Fecondazione eterologa: approvate dalle regioni le nuove linee guida

Posted by & filed under Attualità.

Fecondazione eterologa, approvate le linee guida – I governatori delle regioni negli scorsi giorni hanno approvato le linee guida sulla fecondazione eterologa varate dai tecnici e dagli assessori regionali alla salute. Sergio Chiamparino ha presenziato la conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Luca Zaia, presidente del Veneto ha sostenuto che: “Le Regioni hanno deciso all’unanimità di andare avanti con le linee guida, affinché l’eterologa diventi una realtà e si colmi il vuoto legislativo. Sarà trattata come una cura normale, penso che si arrivi a un ticket uguale a livello nazionale”. Ricordiamo che la cura eterologa consiste nell’ausilio di un donatore di ovuli o di spermatozoi esterno alla coppia.

fecondazione-eterologa

Fecondazione eterologa, le novità introdotte nel documento – Sono state introdotte alcune novità nel documento sulla fecondazione eterologa, quali: il nato da eterologa dovrà avere lo stesso colore della pelle della coppia ricevente; la donna della coppia ricevente potrà avere un massimo di 43 anni, cioè dovrà essere in età fertile; per i donatori e le donatrici è previsto un massimo di 10 nati. Infine il nato da eterologa, una volta compiuti i 25 anni, potrà chiedere di conoscere i genitori biologici, solo se questi fossero d’accordo. Inoltre Lorenzin, il ministro della Salute, sostiene che una legge sia necessaria: “Le Regioni fanno bene a lavorare insieme per trovare una linea comune ma una legge è necessaria anche per l’inserimento dell’eterologa nei Lea”.

Scegliere il fenotipo: è Eugenetica? – Poter scegliere il colore della pelle e degli occhi del nato o della nata da eterologa fa eco alle parole riguardo l’Eugenetica in “Brave New World”di Huxley. Il fatto di poter scegliere il fenotipo di una persona apre la via a una pericolosa idea di selezione della specie umana. L’idea che un colore sia più appropriato di un altro può avere dei risvolti imprevedibili. Forse si dovrebbe affrontare il dibattito in altre sedi, non solo in quella giudiziaria.

Attività commerciali: periodo negativo

Posted by & filed under Lavoro e risparmio.

Lanciarsi in una nuova attività commerciale potrebbe sembrare entusiasmate e sicuramente lo sarà … la curiosità di vedere realizzata una propria idea imprenditoriale, il gusto dell’avventura nel buttarsi a capofitto in qualcosa che non si conosce,il brivido di sentirsi se non altro dei piccoli imprenditori. Tutto questo è bellissimo e senza dubbio stimolante ma basta guardarsi un attimo intorno per far crollare ogni brivido,ogni curiosità,ogni desiderio e voglia di rischio.

attività commerciali2

La situazione per i commercianti oggi non è delle più rosee. Non c’è bisogno di consultare siti e giornali specializzati o di controllare dati e quant’altro, per rendersi conto di questa cruda e amara realtà basta guardarsi un attimo intorno. In qualunque città vi troviate in questo momento , purché siate in Italia, uscite fuori e andate magari sulla via principale e date uno sguardo ai negozi.  Bar, negozi di abbigliamento, librerie,gioiellerie,negozi di giocattoli,gelaterie,negozi di souvenir e quant’altro, quante sono le saracinesche chiuse? Quanti i cartelli “cedesi attività” o “vendesi” e quanti i negozi che pur essendo aperti sono vuoti?

attività commerciali1

Questa è la bruttissima realtà alla quale da qualche anno a questa parte ci siamo dovuti abituare. Negozi chiusi o deserti non costituiscono una novità purtroppo. Per avere un’idea precisa della situazione commerciale in cui ci troviamo basta riportare un unico dato che attesta un settembre tremendo, ovvero chiusi due negozi ogni nuova apertura. Dopo il flop tremendo della stagione dei saldi questo è il dato più sconcertante dell’anno 2014. Alla luce di tutto ciò è evidente che non è uno dei migliori periodi per avviare un’attività commerciale in Italia, la speranza è che questo “bollettino di guerra” dia presto notizie migliori e che quindi l’economia del nostro paese si riprenda. Intanto possiamo solo non lasciarci scoraggiare da questa situazione ma credere che presto cambierà e fare qualcosa tutti per cambiare il nostro futuro. Tutti insieme si può fare!

