L’alimentazione corretta dopo lo svezzamento: dalle pappe agli spaghetti

L’alimentazione corretta dopo lo svezzamento: dalle pappe agli spaghetti

Essere mamma comporta una grande responsabilità e la necessità di provvedere ai fabbisogni alimentari del proprio bambino dalla nascita fino allo svezzamento per poi passare alla fase di crescita vera e propria. Si sa l’educazione alimentare è la base per fare crescere in modo sano ed equilibrato il bambino: dopo il compimento dei primi 12 [...]

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Essere mamma comporta una grande responsabilità e la necessità di provvedere ai fabbisogni alimentari del proprio bambino dalla nascita fino allo svezzamento per poi passare alla fase di crescita vera e propria. Si sa l’educazione alimentare è la base per fare crescere in modo sano ed equilibrato il bambino: dopo il compimento dei primi 12 mesi di vita l’alimentazione del piccolo deve essere completata con l’introduzione di ulteriori cibi e resa sempre più variegata. Questa guida si propone proprio di approfondire la corretta alimentazione che un bambino necessita di seguire ad hoc: qualsiasi mamma nei primi 6 anni di vita del piccolo deve conoscere tutti i dettagli per assicurare, dopo lo svezzamento, un piano alimentare completo e sano per la corretta crescita dell’infante.

Svezzamento: qual è l’alimentazione corretta?

Con lo svezzamento, al compimento del primo anno d’età, il bambino può passare dalle pappe agli spaghetti senza problemi: è quanto sostengono i migliori studi e ricerche scientifiche di nutrizione infantile. Ogni mamma deve essere costantemente attenta a provvedere al fabbisogno alimentare del proprio bambino nei primi 6 anni di vita: in particolare, al compimento del primissimo anno di vita (con lo svezzamento) si verificano importanti cambiamenti nell’alimentazione del bambino. Qual è l’alimentazione corretta? La maggior parte dei biologi nutrizionisti specializzati nell’alimentazione infantile sono propensi e concordi che nel menu di un bambino debbano essere introdotti tutti gli alimenti per arrivare ad un piano alimentare davvero variegato ed equilibrato. Non solo pappe e frullati: sarebbe un gravissimo errore continuare a nutrire il proprio figlio dopo un anno di vita, “occorre progressivamente passare ad assaggiare i cibi in forma solida fino a mangiare praticamente come gli adulti”, sostiene la dott.ssa Amalia Maria Ambruzzi, dietologa presso l’Unità Operativa di Dietologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Dalle pappe agli spaghetti: le regole di base

Per fare crescere un bambino in modo salutare e sano occorre provvedere all’apporto del giusto fabbisogno energetico ed al migliore piano alimentare. È assolutamente importante dopo il primo anno di vita passare ad un piano alimentare completo, simile a quello degli adulti: il passaggio dalle pappe agli spaghetti non dovrebbe essere “traumatico” ed occorrerebbe una buona dose di pianificazione e di sostegno da parte del pediatra e di un nutrizionista specializzato nell’alimentazione infantile. Il maggiore sbaglio per le mamme è quello di continuare a nutrire il bambino con latte, pappe e frullati anche dopo il compimento del primo anno di età. Sarebbe un grave errore continuare a nutrire il bambino solo con le pappe: le regole di base per una corretta alimentazione richiedono una corretta ripartizione dei macronutrienti. Un ruolo rilevante dopo lo svezzamento avrebbero le proteine di origine animale e vegetale dato che dovrebbero costituire il 15% delle calorie totali e devono essere fornite da cibi sia di origine animale (carne, pesce, uova, latte e latticini) e vegetale (legumi, verdure, cereali). Le proteine nel fabbisogno alimentare di ogni piccolo garantiscono la presenza di tutti gli aminoacidi considerati assolutamente essenziali per la crescita. Anche la componente lipidica riveste un ruolo assolutamente fondamentale in questa prima fase di crescita e deve passare gradualmente dal 50% delle Kcal totali dei primi 12 mesi di vita fino a raggiungere il 30% per poi venire a “scemare” sempre di più, attestandosi a quota 15% delle Kcal totali nei primi 60 mesi di vita. Le buone regole di base per una corretta alimentazione richiedono un corretto apporto di acidi grassi essenziali contenuti nel pesce azzurro (filetto di sogliola, orata, nasello, ombrina, merluzzo, acciughe, etc.) e negli oli vegetali (olio d’oliva) considerati indispensabili per lo sviluppo del sistema delle cellule nervose e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (infarto, ictus, etc.). Dunque, i lipidi avrebbero una funzione “ancillare” e basilare per la rapida crescita e la sana costituzione fisica del bambino dopo lo svezzamento. Anche la componente glucidica non deve essere mai trascurata: una buona dieta mediterranea richiederebbe un apporto di carboidrati pari al 40% per i primi 12 mesi di vita per poi passare a 50% nei primi 24 mesi fino ad incrementare arrivando al 60% nei primi 60 mesi di vita. I carboidrati complessi (pane, riso, pasta, etc.) giocano un ruolo essenziale nel fabbisogno energetico ed alimentare del bambino e gli zuccheri semplici, il frutto, maltosio e lattosio sono indispensabili, ma non dovrebbero mai eccedere il 10%. Dalla nascita per tutta la vita di un uomo o di una donna l’apporto di vitamine, sali minerali e di fibre alimentari non deve mai venire meno con la somministrazione di frutta e verdura di stagione.

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