Donne e lavoro: quasi 30mila donne lasciano il lavoro per difficoltà a conciliare occupazione e figli

Donne e lavoro: quasi 30mila donne lasciano il lavoro per difficoltà a conciliare occupazione e figli

Il binomio donne e lavoro non funziona: nel 2016 quasi 30mila donne hanno dovuto lasciare il proprio lavoro per difficoltà a conciliare occupazione e figli

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Il binomio donne e lavoro continua a non funzionare. I numeri parlano chiaro: nel 2016 quasi 30mila donne hanno dovuto lasciare il proprio lavoro per difficoltà a conciliare occupazione e figli.

Donne e lavoro congedi parentali

Donne e lavoro: un binomio impossibile?

A lanciare l’allarme è stata la relazione sulle donne e lavoro stilata dall’Ispettorato nazionale del lavoro che vigila sulle richieste di dimissioni o rescissione consensuale dai contratti di lavoro, inoltrate nel 2016 da mamme lavoratrici e papà lavoratori, nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il compimento del terzo anno di vita dell’infante. Quello che è emerso da questo rapporto è un vero e proprio boom (il 44% in più) delle richieste di abbandono del posto lavorativo, spesso collegate all’impossibilità dei parenti, nonni, zii etc…di badare ai propri nipoti, alla difficoltà nell’accedere ai nidi scolastici oppure ai costi insostenibili per assumere una babysitter. Cause che costringono, di fatto, le mamme a sacrificare la propria carriera lavorativa per dedicarsi esclusivamente alla cura della famiglia. Stando ai dati Ocse, nel nostro Paese le donne dedicano oltre cinque ore alla cura del focolare domestico, mentre gli uomini collaborano appena 100 minuti al giorno.

Donne e lavoro: sempre più mamme richiedono congedi parentali

Le cifre riportate dalle relazione in merito alle donne e lavoro rappresentano uno spaccato della nostra società che ben evidenzia la necessità di un cambio di rotta. Le mamme a ricorrere ai congedi parentali sono state 254.571, quasi 28.000 rientrano in due fasce di età, quella tra i 26 e i 35 anni e tra i 36 e i 45 anni; mentre i papà che hanno fatto usufruito dei congedi sono stati solamente 52.130. Un divario notevole che descrive senza troppi giri di parole la desolante realtà dei fatti. In una recente intervista, rilasciata a “Il Fatto Quotidiano”, Roberta Fabrizi, dirigente presso la direzione centrale di Vigilanza, affari legali e contenzioso dell’Ispettorato del lavoro, ha ammesso che: “Nel 2016, il 78% delle richieste di dimissioni ha riguardato le lavoratrici madri. In particolare, nel 2016 le dimissioni presentate dalle sole lavoratrici madri sono state 29.019 (a fronte delle 7.467 dei padri)”. Per quanto riguarda, invece, le risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, quelle delle mamme sono state 860, a fronte delle 392 presentate dai lavoratori padri.

Donne e lavoro: sempre più donne costrette a rinunciare alla carriera

Un trend negativo, quello delle donne che lasciano l’impiego lavorativo, che preoccupa ancor di più se si considera che ad oggi il tasso di occupazione femminile in Italia non arriva al 50%, nettamente inferiore rispetto al resto dell’Europa, dove raggiunge mediamente il 62,5%. Come denunciato anche da Tito Boeri, presidente dell’Inps, deve essere riconosciuto un potere contrattuale alle donne, che consenta loro di competere nel mondo del lavoro con le stesse opportunità riservate agli uomini. Questo sarà mai possibile?

Andrea Petricca

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