Francia, esce il libro dell’ex premier dame

Posted by & filed under Cultura&Spettacolo.

Dove eravamo rimasti – Era finita così, con 18 parole a mezzo stampa la relazione tra il Presidente Hollande e la ormai ex premier dame Valérie Trierweiler, a seguito della scoperta della relazione adulterina del presidente con l’attrice Julie Gayet, rivelata dal giornale francese Closer con tanto di foto incriminanti. Relazione che Hollande aveva negato fino alla fine. Dopo la doccia fredda, Valérie Trierweiler era volata in India in missione umanitaria per conto di una Ong. Quello che nessuno poteva immaginarsi è che, lontano da tutti, la giornalista ex premier dame, stesse preparando la sua vendetta contro il marito fedifrago.

 foto-Valèrie-TrierweilerRitorno ad effetto – Ed è sulle pagine del Paris Match, settimanale dove l’ex premier dame ha lavorato, che arrivano le anticipazioni di un libro, scritto in gran segreto da Valérie Trierweiler, intitolato “Merci pour ce moment” ( grazie per il momento). A pubblicarlo è una giovane casa editrice Les Arènes, con tiratura iniziale di 200mila copie. Stando alle anticipazioni, l’uscita del libro provocherà il rischio di un vero e proprio disastro di immagine per il Presidente. Quello che l’ex premier dame mette in atto nelle pagine del suo “Merci pour ce moment” sembrerebbe essere una vera e propria decostruzione dell’immagine dell’ex compagno come uomo, amante e politico.

 Come distruggere un Presidente – Quelle di “Merci pour ce moment” sono pagine che raccontano di un amore vero, appassionato e anche geloso, quello di Valèrie per François Hollande, un amore che l’ha portata anche a sopportare offese da parte dallo stesso Hollande. Come quando le diceva che il suo ruolo non era altro che quello di farsi bella e rimanere accanto a lui. Un amore che però è ormai concluso, almeno per Valérie, perchè Hollande invece sembra non riuscire a rassegnarsi: “Mi manda fino a 29 sms al giorno. Vuole tornare con me quale che sia il prezzo che dovrà pagare” rivela l’ex premier dame nella sua scottante opera. Ma le rivelazioni di Trierweiler non si fermano qui, c’è spazio anche per l’attacco (il più temuto) all’Hollande politico: “Si è presentato come l’uomo che non ama i ricchi. In realtà, il presidente non ama i poveri. Lui, l’uomo di sinistra, in privato dice ‘gli sdentati’, tutto fiero della sua battuta”. Rivelazione questa che ha fatto infuriare i francesi che hanno infiammato Twitter con l’hashtag “sans-dents” (sdentati). Quando si dice che la penna ferisce più della spada.

Transgender: parte la campagna #WhatTransLookLike

Posted by & filed under Attualità.

La campagna contro la discriminazione transgender – La campagna è stata lanciata dal giornale Huffington Post Usa sul finire di agosto e già raccoglie numerose adesioni, facendo abilmente uso dei social network. Lanciato l’hashtag #WhatTransLookLike, il giornale raccoglie su Twitter le foto di chi cerca di dare una risposta alla domanda. Si tratta di un’iniziativa volta ad eliminare l’alone di stereotipia che circonda il concetto –e di conseguenza le persone – transgender. E a far capire che, in primo luogo, le persone transgender non sono fenomeni da circo o qualcosa di cui stupirsi. Ma donne, uomini, ragazzi e ragazze che vivono una vita comune e che spesso sono soggetti a discriminazioni continue.

transgender

Stereotipi transgender – “La campagna è nata dalla volontà di rovesciare lo stereotipo del trans come ‘travestito’.” Infatti, non a caso, l’immagine che tradizionalmente associamo al concetto di transgender è quello di un uomo travestito da donna in maniera molto appariscente; o viceversa. La campagna, quindi, è decisamente volta a sdoganare stereotipi di questo tipo, che uniformizzano il concetto di transgender. Sono in particolare i mass media a produrre un immaginario di questo tipo, qualora si parli di transgender. Basta vedere la copertina del Time, dedicata a Laverne Cox, attrice transgender di “Orange is the new black”. Ed è dunque attraverso un mezzo potente come il web che l’Huffington Post Usa si propone di allargare la definizione di transgender per la gente comune. Infatti, le immagini che una dopo l’altra arrivano su twitter, sono quelle di giovani e adulti, fotografati nelle situazioni più comuni, con gli amici o al lavoro. Per rappresentare, una volta tanto, quei trans che normalmente sono ignorati dai mezzi di comunicazione.

