Femminicidio: lo sciopero delle donne

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Femminicidio, lo sciopero delle donne. “Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza” – è questo l’appello lanciato in rete da Barbara Romagnoli e Adriana Terzo, due giornaliste freelance, assieme a Tiziana Dal Pra, presidente dell’associazione Trama di Terre. L’appello vuole rappresentare un primo passo verso uno sciopero vero e proprio, una disconnessione condivisa dalle attività quotidiane.

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Lo sciopero delle donne – L’appello, che inneggia ad uno sciopero delle donne, è arrivato subito dopo la notizia dell’ennesimo episodio di violenza ai danni di una donna, la tragica notizia della donna di Napoli trovata in fin di vita, il cui corpo  stato abbandonato e avvolto in un sacco della spazzatura, come se fosse della merce avariata, come se fosse ‘da buttar via’. Quello di Napoli è solo uno dei tanti episodi di violenza sulle donne che in questi giorni, così come negli ultimi anni, stanno purtroppo caratterizzando la cronaca del nostro Paese. Le donne uccise negli ultimi anni non sono solo numeri, statistiche, casi, ma sono anche volti, storie, vite di donne stroncate troppo presto, dalla mano di un uomo, carnefice di un destino crudele.

Porre l’accento sul femminicidio – La parola ‘femminicidio’ viene, purtroppo, usata sempre con maggiore frequenza negli ultimi anni, un neologismo che ha sempre più spazio nella nostra dieta quotidiana di informazione. Il femminicidio è diventato oramai un fenomeno culturale, ancor prima che sociale, una piaga sempre più difficile da debellare. La richiesta espressa nell’appello lanciato in rete da Barbara Romagnoli e Adriana Terzo e da Tiziana Dal Pra è semplice: Chiediamo che la parola femminicidio non venga più sottovalutata, svilita, criticata. Perché racconta di un fenomeno che ancora in troppi negano, o che sia qualcosa che non li riguarda. O addirittura che molte delle donne uccise o violate, in fondo in fondo, qualche sbaglio lo avevano fatto”.

Appello alle donne del governo e dei sindacati – L’appello “Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza” è indirizzato innanzitutto alle prime donne più in vista della rappresentanza istituzionale italiana, ovvero alla presidente della Camera Laura Boldrini, che si è mostrata fin dall’inizio, nel suo discorso iniziale a Montecitorio, attenta alla problematica, alla ministra delle Pari Opportunità, Josefa Idem, alla segretaria della Confederazione Generale del Lavoro, Susanna Camusso, e poi, più in generale, “a tutte le donne delle istituzioni, delle arti e dei mestieri, a tutte noi”.

“Fermiamoci per 24 ore da tutto quello che normalmente facciamo. Proclamiamo uno sciopero generale delle donne che blocchi questo maledetto paese. Perché sia chiaro che senza di noi, noi donne, non si va da nessuna parte”.

Per firmare questa è la mail scioperodonne2013@gmail.com

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