#MeToo: Hollywood marcia contro la violenza sulle donne

#MeToo: Hollywood marcia contro la violenza sulle donne

Più di duecento donne si sono riunite a Hollywood per marciare contro le aggressioni e gli abusi sessuali esibendo l'hashtag #MeToo.

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Questa domenica, sia donne che uomini hanno preso parte alla marcia tenutasi nell’area di Hollywood e Highland nella città di Los Angeles. La folla ha marciato contro le violenze e abusi sessuali mettendo in bella vista l’hashtag #MeToo creato da Tarana Burke per poter supportare tutte quelle persone che sono state vittime e hanno subito delle aggressioni sessuali.

#MeToo: il movimento contro gli abusi ha radici nel passato

È stata l’attrice di Streghe, Alyssa Milano, a promuovere sulla rete l’hashtag #MeToo che successivamente si è evoluto in un vero e proprio fenomeno sui social network, diventando un movimento che supporta tutte quelle donne vittime di violenza. L’attrice racconta di esser rimasta sbalordita dai risultati sensazionali ricavati da un semplice fenomeno di rete. Prima che Alyssa Milano facesse diventare l’hashtag virale, nessuno aveva mai sentito parlare di Tarana Burke. A quanto pare questa campagna contro la violenza sulla donna è stata iniziata dalla Burke circa una decina di anni fa, già conosciuto tra le comunità al margine della società e solo ora arrivato ad essere riconosciuto in tutto il mondo come un vero fenomeno.

Alyssa Milano portavoce di #MeToo

#MeToo, la marcia che ha accomunato tutto il mondo

La cosiddetta marcia dei sopravvissuti ha visto donne e uomini farsi forza per andare contro a tutte quelle persone che hanno abusato e aggredito sessualmente, ma soprattutto hanno marciato per far sentire le loro voci e far capire a tutte quelle persone vittime di aggressioni che non sono sole e che si può sempre contare sull’aiuto di qualcuno. A supportare la marcia sono stati presenti molti personaggi di rilievo, tra cui l’avvocato per i diritti civili Areva Martin, la Senatrice Connie Leyva, la produttrice Cathy Schulman, il delegato del comitato dello stato centrale della California Tom Bliss, la commediante Tess Rafferty e in particolare la reporter Lauren Sivan, una delle prime donne ad aver testimoniato di esser stata aggredita sessualmente dal produttore cinematografico Harvey Weinstein.

Il movimento #MeToo dà forza ai sopravvissuti

La Senatrice Leyva ha dichiarato di voler introdurre una legge contro chi è a conoscenza delle violenze e degli abusi sessuali sul posto di lavoro, ma decide comunque di tacere, “Vi guardo le spalle. Unite saremo più forti!”, dice la Senatrice per incoraggiare tutte quelle persone presenti durante la marcia dei sopravvissuti #MeToo. Invece la produttrice Premio Oscar Cathy Schulman ha raccontato la sua esperienza nell’industria cinematografica, in particolare facendo dei chiarimenti sul perché le donne vittime di abusi non parlano: “Il problema non è che le donne non possano parlare, ma quello che succede se casomai lo facciano. Noi tutte vorremmo parlare, dire la nostra, ma contemporaneamente non vogliamo perdere tutto. Ci serve un ambiente dove ci è consentito esprimerci e dove non vige la cultura del silenzio!”. Secondo la Schulman c’è bisogno di punire i bigotti, gli abusatori di potere e i predatori, punizione che deve essere resa pubblica e non negoziabile. Adesso grazie al movimento #MeToo molte donne saranno in grado di far sentire la propria voce opponendosi alle aggressioni e agli abusi sessuali.

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