Concetto di transgender – Ancora oggi molte persone non hanno chiaro cosa significhi esattamente ‘transgender’ e da dove derivi il concetto. Lungi dall’essere unicamente un modo per designare i cosiddetti ‘travestiti’, il termine transgender affonda le radici nelle lotte del mondo LGBT, iniziate negli Stati Uniti soprattutto a partire dagli anni Ottanta. Che si tratti di una persona che ha compiuto l’operazione per cambiare sesso o di chi solo ancora non ha potuto, transgender vuol dire solamente una cosa: opporsi alla logica binaria del maschio/femmina e affermare che l’identità di genere di una persona non necessariamente debba corrispondere al suo sesso biologico. ‘Maschile’ e ‘femminile’ si spogliano dei loro tradizionali significati, per adottare un’ottica che guarda le cose attraverso i generi.

Emozioni nuove: forse è amore?

Posted by & filed under La posta del cuore.

Carissimi lettori di female world, come state? Io tanto per citare Carmen Consoli: confusa e felice, come non sono mai stata, non so neanche io cosa mi sta succedendo, mi aiutate voi a capire cosa mi sta accadendo? Vi sembrerò matta, folle e forse avrei dovuto scrivere direttamente alla psicologa e forse avete ragione, sono talmente felice da sentirmi fuori di testa per la maggior parte del tempo, sto provando delle emozioni che in vita mia non avrei mai sognato che esistessero, eppure ci sono! Ho conosciuto un ragazzo, siamo usciti, ci stiamo vedendo, ci stiamo sentendo, siamo spessissimo insieme e quando non siamo insieme io non riesco a fare altro che pensare a lui e a quanta voglia ho di rivederlo. Non mi era mai capitato con nessuno nei miei lunghi 26 anni di vita. Mi sveglio di notte e se penso a lui sono talmente tanto emozionata da non riuscire a riaddormentarmi. Sono pazza sono folle sono da ricovero o tutte queste emozioni nuove potrebbero essere chiamate amore? Aiutatemi voi!!! Grazie da una pazza!

emozioni

Cara pazza, non sei pazza come dici tu, o almeno quella che stai provando ora è una follia sana, bella ed emozionante. Dalle tue parole traspare tutta la tua felicità e questo è molto molto bello, anche per noi che leggiamo, ci hai regalato un sorriso. Parlare di amore è sempre difficile perché è un campo minato. Non si sa mai quando è giusto dire “è amore”: sempre troppo presto, troppo tardi, troppo giovani, troppo grandi…non esistono criteri per stabilire se è amore se non quello che senti tu quando sei con lui: quanto ti batte forte il cuore? Ecco quello si che potresti usarlo per dire se è amore oppure no. Le emozioni che proviamo con l’altra persona sono l’unico metro che possiamo usare per misurare ciò che proviamo e nessuno dall’esterno può aiutarci a comprendere. Vivi queste emozioni fino in fondo perché non c’è niente di più bello. In bocca al lupo!

Nestlè: passo avanti sul benessere animale?

Posted by & filed under LifeStyle.

