tra persone che si schierano a favore e altre che si schierano contro. Per questo motivo si è cercato, almeno a livello scientifico di condurre delle indagini per comprendere se effettivamente l’essere genitori omosessuali possa influire sullo sviluppo del bambino.

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Le ricerche. L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sullo sviluppo del bambino cresciuto da una coppia non eterosessuale. I risultati di numerose ricerche confermano che non esiste nessun esito di sviluppo disadattivo per il bambino e sfatano il mito secondo il quale crescere in una famiglia con genitori omosessuali determina lo stesso orientamento sessuale per il bambino. Si sottolinea l’importanza delle dinamiche e dei processi familiari più dell’orientamento sessuale della coppia genitoriale. La ricerca concede la giusta importanza alle qualità genitoriali piuttosto che all’orientamento sessuale. I passi da fare nella ricerca e nella crescita culturale sono ancora molti ma l’importante è concedersi il giusto tempo per riflettere sul fattore più importante: il futuro del bambino, spesso si è troppo presi dal voler far valere ad ogni costo le proprie idee al punto da dimenticare che c’è in ballo la vita di un bambino (per saperne di più clicca qui: http://www.femaleworld.it/oliviero-toscani-allo-scatto-rubato/).