Allevamenti intensivi – L’allevamento intensivo è una formula applicata alle grandi produzioni industriali che riforniscono quotidianamente il mercato della carne; un mercato caratterizzato da una domanda in rapida crescita alimentata dal cambiamento radicale dello stile di vita e delle abitudini alimentari sempre più globalmente occidentalizzate. Il consumo di carne giornaliero pro capite anche in Italia, paese tradizionalmente noto ed emulato per la “dieta mediterranea”, si sta avvicinando a quello di paesi tradizionalmente “carnivori”, allontanandosi da quel consumo equilibrato e vario che vede alternarsi in modo oculato i vari componenti della “catena alimentare”. Strutturalmente gli allevamenti intensivi sono caratterizzati da piccoli spazi e grande popolazione proprio perché lo scopo è la produzione. Molte sono le proteste che si muovono da più fazioni sia per l’esiguità degli spazi adibiti al singolo animale sia per i metodi di allevamento a volte irrispettosi del benessere animale.

nestlè

Nestlè verso il cambiamento – Si può davvero auspicare al cambiamento da parte della Nestlè in materia di benessere animale? O è solo una strategia ben studiata e, in fin dei conti, solo apparentemente attuata? Sta di fatto che la notizia dell’accordo tra World Animal Protection e Nestlè ha fatto rapidamente il giro del mondo. La Nestlè si è impegnata nella tutela del benessere animale nei suoi allevamenti. Saranno, in base a quanto stabilito, eliminate alcune forme gratuite di “abuso” sugli animali: verrà bandita la castrazione dei suini senza analgesici, il taglio di corna e coda nei bovini da latte e la Nestlè si muoverà anche per attuare un cambiamento riguardo agli spazi ridotti dove vivono gli animali.

Affermazioni e strategie – Si legge in un comunicato della Nestlè: “Sappiamo che i nostri clienti si preoccupano del benessere degli animali e per questo motivo ci siamo impegnati come società a garantire i più alti livelli possibili di benessere in tutta la nostra catena di fornitori a livello mondiale”. L’iniziativa di Nestlè sarebbe, secondo alcuni, mossa non tanto da uno spontaneo spirito di cambiamento ma in seguito ad alcune indagini che mettevano in luce maltrattamenti verso gli animali da parte di allevatori che rifornivano una società della Nestlè: le accuse sono di calci percosse e coltellate a mucche e vitelli. Ci si chiede quindi se si possa parlare di un vero cambiamento di mentalità o piuttosto di una mera operazione di greenwashing e marketing. Nonostante i dubbi riguardo il movente alla base di una strada più etica da parte di Nestlè afferma Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus: “si tratta tuttavia di una notizia che accogliamo positivamente. Soprattutto perché è un segno evidente di come il tema del benessere animale sia sempre più sentito e condiviso dall’opinione pubblica e dai consumatori che, con le loro istanze, sono in qualche modo in grado di influenzare le politiche della produzione industriale”.

Stasera in tv, in programma venerdì 5 settembre

Posted by & filed under Gossip&TV.

Cosa c’è stasera in tv? – Ecco la programmazione della prima serata di oggi, venerdì 5 settembre:

stasera in tv

Su RaiUno in replica Felicità, il concerto reunion di Al Bano e Romina. Segue la serata di premiazione de Le Maschere del Teatro Italiano, condotta da Tullio Solenghi dal San Carlo di Napoli.

Su RaiDue due puntate di Criminal Minds. A seguire una puntata di Blue Bloods e Stracult (a casa) di Marco Giusti – Speciale Venezia.

Su RaiTre in onda Italia-Serbia U21, valevole per le qualificazioni di Euro 2015. In seconda serata la prima puntata di Slang – Sogno l’America nel giardino, di Gerardo Greco.

Su Canale 5 la prima puntata della miniserie in prima tv Il Principe – Un amore impossibile (2014) di Ignacio Mercero e Javier Quintas, con Jose Coronado, Hiba Abouk. Segue Supercinema – Speciale Venezia e Magdalene (2002) di Peter Mullan, con Geraldine Mc Ewan.

Su Italia 1 il film in prima tv Battleship (2012) di Peter Berg, con Liam Neeson, Brooklyn Decker. A seguire Whiteout – Incubo bianco (2009) di Dominic Sena, con Kate Beckinsale.

Su Rete 4 al via la nuova stagione di Quarto grado. In seconda serata il film Formula per un delitto (2002) di Barbet Schroeder, con Sandra Bullock, Ryan Gosling.

Su La7 puntata estesa di In Onda, con Salvo Sottile e Alessandra Sardoni. Segue Crozza nel paese delle meraviglie.

Su MTV il film Io, me e Irene (2000) di Peter e Bobby Farrelly, con Jim Carrey.

Su Cielo in prima tv MasterChef Spagna. A seguire Bar da incubo.

Su Rai 4 il film Avventure di un uomo invisibile (1992) di John Carpenter, con Chevy Chase, Sam Neill, Daryl Hannah.

Su Rai 5 il docufilm La bocca del lupo (2009) di Pietro Marcello. A seguire Scaramouche Scaramouche e il David Letterman Show.

Su Iris in contemporanea con Canale 5, Mediaset Italia 2 e Mediaset Extra la prima puntata della miniserie spagnola Il Principe – Un amore impossibile.

Su La 5 il film Dillo con parole mie (2002) di Daniele Luchetti, con Stefania Montorsi, Giampaolo Morelli. A seguire Paradise Lost.

Su Italia 2 in contemporanea con Canale 5, Iris e Mediaset Extra la prima puntata della miniserie spagnola Il Principe – Un amore impossibile. A seguire due puntate della quinta stagione di Californication.

Mediaset Extra in contemporanea con Canale 5, Iris e Mediaset Italia 2 la prima puntata della miniserie spagnola Il Principe – Un amore impossibile.

Su Real Time la prima puntata di Bake Off Italia 2 – Dolci in forno. A seguire una puntata in prima tv di Hotel da incubo e una in replica.

Dislessia: paura per mia figlia

Posted by & filed under Psicologia.

Cara psicologa io ho un problema gravissimo. Ho una bambina di sette anni che tra qualche giorno dovrebbe iniziare a frequentare la classe seconda elementare. La prima elementare sembrava filare liscia come l’olio anche perché dalle maestre non ho ricevuto nessuna comunicazione o convocazione in merito. Durante l’estate le avevo comprato un libro da leggere, le fiabe degli animali, perché considero la lettura, soprattutto quella che contiene un insegnamento, fondamentale per i bambini di questa età. Insomma volevo che non perdesse l’allenamento e una sera mi sono messa a letto accanto a lei e le ho chiesto di leggermi una storia, mi sembrava una cosa molto carina e un momento dolcissimo da condividere con mia figlia. A quel punto mi sono accorta che non legge per niente bene, anzi direi che non lo sa proprio fare e ho paura che sia dislessica. Come devo fare per risolvere la situazione? Grazie, Barbara.

dislessia

Cara Barbara, la dislessia consiste in un disturbo di automatizzazione delle procedure di transcodifica dei segni scritti in corrispondenti fonologici che emerge all’inizio del processo di scolarizzazione in soggetti che non abbiano patologie o traumi a cui riferire il deficit. I soggetti che presentano questo tipo di disturbo potrebbero incontrare difficoltà sia in compiti di codifica fonologica sia di recupero dell’informazione codificata in memoria. In seconda elementare non è possibile fare previsioni attendibili in quanto è ancora possibile che la lentezza dei tempi e l’inaccuratezza esprimano un ritardo. Ciò che risulta molto strano è che non vi sia stata nessuna segnalazione da parte delle insegnanti rispetto a questa difficoltà nella lettura che potrebbe attribuirsi anche ad una semplice pigrizia della bambina in quel momento, ma che comunque andrebbe segnalata ai genitori. Ti invito a discutere della difficoltà che hai rilevato con le maestre della bambina e stabilire insieme una strategia comune, dopo aver anche effettuato una visita oculistica per escludere che la bambina abbia la difficoltà nella lettura a causa di problemi alla vista. In bocca al lupo.

Il Principe – Un Amore Impossibile, anticipazioni prima puntata in onda venerdì 5 settembre

Posted by & filed under Gossip&TV.

Il Principe – Un Amore impossibile, anticipazioni prima puntata in onda venerdì 5 settembre – Ormai ci siamo, cari lettori e spettatori! Dopo il debutto de I Cesaroni 6, che con la prima puntata andata in onda mercoledì 3 settembre hanno vinto la gara degli ascolti con 4.781.000 telespettatori e il 20.86% di share, questa sera, venerdì 5 settembre, è il momento del debutto de Il Principe – Un Amore Impossibile, che andrà in onda su Canale 5 intorno alle 21.10. Come vi abbiamo già precedentemente accennato qui, Il Principe (El Principe) è un quartiere difficile in cui vivere, che si trova a Ceuta, città al confine tra la Spagna e il Marocco. Qui, lavorerà e combatterà il crimine il poliziotto Javier Morey (Alex Gonzales).

javier-fatima

Il Principe – Un Amore Impossibile, anticipazioni prima puntata – Siamo a Ceuta, città autonoma spagnola confinante con il Marocco. Javier Morey (Alex Gonzales), ispettore di polizia, arriva al commissariato situato nel quartiere Il Principe per assumerne il comando. Al suo arrivo, Javier è accolto dall’agente Mati (Thais Blume). Il compito di Javier non è affatto semplice: il giovane poliziotto deve indagare su alcuni colleghi, sospettati di complicità con i terroristi.

Il Principe – Un Amore Impossibile, Javier Morey – Nonostante la giovane età, Javier Morey è stato ritenuto idoneo dalla CIA a svolgere delle delicate indagini sui suoi colleghi di Ceuta, sospettati di complicità con le forze estremiste islamiche. Javier è serio, discreto, capace, con un ottimo spirito di osservazione e improvvisazione. Quando però Javier Morey incontrerà Fatima (Hiba Abouk), la sua vita cambierà. Javier Morey è interpretato da Alex Gonzales, noto al pubblico televisivo per aver preso parte alla fiction, andata in onda su Rete 4, Tierra De Lobos.

Il Principe – Un Amore Impossibile, Fatima – Fatima è la bellissima maestra di cui si innamorerà follemente Javier Morey. Fatima, di religione musulmana, è una donna moderna e occidentalizzata. Grazie alla sua professione di insegnante, aiuta i giovani del quartiere a non vivere nell’illegalità. Suo fratello Faruq è uno dei maggiori narcotrafficanti della zona, su cui proprio Javier indaga. L’incontro con Javier segnerà la sua vita.

Bisogno di apparire: dove nasce?

Posted by & filed under Psicologia.

Il profondo bisogno di apparire e di mostrare potrebbe essere considerato uno dei problemi principali del nostro tempo. Essere sempre all’ultima moda diventa una necessità imprescindibile e per la quale molto spesso si fanno follie. Ma soprattutto bisogna mostrare! Esibire: esibire le proprie doti fisiche o mentali; esibire i propri averi, in alcuni casi anche i propri affetti. La nascita dei social network non ha fatto altro che alimentare questa tendenza. Esibire, mostrare, apparire non è mai stato così semplice, così veloce: tutto ciò che è semplice incrementa una mania.

esibizionismo2

Esibizionismo: rientrano in quest’area tutte le manifestazioni tendenti a mettere in mostra le proprie doti, le proprie capacità, il proprio aspetto, o qualsiasi altro elemento possa risultare utile allo scopo di essere stimati o di raggiungere la notorietà. Comportamenti più o meno esibizionisti, in questo senso, sono comuni a molte persone pubbliche, sia in campo artistico che in quello culturale e politico. Parola d’ordine mostrare: se non mostri non sei, hai valore per ciò che appari agli occhi degli altri. Il bisogno di apparire diventa la prima necessità tanto da spingere all’assurdo e ne troviamo esempi continuamente nel quotidiano, non ultimo l’episodio che vede come protagonisti uomini e donne in fila per l’iphone 6 prima che questo sia disponibile.

esibizionismo3

Il bisogno di apparire purtroppo tende a mettere in atto comportamenti lesivi per la persona. Esistono una serie di comportamenti correlati, poiché il mostrare prescinde dalla possibilità di farlo: mostrare a tutti costi. Viene esibito solo il bello della vita, si può avere la vita peggiore del mondo ma ciò che conta è che non sia visibile agli occhi degli altri. Ma da dove nasce questa necessità? Il bisogno di apparire tende a nascondere e a mascherare sofferenze dovute a delle mancanze nella vita affettiva che non possono essere compensate in altro modo.

 

Sex Toys: il dildo

Posted by & filed under Eros.

Il dildo è un sex toy, ovvero un giocattolo sessuale, a forma di pene, utilizzato durante la masturbazione ma anche durante un rapporto sessuale da entrambi i sessi. Si chiamano dildo dunque tutti i sex toys a forma di pene ma che non vibrano, anche se attualmente in commercio ve ne sono diversi con forme particolari e inconsuete, come per esempio animali e cartoni animati, e per estensione vengono denominati dildo anche gli oggetti destinati alla penetrazione anale.

dildo

Di simulacri fallici la storia ci offre innumerevoli esempi, sia per quanto riguarda l’arte, sia per quanto riguarda i rituali religiosi. Famose, per esempio, sono le falloforie dell’antica Grecia, processioni in onore di Priapo e Dioniso, in cui si portavano enormi falli di legno. Queste processioni servivano per propiziarsi l’abbondanza del raccolto, e terminavano con una pioggia di acqua mista a miele e uva, come per simulare l’eiaculazione maschile. Ma i falli venivano prodotti anche come giocattoli sessuali: vi sono numerosi ritrovamenti di dildo in pietra e osso in Francia, mentre un dildo verde in giada risalente a 6000 anni fa è stato ritrovato in Cina. Anche le donne dell’antica Grecia non potevano fare a meno di questo giocattolo sessuale, prodotto dai calzolai che lo intagliavano nel cuoio.

Attualmente i dildo più diffusi in commercio sono in silicone, semplici da sterilizzare in quanto hanno bisogno solo di acqua bollente. Si possono utilizzare in svariati modi: penetrazione vaginale e anale, nei preliminari, come simulazione del sesso orale. Nell’utilizzarli però, bisogna stare attenti ad alcuni accorgimenti:

  • non condividere il dildo con altre persone, poiché si rischia di prendere infezioni e malattie sessualmente trasmissibili
  • sterilizzare il dildo accuratamente dopo ogni utilizzo
  • non utilizzare i dildo in silicone con lubrificanti in silicone, poiché potrebbero corroderlo

Greenpeace: sondaggio, il Mondo vuole salvare l’Artico

Posted by & filed under LifeStyle.

Gas e petrolio artici – L’Artico è da tempo a rischio. Tutti sono a conoscenza del problema legato al riscaldamento delle acque marine e oceaniche, del global warming e dello scioglimento conseguente delle grandi calotte polari. Ciò che forse non tutti sanno e ciò di cui, non a caso, si sente parlare di meno, è che l’Artico è minacciato anche dalle trivellazioni atte all’estrazione di gas e petrolio. Queste trivellazioni minacciano sia l’esistenza stessa delle calotte sia la fauna dell’habitat. Lo sconvolgimento degli equilibri artici ha portato secondo un’analisi condotta dal WWF a minacciare l’habitat dei grandi cetacei artici: “Il 60% degli attuali habitat di questi cetacei si sovrappone ad aree con interessi e trasporti petroliferi e gasieri. Occorre pianificare con saggezza”.

greenpeace

Greenpeace e il sondaggio – Greenpeace ha portato alla luce i risultati di un sondaggio realizzato dalla società canadese Riwi in trenta paesi per capire a chi davvero sta a cuore il futuro dell’Artico; l’obiettivo di Greenpeace è mostrare il numero esatto di quanti sono disposti a fare qualcosa per salvare l’Artico. Osservati i numeri, Greenpeace può affermare che il 74% degli intervistati vorrebbe la realizzazione di un’area protetta nelle acque internazionali che circondano il Polo Nord. In Italia il sondaggio di Greenpeace ha portato allo straordinario risultato di 84% favorevoli alla creazione di un santuario artico

Santuario, selfie e #OnTop – Greenpeace ha quindi lanciato una campagna di coinvolgimento. Mentre gli esponenti di Greenpeace stanno scalando i tetti del mondo arrampicandosi sulla muraglia cinese, i grattacieli di Bangkok e le vette più alte della svizzera per rilanciare l’iniziativa Pro-Artico, chiunque può far sentire la propria voce scattandosi una selfie da un punto alto in torno a lui e utilizzando l’hashtag #OnTop to #SaveTheArctic. Come afferma Kumi Naidoo, il direttore esecutivo di Greenpeace International: “Oggi i nostri governanti ricevono un forte segnale: la volontà della gente di difendere l’Artico è sempre più forte e non può più essere ignorata; i nostri leader ora hanno sia il mandato che la possibilità di agire per la salvezza del clima e la salvaguardia dell’Artico. Il mondo sta guardando e chiede di intervenire”.